- Bassetti utilizza la morte di tre bimbi per attaccare il tycoon e Burioni straparla di «idioti no vax». Peccato che, a fronte di 680 infetti negli Stati Uniti, il Vecchio continente ne conti ben 127.000, con quasi 40 decessi.
- Il segretario alla Salute Kennedy annuncia indagini sull’uso fuori controllo di psicofarmaci, specie tra ragazzi. Il piano fa infuriare la sinistra, che ciancia di stigma verso i problemi mentali.
Lo speciale contiene due articoli.
Tutto fa brodo pur di attaccare Donald Trump e il ministro della salute Robert F. Kennedy, anche l’uso e l’abuso dei dati sul morbillo. Lo sanno bene due vecchie conoscenze della pandemia, le virostar Roberto Burioni e Matteo Bassetti che, esulando come spesso capita da quelle che dovrebbero essere le loro competenze, hanno cavalcato i dati più recenti pubblicati dall’Oms sul morbillo in America per lanciare il loro anatema contro la nuova amministrazione americana.
Ma è stata la stessa Organizzazione, nel diffondere anche i dati europei, a far apparire le loro intemerate quantomeno fuori luogo. Il «La», come sempre, lo ha dato Bassetti: «Ecco i risultati di aver portato i peggiori a governare il mondo» ha scritto il virologo dell’ospedale San Martino di Genova commentando un titolo di giornale sulla seconda bambina morta di morbillo in Texas, «ignoranza, incoerenza e arroganza calpestano ogni giorno la scienza e le evidenze». Poco dopo, accorgendosi che i decessi erano tre e non due, ha tuonato: «Il terzo decesso per morbillo dimostra che l’arroganza, l’incoerenza e l’ignoranza governano in questo momento gli Stati Uniti. Non ci sono solo i dazi», ha osservato Bassetti, ma «ottusità e chiusura (sic) da parte dell’amministrazione Trump e in particolare del suo ministro Kennedy Jr. contro la scienza».
Due giorni fa, sul tema è tornato anche Roberto Burioni. Il virologo dell’ospedale San Raffaele di Milano non ha resistito al richiamo di Heather Parisi, pensando bene di andare sulla bacheca dell’ex showgirl per replicare a un post in cui Parisi, da tempo attiva contro scientisti e distonie pandemiche nel suo e nel nostro Paese, traduceva in italiano le reali dichiarazioni di Robert F. Kennedy nel corso dell’intervista sul morbillo concessa alla Cbs. «Ecco cosa ha veramente detto Kennedy alla Cbs sui vaccini», ha scritto Parisi, «1) Negli Usa ci sono stati 3 morti di morbillo negli ultimi vent’anni; 2) erano tutti pazienti con un quadro clinico già compromesso; 3) il morbillo ci sarà sempre perché il vaccino ha un’efficacia che diminuisce velocemente nel tempo; 4) il governo non deve rendere obbligatori i vaccini che devono rimanere una scelta personale; 5) in questo momento non conosciamo il rischio di molti di questi prodotti perché molti vaccini sono stati testati solo per due o tre giorni senza gruppo placebo».
Burioni, che da qualche anno è stato folgorato sulla via del piccolo schermo e dei social diventando, di fatto, un influencer dei vaccini, non si è fatto sfuggire l’occasione e ha replicato alla «Cara Collega» dichiarando che nel 2004 il morbillo negli Usa non circolava più ma purtroppo «a causa degli idioti no vax», nel 2013 l’immunità di gregge si è persa, «e ci è scappato il morto». Per Burioni l’epidemia «molto grave» negli Usa è partita «a causa della disinformazione sui vaccini».
«Molto grave»? Secondo il ministro della Salute americano, le vere emergenze negli Usa sono altre e casualmente né la stampa né gli scientisti vi dedicano l’attenzione dovuta. Kennedy ha fatto il punto della situazione venerdì nel corso di un Consiglio dei ministri che il presidente Trump ha convocato di fronte alla stampa: «I Cdc (Centri per la prevenzione delle malattie americani, ndr) hanno fatto un lavoro straordinario riuscendo a tenere sotto controllo l’epidemia di morbillo», ha spiegato il segretario per la salute Usa, «oggi ci sono circa 680 casi in 22 Stati, rispetto allo stesso focolaio in Europa che è di 127.000 casi e 37 morti. I nostri numeri sono ora stabilizzati, nel nostro Paese ci sono stati tre morti per morbillo in 20 anni e vorremmo che la stampa rivolgesse più attenzione all’epidemia di malattie croniche come il diabete e l’autismo: il 38 per cento dei giovani americani è in condizioni prediabetiche, fenomeno del tutto assente 30 anni fa; ogni bambino che diventa diabetico meriterebbe un titolo di giornale», ha rintuzzato Kennedy, «mentre i tassi di autismo sono passati da 1 su 10.000 quando io ero bambino a 1 su 31 attuali».
A mettere un sigillo tombale sulla pretestuosa polemica ci ha già pensato, comunque, la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, che alla diffusione del morbillo in America e in Europa ha dedicato due report, pubblicati rispettivamente l’11 e il 13 marzo: se negli Stati Uniti dal 1 gennaio sono stati registrati 378 casi di morbillo e due decessi, nelle regioni europee sono stati rilevati, nel solo 2024, 127.350 casi, il doppio del 2023 e il tasso più alto dal 1997, senza contare il tragico bilancio di 38 decessi: si tratta della situazione peggiore degli ultimi 25 anni, titola il report. E a poco servono le puntualizzazioni sull’area geografica coperta dal report, che non è strettamente l’Unione europea, né quella sull’immunità di gregge, che l’America aveva già raggiunto a differenza delle regioni europee: lo scenario rappresentato dalle virostar nostrane, strumentalizzato in chiave terroristica a favore di una tesi politica, rasenta il ridicolo. Se si suona il campanello d’allarme per l’America che ha avuto «soli» tre decessi, per l’Europa che ne ha avuti 38 si sarebbero dovute, seguendo la logica delle virostar, suonare le campane a morto e fare mea culpa, ma non è avvenuto. E chissà se tra i «meriti della sanità pubblica» riconosciuti a Burioni con la medaglia di bronzo concessagli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella è incluso anche questo tipo di propaganda politica travestita da divulgazione scientifica.
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