Paura per i disordini: salta ancora l’incontro con il generale Vannacci a Verona
Roberto Vannacci (Ansa)
Minacce e proteste: cancellata la presentazione del libro in programma giovedì 11.

Salta ancora la presentazione del libro del generale Roberto Vannacci a Verona. Ieri, con un post sui social, l’hotel San Marco, che avrebbe dovuto ospitare l’incontro l’11 gennaio, ha annunciato che non se ne farà niente per colpa della paura di disordini legati alle manifestazioni contro il militare annunciate dai militanti di sinistra e organizzate da Circolo pink Lgbt Verona, Infospazio 161, Rifondazione comunista, Laboratorio autogestito Paratodos, Osservatorio migranti Verona, Sat pink e Potere al popolo. «Per motivi di sicurezza non ospiteremo il convegno», hanno scritto sui social i titolari dell’albergo.

Si tratta della seconda volta in cui la presentazione de Il mondo al contrario nella città scaligera deve essere annullata a causa delle pressioni dei «democratici», a favore della libertà di opinione solo se e quando quell’opinione è loro gradita. Tanto che a Repubblica i manifestanti hanno già anticipato: «Il presidio verrà spostato quando sapremo la nuova location. Pare che nessuno voglia ospitare a Verona il generale Vannacci e il suo libro». All’evento, che sarebbe dovuto essere moderato dalla giornalista Alessandra Vaccari, avrebbero dovuto partecipare anche i due organizzatori, ovvero Vito Comencini, presidente del Centro studi Suvorov e fondatore, insieme con Marco Rizzo e Gianni Alemanno, di Alleanza per vincere, il consigliere comunale Rosario Russo e Stefano Valdegamberi, consigliere comunale finito nella bufera poche settimane fa per gli attacchi alla sorella di Giulia Cecchettin. Proprio Valdegamberi ha annunciato che in ogni caso la presentazione si terrà e che è stata individuata una nuova location, questa volta fuori città. Si tratterebbe del terzo tentativo: in un primo momento l’evento era stato programmato al teatro Stimate, gestito da religiosi, a cui era stata anche versata una capanna. Ma la paura di proteste violente aveva fatto saltare tutto. A questo punto era stato individuato l’hotel San Marco, dove però si è ripetuto sempre lo stesso copione, tanto che l’albergatore ha dovuto fare marcia indietro dopo giorni di minacce telefoniche, insulti e azioni di boicottaggio contro i suoi siti e social: «Non posso accettare di esporre la mia clientela a rischi del genere: è una cosa assurda e inaccettabile», ha detto al Corriere.

«Quelli che si dicono democratici sono i primi fascisti, usano la violenza contro chi non la pensa come loro e si sono pure vantati di aver fatto cambiare idea a qualcuno con le minacce», attacca Valdegamberi, «Ho parlato con il generale e anche lui è d’accordo con me con l’idea di non lasciarci condizionare. L’evento è confermato, stesso giorno e stessa ora, e già oggi dovremmo firmare un contratto per una nuova location. Non si indietreggia di un millimetro… È ora di finirla con le minoranze che ogni volta che si dice qualcosa che non condividono diventano violente. A parti invertite sarei stato denunciato, ma in questo caso nessuno li persegue. Vannacci deve parlare, punto. Odio il bavaglio. Con me hanno sbagliato soggetto».

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