Ecco le chat tra Luca Palamara, l’ex pm di Roma indagato a Perugia per una presunta corruzione, e il capo della procura di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri (non indagato) in cui viene citato anche il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, in relazione ad alcuni scoop della Verità.
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Lavitola, mezza retromarcia. Ma i dubbi permangono: Ranucci sapeva del «piano»?
Valter si dice affranto per aver messo in pericolo un «fratello». Nei messaggi tra loro due, però, è assillante: perché Mister «Report» non ha confessato gli avvertimenti?
La pistola fumante di Conte è scarica: le carte lo sbugiardano sul caso Jc
Giuseppi sventola in aula un documento ricevuto da una fonte anonima che, però, si riferisce a una partita di mascherine diversa da quella oggetto dell’accordo siglato dal governo. Che invece fu validata dalle Dogane.
Assolto in tribunale ma non in tv: suicida per il «metodo Report»
Un servizio del 2016 su un’ipotetica truffa dei diamanti, non portò a nessuna condanna definitiva. Rovinando però un ad.
La differenza tra le inchieste vere e quelle di Ranucci & C.
Se Ranucci avesse dovuto ricostruire la vicenda, l’avrebbe rimontata a suo modo. Per fortuna ci ha pensato la magistratura. Ma il silenzio dei vari Saviano, Giannini e Lerner, che avevano accusato la destra, fa rumore.
Sono oltre il ridicolo: si inventano la pista di destra
Sul caso Ranucci-Lavitola a sinistra prende piede una nuova teoria: dietro l’attentato ci sarebbe una strategia della destra per screditare il conduttore di Report. Ma la ricostruzione presenta più di una contraddizione.
Ranucci e il giallo del secondo mandante
Ne parla lo stesso Lavitola, intercettato mentre riferisce a un commensale i sospetti dei carabinieri: «Per loro la mente dell’attentato sono io ma non da solo: “È uno a fianco a lei”, mi hanno detto». Per il comitato etico Rai, danno reputazionale e ricadute pubblicitarie.
«Chiesi di sparare sulla villa di “Sig”». Lavitola non incanta il gip: resta in cella
Niente domiciliari per il faccendiere: «Da lui ricostruzioni inverosimili e disinvoltura criminale nel pianificare l’atto intimidatorio» contro il conduttore. Che sarà sentito a settembre: gli inquirenti vogliono vederci chiaro.