Scontri in Kosovo. Feriti 11 italiani del contingente Nato
Ansa
  • In tutto sono stati colpiti 41 militari: tre dei nostri sono gravi. Caos innescato dalla protesta serba contro i sindaci albanesi.
  • I russi intensificano i raid, ma la loro regione di confine è sotto scacco. Smentite sul piano di pace cinese, Sergej Lavrov vola in Kenya.

Lo speciale contiene due articoli.

Dopo mesi di tensioni ieri in Kosovo è successo quello che si temeva. A Zvecan, uno dei comuni del Nord del Kosovo a maggioranza serba e alla cui guida sono stati eletti, il 23 aprile scorso, nuovi sindaci di etnia albanese, si è svolta una manifestazione di protesta dei serbi contro l’insediamento del primo cittadino. Occorre ricordare che lì hanno votato solo in 1.500 dei serbi su 45.000 aventi diritto a causa del boicottaggio elettorale. Visto che le proteste erano sempre più veementi e nel timore che accadesse qualcosa al sindaco, sono intervenute le truppe della Kfor, (la Forza Nato in Kosovo) ma la situazione è ugualmente degenerata, mentre altre proteste sono andate in scena a Zubin Potok e Leposavic. Il bilancio degli scontri a a Zvecan è di numerosi feriti: 41 tra i militari Nato, dei quali 11 sono italiani. Come scrive l’Ansa, tra loro ci sarebbero tre feriti gravi a causa di ustioni e fratture. Diversi feriti anche tra i 300 manifestanti serbi e anche un inviato dell’agenzia serba Tanjung è rimasto coinvolto negli scontri.

Per disperdere i manifestanti, i militari della Kfor hanno utilizzato manganelli, lacrimogeni e bombe assordanti e i contestatori hanno risposto con un lanciando sassi, bottiglie e tutto quello che hanno trovato per le strade. Mentre scriviamo, i media locali raccontano che la situazione resta tesissima e come riferisce l’Ansa «sarebbe in atto un contenimento delle frange più violente di dimostranti».

Secondo il sito di informazione Kossev, l’intervento della Kfor è scattato quando i manifestanti si sono rifiutati, nonostante le richieste dei loro leader politici, di consentire il passaggio due veicoli speciali della polizia kosovara, bloccati tra i manifestanti dalla mattina. In un comunicato, la forza Nato dispiegata in Kosovo ha dichiarato «di aver rafforzato la sua presenza nel Nord del Paese» e ha esortato ancora una volta Belgrado e Pristina a riprendere il dialogo condotto sotto gli auspici dell’Unione europea per ridurre le tensioni. Vista l’altissima tensione nel Nord del Kosovo, l’esercito serbo «resterà in stato di massima allerta fino a venerdì prossimo», ha dichiarato il ministro della Difesa serb,o Miloš Vučević, per poi aggiungere che «tali unità sono pronte a espletare ogni compito e ordinanza che giunga dal comandante supremo delle Forze armate (il presidente serbo, Aleksandar Vučić, ndr), nella speranza che si trovi una soluzione politica». Il ministro della Difesa non ha perso l’occasione per gettare altra benzina sul fuoco, criticando la forza Nato in Kosovo, che «prende le difese della polizia kosovara e degli usurpatori della democrazia piuttosto che della popolazione serba». Poi Vučević ha affermato che l’esercito serbo è in costante contatto con Kfor, e che ieri il capo di Stato maggiore, generale Milan Mojsilović ha parlato con il comandante della Kfor, il generale italiano Angelo Michele Ristuccia, che gli ha ribadito l’impegno della forza Nato a preservare la pace e a evitare scontri con la popolazione serba.

L’ambasciatore americano a Pristina, Jeff Hovenier, ha preso l’iniziativa diplomatica e ha incontrato la presidente kosovara Vjosa Osmani, affermando che «è importante non fare uso della forza per consentire l’ingresso dei sindaci nelle sedi municipali dei Comuni serbi al Nord». Gli Stati Uniti temono che possa esplodere la polveriera Kosovo mentre si combatte in Ucraina e l’ambasciatore Hovenier ha fatto presente che la posizione americana è la stessa di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia. Prima di incontrare Vjosa Osmani l’ambasciatore Usa ha visto i nuovi sindaci (di etnia albanese) di Zvecan e Zubin Potok. Benché invitati, i sindaci dei quattro maggiori Comuni del Nord a maggioranza serba Leposavic e Mitrovica Nord, entrambi del Partito autodeterminazione (Vetevendosje, Vv), la forza di maggioranza guidata dal premier kosovaro, Albin Kurti, non si sono fatti vedere. Su quanto accaduto è intervenuto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «I miei più sinceri sentimenti di vicinanza ai militari italiani che sono rimasti feriti durante i disordini in Kosovo. Esprimo inoltre la più ferma condanna dell’attacco avvenuto a danno della missione Kfor, che ha coinvolto anche militari di altre nazioni. Quanto sta accadendo è assolutamente inaccettabile e irresponsabile. Non tollereremo ulteriori attacchi nei confronti di Kfor. È fondamentale evitare ulteriori azioni unilaterali da parte delle autorità kosovare e che tutte le parti in causa facciano immediatamente un passo indietro contribuendo all’allentamento delle tensioni. L’impegno del governo italiano per la pace e per la stabilità dei Balcani occidentali è massimo e continueremo a lavorare con i nostri alleati. Confermo ai militari italiani la mia vicinanza e la forte gratitudine del governo per la straordinaria professionalità e l’encomiabile spirito di servizio che dimostrano in ogni circostanza».

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