Non solo Elon Musk, Luiz Inácio Lula da Silva imbavaglia i brasiliani
Elon Musk, miliardario statunitense, è proprietario della piattaforma social X (Getty)
  • Nel Paese scatta il blocco di X dopo la decisione del giudice della Corte suprema. Ma Alexandre de Moraes multerà anche tutti quei cittadini che utilizzeranno la Vpn per navigare fingendo di essere in un altro Paese. Il padre di Twitter: «Popolo schiacciato dal governo».
  • Il leader carioca realizza i sogni di Thierry Breton e ricorda le pressioni di Joe Biden su Facebook.

Lo speciale contiene due articoli

«In Brasile non abbiamo più la X da mezzanotte. Sto twittando questo tramite Vpn. Questo tweet potrebbe costarmi quasi 10.000 dollari, secondo la decisione del tiranno Alexandre de Moraes, amico di Lula: ogni brasiliano che da ora in poi pubblicherà su X verrà multato di 50.000 reais, secondo la sua “sentenza” illegale. La mia dignità vale molto di più. In realtà, non ha prezzo. Continuerò a twittare nonostante le persecuzioni o le minacce dello Stato perché credo nella libertà di espressione, nella democrazia e nella vera giustizia. I brasiliani scenderanno in piazza. Il 7 settembre faremo sentire la nostra voce molto chiaramente. Chiederemo che Moraes venga messo sotto accusa dal Senato e mandato in prigione dopo un giusto processo, che Moraes crudelmente e incostituzionalmente non concede alle persone che perseguita». Lo ha scritto ieri su X Marcel van Hattem, ex giornalista, oggi deputato conservatore brasiliano, ringraziando poi Elon Musk per battersi «contro la censura e l’autoritarismo». Il blocco di X in Brasile è infatti scattato alla mezzanotte locale. Lo ha stabilito la decisione del giudice della Corte suprema federale (la Stf), de Moraes, perché Musk non ha rispettato l’ultimatum di 24 ore ricevuto due giorni fa e non ha nominato un rappresentante legale nel Paese. L’accesso al sito del social media non è più possibile per gli utenti, che incontrano un messaggio che chiede loro di ricaricare il browser quando entrano nel portale, senza però mai riuscire ad accedere con successo.

De Moraes ha anche imposto multe giornaliere di 50.000 reais, equivalenti a 8.027 euro, per chi userà la Vpn (la rete virtuale privata che consentirebbe al dispositivo usato di fingersi in un altro Paese) per aggirare il blocco. Limitando la libertà di tutti i brasiliani, dunque. Non solo di Musk. Il presidente dell’Anatel (Agenzia nazionale delle telecomunicazioni), Carlos Baigorri, ha inoltre dichiarato che i principali operatori di telecomunicazioni del Brasile – Vivo, Claro e Tim – sono già stati informati della decisione della Corte suprema federale per mettere X offline. Il paravento del governo è la guerra alla «disinformazione» in Rete che fa intravedere sullo sfondo il clima politico, a un mese dalle elezioni municipali in Brasile, con la sfida tra il presidente in carica Luiz Inacio Lula da Silva – il «democratico» Lula (copyright della sinistra italiana) – e l’ex leader di destra Jair Bolsonaro.

Moraes è un persecutore storico di Bolsonaro sul quale ha guidato diverse inchieste (tra cui quella sul presunto tentativo di golpe dopo la sconfitta elettorale del 2022). È stato segretario della sicurezza dello Stato di San Paolo, dove è stato accusato di usare la mano pesante nella repressione dei movimenti sociali. È arrivato alla Corte nel 2017, nominato dall’ex presidente conservatore Michel Temer (2016-2018), per il quale era stato ministro della Giustizia. «Anche se la sua folgorante carriera ha un aspetto legale, ciò che lo ha portato nella Corte suprema è la politica. È un animale politico», ha detto alla Afp l’esperto costituzionale Antonio Carlos de Freitas. E «si muove bene in diversi ambienti, comprese le forze armate». Ai vertici della magistratura Moraes potrà restare per legge almeno fino ai 75 anni, ma il magistrato, sposato con tre figli, «ha pretese politiche». Come quella, ad esempio, di diventare presidente del Brasile, anche se non ne ha mai parlato pubblicamente.

Sulla sua piattaforma Musk è scatenato da giorni contro de Moraes e contro lo stesso Lula. «La libertà d’espressione è il fondamento della democrazia e, in Brasile, uno pseudo giudice non eletto la sta distruggendo per motivazioni politiche», ha sottolineato ieri il magnate sudafricano. Poi ha aggiunto: «L’attuale governo brasiliano ama indossare il mantello della libera democrazia, mentre schiaccia il popolo sotto il suo stivale». Annunciando che da oggi inizierà a pubblicare la «lunga lista dei crimini» commessi dal giudice, accompagnata dall’elenco delle «leggi brasiliane che ha infranto» con la sua sentenza.

Intanto, un altro giudice, Cristiano Zanin, membro della Corte suprema brasiliana (Stf), ha respinto il ricorso di Starlink contro la decisione di de Moraes, che ha bloccato in Brasile anche i conti della società di Internet satellitare di Musk. Il magistrato di origini italiane ha spiegato che Stf ha una posizione definita secondo la quale, per contestare la decisione di un altro ministro, la procedura dev’essere differente. Zanin non avrebbe, inoltre, ravvisato alcun abuso nella decisione di Moraes che, il 18 agosto scorso, aveva ordinato il blocco dei conti di Starlink per garantire il pagamento delle multe inflitte a X e mai pagate, che ammontano a circa 3 milioni di euro.

Nel frattempo, Musk ha scritto su X che «sarebbe utile» limitare i suoi viaggi all’estero dopo l’arresto in Francia del fondatore di Telegram, Pavel Durov. «Forse dovrei limitare i miei viaggi ai Paesi in cui la libertà è protetta dalla Costituzione», ha risposto a un utente che lo invitava a pensare alle conseguenze.


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