copilota flydubai
Nel riquadro, il copilota Hamam al Hammami (Ansa)

Il copilota che ha accoltellato il comandante del volo FlyDubai 1073, provocando la discesa dell’aereo, aveva ricevuto in Oman un divieto di volo per presunte idee radicali.

Lo riferiscono fonti citate dal Wall Street Journal e dall’Associated Press. Secondo le stesse fonti, FlyDubai lo avrebbe assunto nonostante il divieto; non è chiaro se la compagnia avesse verificato i suoi precedenti.

Al-Hammami respinto da Emirates: i dubbi sulla sua radicalizzazione

Era stato respinto anche da Emirates. Hamam al-Hammami, cittadino omanita di 29 anni nato negli Emirati da padre omanita e madre siriana, era entrato in FlyDubai otto mesi prima dell’incidente.

Un collega citato dal Times of Israel ha riferito che «pregava in modo eccessivo durante tutto il giorno e si rifiutava di stringere la mano alle donne». Secondo il profilo LinkedIn visionato dalla Cnn, nel 2025 aveva tentato di entrare in Royal Air Maroc, completando tre mesi di formazione, ma non era stato selezionato.

Vi sarebbe arrivato nel giugno 2025, dopo la conclusione di un contratto settennale con Oman Air. Le circostanze della fine del rapporto non sono note. Un’altra fonte ha affermato che la sua licenza era stata revocata per preoccupazioni relative alle sue opinioni.

I post sui social, al-Qaeda e le accuse contro FlyDubai

Due post apparsi mercoledì sul suo profilo LinkedIn, oggi chiuso, sono stati descritti come indicativi delle sue convinzioni religiose. Comprendono video girati nella cabina di un Boeing 737 Max, lo stesso modello del volo, immagini di aerei israeliani e ritratti di due esponenti di al-Qaeda.

In una clip si distinguono il numero di volo OM624 e la data dell’11 ottobre 2023, quando al-Hammami lavorava per Oman Air. Un altro post mostra La Mecca, Medina e Gerusalemme con una poesia religiosa.

Le immagini sarebbero apparse anche su un account Instagram a suo nome, poi rimosse. Al Arabiya English riferisce che avrebbe vissuto a lungo in Siria, dove sarebbe stato influenzato da idee estremiste.

Non è chiaro chi abbia pubblicato i post. Secondo alcuni commentatori del Golfo, il pilota omanita sospettato dell’attacco sarebbe stato influenzato dalle prediche anti-israeliane e antiebraiche del Gran Mufti Ahmed al-Khalili.

Non è stato possibile stabilire se l’Oman avesse condiviso con altri Paesi o compagnie aeree le proprie preoccupazioni sul pilota, né ricostruire la natura della sua radicalizzazione. Gli Emirati conducono le indagini.

Un portavoce ha rifiutato di commentare i precedenti in Oman «per evitare di pregiudicare l’esito delle indagini o di interferire con il loro svolgimento». FlyDubai ha dichiarato che non commenterà finché l’inchiesta è in corso; il governo omanita non ha risposto alle domande.

Venerdì un alto consigliere del leader degli Emirati e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno definito l’episodio un atto di terrorismo. Netanyahu ha dichiarato: «L’attentatore ha subito una radicalizzazione islamica».

Ha aggiunto: «Il suo obiettivo era far schiantare i passeggeri a bordo». Il premier ha detto che il quadro dell’accaduto si sta chiarendo. Il comandante e il copilota si trovano negli Emirati, dove sono stati trasferiti dall’Arabia Saudita giovedì dopo l’atterraggio di emergenza.

Il giallo dell’assunzione: perché volava verso Israele?

Israele vuole interrogare al più presto il sospettato. Un ex membro dell’equipaggio, oggi pilota Emirates, riferisce che FlyDubai controlla i piloti prima dei voli e valuta psicologicamente i primi ufficiali promossi comandanti.

Non è noto se al-Hammami sia stato valutato di recente. Israele ha chiesto più volte a Dubai controlli più rigorosi sui voli per Tel Aviv, secondo un funzionario israeliano. I vettori israeliani hanno sospeso per mesi i collegamenti con Dubai, citando rischi per la sicurezza e la guerra con l’Iran. Nel maggio 2024, un rapporto riservato israeliano segnalava carenze nella sicurezza aerea e negli aeroporti stranieri.

Per il Wall Street Journal, il Ministero dei Trasporti israeliano si concentrava sui vettori nazionali e destinava risorse insufficienti alla sicurezza delle compagnie straniere.

Resta il mistero di come FlyDubai abbia assunto Hamam al-Hammami nonostante il divieto di volo in Oman e del motivo per cui fosse su quel volo diretto in Israele.

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