• Nel 2017 il settore dei gioielli e della bigiotteria ha registrato in Italia un fatturato di 4,5 miliardi di euro. È il potere dell’artigianalità nostrana che riesce ancora ad avere la meglio sui grandi colossi del settore.
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Anche se non sempre allo stesso ritmo il settore orafo e della bigiotteria in Italia ha registrato una crescita costante dal 2010 al 2017.

Come spiega uno studio di Confcommercio sul settore, nel 2017 quello dei gioielli e della bigiotteria ha registrato un fatturato in Italia di 4,5 miliardi di euro, con un incremento notevole rispetto al 2010 quando il giro d’affari era minore del 30% circa.

A livello mondiale, le vendite di gioielleria sono arrivate a 290 miliardi di euro, ma la peculiarità è che la parte legata a un marchio vale poco più del 10%, 37,3 miliardi di euro.

In parole povere, si tratta ancora di un settore in cui l’artigianalità (e l’artigiano) la fanno da padrone rendendo i dati sul settore di difficile reperibilità. Anche se ciò non toglie che si tratti di un mondo in ottima salute.

Il 2017 è stato un anno buono per il mercato italiano: il merito è tutto della ripresa mondiale dei gioielli in oro (+4%) monitorata dal World Gold Council, grazie soprattutto al recupero del mercato indiano (+11,5%), principale responsabile insieme alla Cina della significativa contrazione che ha interessato la domanda mondiale di gioielleria in oro nel 2016.

La buona performance del 2017 è confermata dalla crescita delle esportazioni: il complesso dell’oreficeria e bigiotteria ha visto l’export aumentare del 12%, un risultato decisamente migliore rispetto al dato, comunque molto positivo, del totale delle esportazioni italiane e in ripresa rispetto ad un 2016 molto deludente sui mercati esteri.

I dati relativi alla sola componente in metalli preziosi (argento e oro e altri metalli) sono addirittura leggermente migliori: +12,7% i valori esportati, frutto della diminuzione del 3,3% della componente in argento e della forte crescita (+14,7%) di quella in oro e altri metalli (che pesa per il 90% sull’aggregato dei gioielli in preziosi e per l’80% circa sull’aggregato che include anche la bigiotteria). Positivo anche il trend delle quantità inviate all’estero, con un +6% e risultati simili per l’argento e per l’oro e gli altri preziosi.

Ma dove sono più richiesti i gioielli prodotti in Italia? Nel corso del 2017, la Cina, dal 2013 il primo Paese per domanda di gioielli in oro, ha registrato un aumento (+2,6%), grazie al recupero nella seconda parte dell’anno. Una dinamica simile è registrata anche dagli Stati Uniti (+2,8%), al terzo posto del ranking con un peso sulla domanda di gioielli del 5,7%.

Anche la Svizzera ha evidenziato un andamento nettamente favorevole (+24,4% per la componente in oro), così come Hong Kong (+16%) e gli Stati Uniti (+23,5%). Spicca poi il risultato molto positivo delle vendite verso la Turchia (+30,7%), altro player importante nel mondo del gioiello e possibile ponte verso le destinazioni centro asiatiche.

Recupera terreno la Germania (+22,8%), mercato che ha progressivamente perso peso come destinazione del gioiello italiano, dove sono diretti negli ultimi anni gioielli in oro dal valore medio unitario molto ridotto.

Rimane, invece, in territorio negativo l’export verso gli Emirati Arabi Uniti (-4,5% per la componente in oro e -3,4% per il complesso della gioielleria e bigiotteria). I flussi di gioielli e bigiotteria italiani diretti agli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un record storico nel 2013 (anno di picco della domanda mondiale del settore), per poi successivamente declinare in modo costante, perdendo quasi il 30% cumulato nell’ultimo quadriennio.

Il mercato dei gioielli non sembra, quindi, quasi aver risentito della crisi: secondo uno studio di Federpreziosi realizzato per Vicenzaoro, la maggiore manifestazione italiana del settore, in Italia ad oggi si sono 17372 punti vendita (3898 nel Nord Ovest, 2683 nel Nord Est, 3707 tra Sud e isole e 7084 nel Centro, l’8,1% solo nella capitale), solo 69 in meno al 2009, anno in cui si registravano 17441 gioiellerie. Un decremento che molti settori si sognano. In totale il settore della gioielleria dà lavoro a 39721 persone (2951, il 7,4%, a Roma).

L’artigianalità italiana, insomma, riesce ancora ad avere la meglio in questo settore dominato perlopiù ancora da piccoli professionisti e non da grandi colossi del settore. Sarà così a lungo? Almeno fino a quando i grandi gruppi industriali non troveranno il modo di offrire prodotti di alta qualità, personalizzati e a prezzi bassi.


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