Le Macroniadi gay sfregiano fede cristiana e buon gusto
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Una volgare rappresentazione trans dell’Ultima Cena è stata il clou di una cerimonia inaugurale pretenziosa e disorganizzata. Protesta la Chiesa transalpina. Critiche anche dal mondo politico (ovviamente non quello di sinistra). Pensate a che cosa sarebbe successo se anziché offendere Cristo avessero tirato in ballo Maometto.

Ma sono le Olimpiadi o il gay pride? La seconda che hai detto. Infatti, a guardare le immagini che arrivano da Parigi, si ha la sensazione di trovarsi davanti alla carnevalata dell’orgoglio omosessuale, dove tutto è permesso, anche l’esibizione dei testicoli (veri) e pure un’Ultima Cena (falsa), dove Gesù Cristo e gli apostoli sono interpretati dalle drag queen, ovvero da uomini travestiti da donne. Vi state chiedendo che cosa c’entri tutto ciò con i giochi olimpici, con la sfida tra campioni delle diverse specialità? Nulla. Ma in Francia, qualcuno ha pensato che la cerimonia di inaugurazione dell’importante evento dovesse essere diversa in tutto, a cominciare dalla sessualità, per essere ricordata nel tempo e per testimoniare la grandeur del Paese e, soprattutto, del suo presidente. Così, le Macroniadi si sono trasformate in una competizione all’insegna del trash, in una corsa al cattivo gusto e soprattutto in una gara dove lo sport, almeno nel primo giorno, è passato in secondo piano. Gli atleti si sono visti pochissimo, in compenso la massima visibilità l’ha ottenuta la confusione. E non parlo solo del caos generato dall’attentato all’alta velocità che ha messo fuori gioco tre linee del Tgv e lasciato a piedi un milione di viaggiatori. Mi riferisco anche all’immagine di una grande capitale europea che organizza un’inaugurazione all’aperto senza prevedere che potrebbe piovere a dirotto e lascia sotto la pioggia le delegazioni straniere, provvedendo a riparare solo Monsieur le President. Va bene la superbia, che fa ritenere Macron migliore di tutti, ma le istantanee di Sergio Mattarella, e insieme a lui molti altri esponenti politici, che cercava di sottrarsi all’acqua battente con un impermeabile trasparente, hanno dato la sensazione che quella di Parigi fosse una festa di paese, con gli organizzatori spiazzati dalla meteorologia, probabilmente pronti anche loro a dare la colpa al cambiamento climatico. Per non dire poi delle ballerine di can can, che hanno fatto sembrare la cerimonia lungo la Senna un grande Moulin Rouge, come se invece di un’inaugurazione in diretta mondiale si fosse a uno spettacolo del celebre locale nel quartiere a luci rosse di Pigalle.

Tuttavia, la disorganizzazione e il cattivo gusto sono nulla in confronto alla dissacrazione dell’Ultima Cena. Che bisogno c’era di offendere i cristiani facendo la parodia del pasto di Gesù Cristo prima della crocifissione? Che cosa ha che fare una drag queen grassa e cotonata con il figlio di Dio che si prepara a immolarsi? E qual è la connessione tra il movimento Lgbt, i giochi olimpici e l’eucaristia? Il Redentore nell’ultima cena spezza il pane e lo dà ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate. Questo è il mio corpo che è dato per voi: fate questo in memoria di me». E le drag queen che fanno? Spezzano solo la sensibilità di chi crede in Dio. Pensate se avessero fatto qualcosa tirando in ballo Maometto. Che sarebbe accaduto? Ve lo dico io: la Francia sarebbe stata messa a ferro e fuoco e Macron avrebbe strisciato chiedendo scusa. Altro che Olimpiadi queer, per non legare i campioni a un’identità sessuale. In pista e in campo, con buona pace di chi si sente fluido e non vuole dirsi né maschio né femmina, ci sono solo uomini e donne. Come ha spiegato di recente anche la Corte costituzionale, un terzo genere non c’è e se esiste è solo nella testa di qualcuno, ma questo non è un buon motivo per prendersela con chi si sente cristiano e segue gli insegnamenti della religione.

Il risultato è che, al posto di parlare di sport, si è finiti a discutere di avanspettacolo. Le Macroniadi infatti, invece che una competizione tra atleti, si sono presentate come una sfida a chi stupisce di più. Sembrava di stare all’Eurovision, con la sola differenza che in questo caso non c’era la donna barbuta, ma solo la parodia delle donne.

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