Una tragedia imprevedibile, un disagio la cui profondità nessuno aveva intuito, nemmeno chi gli era più vicino a casa o al lavoro. Per tutta la giornata di ieri è stato questo il tono dei messaggi di cordoglio che si sono susseguiti per la morte di Bruno Astorre, senatore e segretario regionale del Pd nel Lazio. Astorre è stato trovato morto nel cortile di Palazzo Cenci, sede degli uffici dei membri del Senato, a un passo dal Pantheon, dopo essere precipitato dal quarto piano. Il fatto è avvenuto attorno alle 12 e 50 e visto che la cautela in questi casi è d’obbligo l’autorità giudiziaria, una volta giunta sul posto, non è arrivata a nessuna conclusione ma ha solamente ipotizzato il gesto volontario e aperto un fascicolo per istigazione al suicidio come atto dovuto per disporre l’autopsia. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 con un’ambulanza e un’auto medica, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, mentre il portone del palazzo veniva sbarrato e presidiato dai carabinieri. Poco dopo sono giunti anche il segretario generale del Senato accompagnato dal dirigente dell’ispettorato della Polizia di Stato presso Palazzo Madama, e quindi la polizia scientifica per procedere ai rilievi.
I primi politici ad apprendere la notizia e a giungere sul posto sono stati gli amici e compagni di partito Nicola Zingaretti, ex segretario del Pd ed ex governatore del Lazio, e la senatrice Cecilia D’Elia. Al di là della cautela del magistrato di turno, è apparso subito chiaro ai più che si è trattato di suicidio e per tutta la giornata sono giunti messaggi bipartisan dai quali (soprattutto da quelli dei colleghi dem) è emersa la conoscenza di uno stato di stress per Astorre nell’ultimo periodo, non tale però da far pensare a un gesto estremo. «Siamo sconvolti e profondamente addolorati dalla tragica notizia della morte del Senatore Bruno Astorre», ha scritto la segretaria del Pd Elly Schlein, «tutta la comunità democratica si stringe attorno alla moglie e alla sua famiglia, agli amici e a tutti i suoi colleghi», mentre poco dopo è arrivato anche il messaggio del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Profondamente turbata dalla notizia della scomparsa di Bruno Astorre, un avversario appassionato e leale, una persona perbene. A nome mio e del governo mi stringo al dolore della moglie, della famiglia e della sua comunità politica». Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha voluto rendere omaggio ad Astorre, definendolo «saldo punto di riferimento per la comunità del Lazio, uomo delle istituzioni del quale, durante il mio incarico da Prefetto di Roma, ho avuto modo di apprezzare, in occasioni di numerose proficue collaborazioni, le grandi qualità umane, i valori, la competenza e la sensibilità». Il leader della Lega e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha parlato di una di quelle «notizie che non si vorrebbero mai sentire», e il presidente del Senato Ignazio La Russa, in visita istituzionale in Israele, ha definito «terribile» la notizia della morte di Astorre e ha disposto di mettere a mezz’asta le bandiere di tutte le sedi di Palazzo Madama. Cordoglio anche da Matteo Renzi, che si rimprovera di «non aver capito niente prima della tragedia» e da Giuseppe Conte, il quale ha parlato di una «perdita dolorosa».
Astorre avrebbe compiuto 60 anni tra una settimana. La sua carriera politica è iniziata alla metà degli anni Novanta nel Ppi, poi con la Margherita e infine nel Pd, col quale ha scalato posizioni nella federazione del Lazio fino a diventarne segretario, ed è entrato in Parlamento.
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