- Il leghista si smarca, il ministro di Fdi replica piccato: «Poteva accorgersene prima». Elly Schlein ci sguazza: «Questa è una tassa Meloni». Domani tavolo tecnico a Bruxelles: si studierà una proroga.
- Mercato libero del gas già a inizio anno, per l’elettricità i fragili possono aspettare il 2025. Scegliere un nuovo operatore non sarà necessario.
Lo speciale contiene due articoli.
La polemica sull’energia elettrica riesce a dare una scossetta alle opposizioni, ma è il leader della Lega, Matteo Salvini, a sorprendere tutti, criticando apertamente il governo (di cui è vicepremier) e facendo perdere le staffe perfino a un solitamente felpato, considerate anche le radici democristiane, Raffaele Fitto. La sortita di Salvini contro la mancata proroga del mercato tutelato è scientifica: prende di mira infatti direttamente il ministro degli Affari europei, nel giorno in cui Fitto sta celebrando in pompa magna, con tanto di conferenza stampa a Palazzo Chigi, il via libera al pagamento della quarta rata del Pnrr. Le Europee sono alle porte, si vota con il proporzionale e lo spirito di coalizione lascia il passo agli interessi elettorali di partito: una consuetudine consolidata, ma questa volta le critiche di Salvini alla decisione del Consiglio dei ministri sull’energia segnalano che la Lega ha deciso di non ingoiare più in silenzio tutte le decisioni di Giorgia Meloni e dei suoi fedelissimi. A quanto risulta alla Verità, tra l’altro, nel corso del consiglio dei ministri dell’altro ieri anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si era detto contrario al nuovo meccanismo per il rinnovo delle concessioni idroelettriche, fortemente voluto da Fdi, ma senza ottenere risultati.
La giornata inizia una conferenza stampa convocata da Elly Schlein al Nazareno: «La mancata proroga del mercato tutelato», dice la Schlein, «è una sorta di tassa Meloni sulle bollette. Una misura contenuta nel Pnrr? Per il governo è sempre colpa di qualcun altro, ormai ci siamo abituati. Il governo ha negoziato molte modifiche al Pnrr però su questo punto no. Quando quel piano è stato scritto non c’era ancora stata la crisi e due guerre che hanno triplicato le bollette di famiglie e imprese. Il mondo è cambiato, il governo agisca ora, fermi le aste per una ulteriore proroga del mercato tutelato. Si fanno gli interessi delle grandi società energetiche, le stesse verso cui non c’è stato un impegno per gli extraprofitti. Per il governo è più facile intervenire nelle tasche degli italiani perché è dalla parte delle grandi lobby energetiche».
Immancabile la richiesta di Pd, M5s e Avs di riferire in Parlamento. Sembra la solita polemica tra maggioranza e opposizione, e invece a rendere frizzantino il clima arriva Matteo Salvini, che si smarca dalla decisione presa 24 ore prima dal governo: «Del mercato tutelato», sottolinea Salvini, «abbiamo parlato stamattina (ieri, ndr) a Palazzo Chigi dove c’era la riunione con i sindacati. Conto che l’interlocuzione del ministro Fitto con la Commissione europea porti a una soluzione positiva anche perché tutto è figlio di uno degli obiettivi del Pnrr che abbiamo ereditato quando siamo arrivati al governo. Conto che questo governo», aggiunge Salvini, «con il dialogo e la trattativa con la Commissione europea, riesca a rimediare a un errore che ci siamo trovati sulla scrivania e che rischia di essere impegnativo». «Un errore»: ce n’è abbastanza per scatenare un putiferio.
La Schlein non si lascia sfuggire l’assist di Salvini: «Sono contenta», commenta la leader dei Dem, «che dopo la conferenza stampa del Pd Salvini si sia accorto che il governo abbia detto no alla proroga del mercato tutelato, mi chiedo dove fosse durante il Cdm che ha deciso di non prorogare le tutele e far partire le aste. Alla luce di questa dichiarazione di Salvini speriamo che il governo si fermi». Si incunea nel varco aperto da Salvini anche il co-portavoce di Europa verde, Angelo Bonelli: «Ma come funzionano», si chiede Bonelli, «i consigli dei ministri del governo Meloni? Fanno l’aperitivo? Perché se Salvini viene a raccontare all’Italia che la mancata proroga del mercato tutelato è stata un errore, siamo veramente alla fiera dell’assurdo e tutto ciò è inaccettabile. Giocano sulla pelle di oltre sei milioni di famiglie italiane che vedranno aumentare considerevolmente le bollette del gas e dell’energia elettrica perché questo governo sconsiderato ha deciso di dare ascolto più alle lobby energetiche che agli interessi degli italiani».
Il ministro agli Affari europei Raffaele Fitto risponde pubblicamente per le rime all’alleato: «Del mercato tutelato dell’energia», azzanna Fitto, «ne ho parlato col vicepresidente Salvini e la presidente Meloni è più che attenta. Mi sembra ci sia una necessità di chiarimento: sinceramente non comprendo il dibattito e le polemiche. Ci sono elementi sui quali c’è un dibattito e verificheremo le modalità con cui seguire questo dibattito, tenendo conto che l’obiettivo ha consentito il pagamento della terza rata. La fine del mercato tutelato è prevista da una norma del Dl concorrenza del 2022. Ci si poteva accorgere quando sono stati votati questi provvedimenti degli effetti della fine del mercato tutelato sugli utenti. Il tema c’è», conclude Fitto, «e il governo se ne occupa».
Domani ci sarà un tavolo tecnico a Bruxelles, e si tenterà di trovare una soluzione, seppure temporanea, magari sotto forma di un ok a una proroga di 12/18 mesi, a un problema che rischia di provocare una seria frattura nella coalizione di governo.
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