- Il ministro Roberto Cingolani ha annunciato rincari in bolletta del 40% che trascineranno i listini di tutti i generi di consumo, dalla benzina ai cibi. Per le famiglie colpo da 1.500 euro. Le cause? Eccole.
- Il presidente Codacons, Gianluca Di Ascenso: «Tutti i trucchi per non farsi travolgere dall’inflazione».
- Il manager Enel, Nicola Lanzetta: «L’obiettivo dev’essere diminuire la dipendenza dal gas».
- L’industriale della pasta Vincenzo Divella: «Produciamo meno grano del fabbisogno, le forniture internazionali scarseggiano per la siccità che ha colpito molti Paesi. Si sta scatenando la speculazione, chi ha fatto scorte ne approfitta».
Lo speciale contiene quattro articoli.
A luglio c’è stato un primo assaggio. La batosta arriverà tra un paio di settimane. Se il governo e l’autorità dell’energia Arera non interverranno, i prezzi dell’energia potrebbero crescere fra il 30% e il 40%. Il caro bollette coinvolge tutto il mondo, ma in Italia si fa sentire di più per la dipendenza del nostro Paese dai fornitori esteri. La ripresa dell’economia dopo il blocco della pandemia ha fatto impennare il fabbisogno energetico. Le materie prime non reggono il passo della crescita produttiva. La richiesta di metano soprattutto per l’industria è altissima e l’offerta bassa, le fonti rinnovabili non bastano a soddisfare la domanda mentre le normative ambientali fanno rincarare i costi di produzione. Chi emette CO2 nel ciclo produttivo deve pagare i diritti di emissione che vengono gradualmente aumentati per spingere le imprese a utilizzare energia pulita. Questo sistema si riflette sui costi di produzione e quindi sui prezzi.
Anche l’inflazione ha rialzato la testa. Oltre metà dell’elettricità prodotta in Italia viene da centrali termoelettriche a ciclo combinato alimentate con metano. Un anno fa le quotazioni internazionali del gas stavano tra 20 e 30 euro per 1.000 chilowattora, oggi sono raddoppiate. I rincari si scaricano sulle bollette, sulle quali pesano anche fattori quali le spese di distribuzione e trasporto, le tasse, le addizionali, gli oneri per finanziare la ricerca elettrica, smaltire l’eredità nucleare e finanziare le fonti rinnovabili d’energia. Il passaggio all’economia green non è a costo zero. Gli incentivi alle fonti rinnovabili pesano sulle bollette degli italiani per circa 12 miliardi di euro l’anno. Il 1° ottobre ci sarà l’aggiornamento trimestrale dell’Arera. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha annunciato un rincaro del 40% della componente energia, che è il 60% del costo finale per il consumatore. Il governo può agire sui sovraccosti ma si rischia di creare aiuti di Stato vietati dalla Ue.
Energia più cara si traduce in maggiori costi per industria, trasporti, esercenti, e per l’intero sistema produttivo e distributivo, con ripercussioni sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe. Le associazioni dei consumatori hanno stimato una maggiore spesa per le famiglie fino a 1.500 euro annui. Poi ci sono i rincari dei carburanti alla pompa che, secondo il Codacons, peseranno per 324 euro annui a famiglia. Un pieno di verde costa oggi 11 euro in più rispetto a inizio anno, +13,5 euro sul 2020. Il gasolio in un anno è cresciuto del 18,5%. L’auto sta diventando un bene di lusso anche per gli aumenti delle materie prime legate ai componenti elettronici e dei ricambi: in Germania i pneumatici costano il 65% in più rispetto al 2019. Inoltre dal 1° novembre rincara anche la revisione dell’auto: +9,95 euro, cioè +22%.
Più caro, naturalmente, anche il carrello della spesa. Su pasta e pane incidono diversi fattori, dai costi dell’energia e del trasporto agli effetti della siccità nei principali Paesi produttori di grano come Canada e Stati Uniti. Gli sbalzi climatici, con temperature torride seguite da bombe d’acqua e grandinate, hanno ridotto la produzione agricola tra il 10 e il 30%. La Coldiretti stima un incremento dei prezzi dei cereali del 34%, dei prodotti lattiero caseari del 22% e della carne del 15%. I rincari delle materie prime e delle cosiddette terre rare, fondamentali per tutti i prodotti con elevata componente tecnologica, inciderà sui listini di elettrodomestici, computer e telefonini. Il produttore svedese di frigo e lavastoviglie Electrolux ha già annunciato un rialzo dei prezzi per la carenza dei microcomponenti. A svuotare le tasche dei consumatori ci si mettono pure le direttive europee. Il codice delle comunicazioni elettroniche prevede forti aumenti nei costi delle offerte di telefonia mobile e fissa che inseriscono nel canone mensile l’acquisto di un modem o di un nuovo cellulare. Dopo un anno di pandemia, anche questo inverno sarà da dimenticare.
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