La Cdp farà da consulente per le Regioni
Dalla Cassa una task force multidisciplinare per l’implementazione dei fondi Ue.

La sfida del Pnrr si fa di mese in mese più complessa e nelle prossime settimane si comincerà ad entrare nel vivo dei primi progetti. «È una sfida fondamentale», commenta Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, che ricorda: «L’Italia è cresciuta dal 1999 al 2019 di circa il 7,5% in termini di Pil. Rispetto al 43% circa della Spagna, al 32% circa della Francia e il 30,5% della Germania. È cresciuta poco non per la mancanza di fondi, ma per l’eccesso di burocrazia del nostro Paese. Il Pnrr va colto in tutti i suoi aspetti, quello finanziario e quello delle riforme che vanno fatte perché una volta esaurito l’elemento finanziario l’Italia sia in grado di far salire il suo tasso di crescita». È in quest’ottica che si inserisce il lavoro di consulenza di Cassa depositi e prestiti che, in accordo con il ministero dell’Economia, si è ritagliata un ruolo importante come advisor tecnico. Lo scopo è quello di formare e sostenere gli enti nella gestione delle risorse affidate dal Pnrr. La Cassa per questo ha creato una task force multidisciplinare che include anche le società del gruppo per sviluppare, coordinare e monitorare le attività di Cdp per l’implementazione del Pnrr.

Ma cosa sta facendo la Cassa per il Piano nazionale di ripresa e resilienza? Sono sei i progetti assegnati direttamente a Cdp per un ammontare di 3,3 miliardi di risorse che potranno generare a loro volta investimenti fino a 8 miliardi. Non solo la gestione diretta perché la cassa si occupa anche della gestione di alcuni progetti (per ora 5 ma potrebbero aumentare nel tempo). Secondo le stime inoltre si potrebbe arrivare ad un potenziale allargamento per il sostegno che andrebbe a coprire fino a 13 amministrazioni centrali. La capacità di realizzare gli investimenti sarà cruciale, soprattutto adesso che sono sopraggiunte le difficoltà legate alle materie prime. Secondo Cdp sui progetti gestiti e affidati in questo momento non si registrano ritardi. A sostegno degli enti è già attiva una piattaforma di servizi «capacity Italy» avviata insieme a Invitalia e Mcc su impulso del ministero della Pa. La consulenza della Cassa sarà gratuita e finanziata non con i fondi del Pnrr, ma grazie ad un accordo con il Mef. La valutazione dei progetti, invece, è in carico ai ministeri di competenza e Cdp non ha e non avrà il compito di valutare i progetti del Pnrr ma solo quelli della Cassa che riceveranno una valutazione sull’impatto atteso, ma anche sull’impatto ex post. «Quello che vorremo fare come Cdp è vedere se quello che svolgiamo ha non solo un profilo di rendimento e di rischio ma anche di impatto atteso e realizzato. Sul Pnrr proveremo a far sì che gli obiettivi siano stati o meno raggiunti. Una cosa che faremo nel tempo». Chiarisce Andrea Montanino, responsabile direzione Strategie settoriali e Impatto che aggiunge «la mia struttura avrà la res di una valutazione ex post. Ma questo riguarda un processo di cambiamento di Cdp, su cui stiamo lavorando ed è una cosa nuova per Cdp ma proprio per il Paese, perché non abbiamo una cultura di valutazione».

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