Pareri «a raffica» dalla commissione Finanze sulla delega fiscale alla Camera
Vito De Palma (Imagoeconomica)

I dgls sulla semplificazione burocratica in materia fiscale e sulla fiscalità internazionale discussi in commissione Finanze. Dopo le osservazioni, soddisfatti i relatori Vito De Palma (FI) e Giulio Centemero (Lega). La prossima settimana la discussione in Aula.


Settimana intensa di lavori, sul fronte fiscale, in commissione Finanze alla Camera. I deputati della sesta hanno espresso una serie di pareri su diverse parti della delega fiscale. Il primo parere è arrivato martedì al decreto che attua la razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari. Si è trattato ovviamente di un parere favorevole, seppure con osservazioni. Soddisfatto il relatore del provvedimento, Vito De Palma, di FI, che porterà il dlgs in aula la prossima settimana: «Non posso che esprimere la mia soddisfazione – ha affermato – per un provvedimento che avvicina i cittadini al cosiddetto “Fisco Amico”, costruendo un clima di confronto sereno e positivo che nel nostro paese manca da tempo. Si tratta di un tema – ha proseguito – che sta particolarmente a cuore a noi di Forza Italia e che rientra tra i primi punti programmatici del nostro partito e del Governo. Finalmente, l’iter è tracciato e potremo dare il via ad un sistema di norme che riducono o rimuovono gli oneri burocratici e snelliscono gli adempimenti richiesti. Stiamo ponendo le basi – ha concluso – per un’Italia moderna in cui il rapporto tra Stato e cittadini si sviluppa sui binari della collaborazione». Successivamente è arrivato il parere sempre favorevole ma con sette osservazioni, sul dlgs relativo alla fiscalità internazionale e parallelamente l’avvio dell’esame del decreto attuativo sulle modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente. Sulla fiscalità internazionale, il relatore Giulio Centemero, della Lega, ha stilato il parere toccando diffusamente tutte le questioni, con particolare attenzione al regime modificato per i cosiddetti impatriati. Centemero invita il Governo a valutare l’opportunità di «specificare che i redditi da lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato sono i redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni; puntualizzare che, per accedere al regime fiscale agevolativo disciplinato dalla disposizione in oggetto, il limite di 600.000 euro dei redditi prodotti in Italia è da considerarsi su base annuale; definire in modo più chiaro e puntuale le condizioni previste per la fruizione del regime fiscale agevolativo, anche al fine di ammetterne la fruizione per il lavoratore che trasferisca la propria residenza in Italia e presti l’attività lavorativa per lo stesso soggetto o lo stesso gruppo per il quale lavorava prima del trasferimento, prevedendone requisiti certi». C’è un passaggio sulle società sportive, per le quali si propone di «riconoscere eventualmente alle società, con riferimento ai rapporti di lavoro sportivo instaurati a partire dal primo gennaio 2024, un’agevolazione, eventualmente anche sotto forma di credito d’imposta e nel rispetto del regolamento de minimis, a condizione che le stesse siano in regola con gli obblighi fiscali e contributivi e i relativi adempimenti».

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