Il lockdown e le nuove esigenze tecnologiche degli smartphone hanno messo fine al letargo del comparto. Molto interessanti le società che possiedono le infrastrutture e le grandi compagnie degli Stati Uniti.

Dopo un lungo sonno il settore delle telecomunicazioni è tornato di attualità in tutto il mondo, spinto dai processi di consolidamento e dall’avvento prossimo del 5G che promette di rivoluzionare il settore. La stessa pandemia e lo sdoganamento dello smart working hanno fatto comprendere in tutto il mondo come l’infrastruttura delle telecomunicazioni sia centrale per le nazioni e anche in Italia, dopo decenni di discussione, la rete unica per la banda larga sembra che possa diventare realtà.

«Gli operatori telefonici, vale per Telecom Italia, ma anche per Open Fiber», afferma Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert Scf, «da soli non possono sostenere gli investimenti necessari e con la nascita di AcessCo, la società che accentrerà la rete, potranno concentrarsi sia gli investimenti privati che i 6 miliardi di risorse del Recovery fund che il governo punta a raccogliere per spingere la digitalizzazione del Paese».

Del resto, nessun operatore potrà essere permanentemente assente dalla tecnologia 5G e questa consentirà, ad esempio, di scaricare un film di due ore in poco più di un minuto. Quasi il triplo più veloce dell’attuale 4G nei test negli Stati Uniti.

«La crescita dei social media e dei servizi streaming, l’allentamento dei blocchi e delle restrizioni sui viaggi (più l’utilizzo di roaming dati) e la presenza di smartphone 5G dovrebbero aprire la strada alla ripresa dei ricavi per il settore delle telecomunicazioni in generale», dice Carlo De Luca, responsabile asset management Gamma Capital Markets. «Le opportunità presenti sul mercato possono essere riscontrate nelle TowerCo, che beneficiano delle maggiori spese sostenute dagli operatori mobile per migliorare ed espandere le attrezzature elettroniche montate sulle proprie antenne torri».

«L’era digitale è iniziata (e non da oggi)», ricorda Gaziano, «ed è di qualche settimana fa l’offerta di acquisto da parte di Liberty global per l’operatore Internet svizzero Sunrise, con un premio del 32 per cento sui prezzi segnati in Borsa. Un segnale molto importante per il settore e anche per Deutsche Telecom, che negli Stati Uniti controlla T-Mobile».

«Le opportunità di investimento possibili si trovano nel mondo azionario», dice Angelo Meda, responsabile azionario di Banor Sim. «Ma è necessario essere molto selettivi: da un lato si possono valutare investimenti in società che possiedono l’infrastruttura, come le torri di telecomunicazione (società come ad esempio Cellnex, Inwit o la prossima quotazione di Vantage Towers, spin off delle torri Vodafone), che però dopo il forte rally vedono davanti a sé una crescita limitata; dall’altro lato preferiamo il settore telecom tradizionale americano grazie alla concentrazione. Società come AT&T (oggetto di attivismo per separare le attività media) o Deutsche Telekom (che genera metà del proprio valore dalle attività Usa di T-Mobile) ci appaiono come i migliori investimenti. In Europa», conclude Meda, «bisogna attendere un cambio di passo da parte dell’Antitrust sul tema concentrazione, cosa che non ci aspettiamo nel breve periodo».

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