- Mariya Gabriel si dimette, Frans Timmermans fa da sponsor a Michele Emiliano. I socialisti vanno in ordine sparso: dietro il verde, c’è il nulla.
- Ursula von der Leyen: «Pechino è allo stesso tempo partner, concorrente e rivale sistemico».
Lo speciale contiene due articoli.
Mentre ieri la riunione dell’Eurogruppo tirava l’ennesimo calcio alla lattina sull’unione bancaria, ma anche sugli altri temi come la moneta digitale, il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, Frans Timmermans, stringeva le mani green a Taranto dove è stato accolto a braccia aperte dal governatore pugliese, Michele Emiliano. C’è pure stata una colazione di lavoro con il sindaco alla quale hanno partecipato gli amministratori delegati di Dri Italia ed Edison next. A fine marzo, infatti, lo stesso Emiliano aveva annunciato un accordo firmato dalla controllata da Invitalia nata per decarbonizzare l’acciaio con Edison che consentirà a quest’ultima di installare in molte località della Puglia impianti di energia alternativa finalizzati alla produzione di idrogeno. E ieri Timmermans ha praticamente fatto da sponsor all’operazione ma ha anche dialogato con cittadini e imprenditori locali di Ilva, di acciaio verde, e ha pure visitato il parco eolico. Insomma, una trasferta ricca di appuntamenti e di relazioni.
Sempre mentre era in corso la riunione dell’Eurogruppo, la commissaria Mariya Gabriel presentava le sue dimissioni da membro del collegio dei commissari per ricevere il mandato istituzionale di formare un governo in Bulgaria. Il vicepresidente esecutivo Margrethe Vestager e il vicepresidente Margaritis Schinas saranno incaricati di supervisionare il portafoglio del commissario Gabriel, con effetto immediato.
Nelle stesse ore si registravano due dichiarazioni di segno quasi opposto: quella rilasciata dal commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, convinto che «l’economia Ue ha evitato la recessione e continuerà a crescere», e quella del vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ancora preoccupato dall’alta inflazione «che anche se ora sta rallentando resta molto superiore all’obiettivo della Bce».
Riassumendo: Timmermans in tour da Emiliano pensa al suo futuro politico, Gabriel ha pronto il trolley per la Bulgaria, Gentiloni e Dombrovskis vedono i bicchieri europei riempiti in maniera diversa. La Commissione insiste sull’agenda socialista ma si sta già sbriciolando.
Nel frattempo, il confronto tra i ministri dell’Economia dell’Eurozona riuniti ieri a Bruxelles si è prolungato più del previsto, tanto che la conferenza stampa attesa originariamente per le 18.30 è slittata un paio di volte. Le discussioni, hanno subito assicurato fonti Ue alle agenzie, si sarebbero protratte anche per il cambio dei formati: normale in quello per l’Unione bancaria (con la Bulgaria) e inclusivo con anche i ministri degli altri Stati membri. Secondo fonti del Mef, il ministro Giancarlo Giorgetti è intervenuto ricordando la contrarietà dell’Italia alla ratifica del Mes e ha affermato di essere in costante contatto con Paschal Donohe e Pierre Gramegna «alla ricerca di una soluzione».
Alla riunione dell’Eurogruppo ha partecipato anche il responsabile della vigilanza della Bce, Andrea Enria, che ha fatto il punto sul settore bancario dell’area euro che, ha detto nel suo intervento, «rimane resiliente sia dal punto di vista del capitale che della liquidità, nonostante la guerra di aggressione della Russia in Ucraina e le turbolenze del mercato innescate dal fallimento della Silicon Valley bank negli Stati Uniti a marzo». Non ci sono novità di rilievo nell’analisi Bce. In una nota viene indicato che «la normalizzazione della politica monetaria ha continuato a sostenere la redditività delle banche europee, con un rendimento del capitale proprio del 7,7% nel quarto trimestre del 2022, trainato principalmente dalla crescita del margine di interesse, dal contenuto costo del rischio e da un leggero aumento dell’efficienza dei costi». Banche e analisti «si aspettano che le prospettive di redditività rimangano ugualmente positive quest’anno, come confermato dai risultati finora pubblicati per il primo trimestre». Però, se l’aumento dei tassi di interesse ha dato una spinta positiva alla redditività delle banche, «il ritmo della normalizzazione della politica monetaria sta anche aumentando l’esposizione delle banche europee al rischio di tasso di interesse nel portafoglio bancario e può influire negativamente sulla qualità degli attivi e portare a perdite per rischio di credito di controparte». L’analisi sugli effetti delle vicende americane e svizzera non cambia: la Bce ribadisce che l’area euro non ha subito ricadute significative in quanto i modelli di business delle banche sottoposte alla vigilanza nell’unione bancaria non hanno le stesse caratteristiche quelle delle banche sottoposte a stress negli Stati Uniti.
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