- Il partito di Silvio Berlusconi ancora non ha dichiarato se si asterrà o voterà contro la fiducia al governo formato da Lega e M5s. Nel caso in cui scegliesse l’opposizione potrà aspirare a poltrone «di garanzia», come la guida dei servizi segreti.
- I dialoghi sono avviatissimi: gli azzurri verso la Vigilanza Rai, ai dem il Copasir. E più durerà la legislatura, più l’intesa diventerà strutturale…
C’è un motivo se Forza Italia non ha ancora dichiarato se si asterrà o voterà contro la fiducia al possibile governo Lega-5 stelle. Dalla decisione del leader Silvio Berlusconi dipende infatti il ruolo degli azzurri all’interno di Montecitorio e di Palazzo Madama. In caso di voto di contrario saranno all’opposizione come il Partito democratico e potranno così aspirare alle cosiddette commissioni di garanzia, dalla Vigilanza Rai al Copasir fino a quella della giunta per le elezioni e delle immunità parlamentari. La questione non è di poco conto. E sta già creando qualche problema tra coloro che stilarono quel patto del Nazareno che ha retto tra il leader del Pd, Matteo Renzi, e il Cavaliere fino alla nomina di Sergio Mattarella come presidente della Repubblica. Per questo motivo c’è già chi parla in queste ore di un Nazareno bis, di minoranza per spartirsi gli incarichi più importanti. Per legge solo la presidenza del Copasir, cioè il comitato che controlla i nostri servizi segreti dal punto di vista parlamentare, spetta all’opposizione. Le altre sono per prassi. Ma chi vuole la poltrona più importante di San Macuto?
Da settimane Renzi e il suo Giglio magico hanno messo gli occhi sul comitato per la sicurezza. È un ruolo importante, in passato occupato anche da Massimo D’Alema e Francesco Rutelli. Si mormora che lo voglia Renzi in persona, ma ci sono pure in corsa Maria Elena Boschi e Luca Lotti, la prima ancora sottosegretario alla presidenza del Consiglio e il secondo attuale ministro allo Sport con buone entrate nell’Aisi, il nostro spionaggio interno. Ma se Berlusconi decidesse di votare contro il governo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio? A questo punto il Cavaliere potrebbe rivendicare quella poltrona, anche grazie a un peso da novanta sulla gestione dei servizi segreti, ovvero Gianni Letta da sempre attento conoscitore e garante della nostra intelligence. Per questo motivo c’è già chi sta ragionando su una spartizione nello stile del Nazareno, con la Vigilanza Rai agli azzurri, in pole ci sono Paolo Romani e Maurizio Gasparri, mentre al Copasir andrebbe Lorenzo Guerini, già membro nella scorsa legislatura.
Sono tutte ipotesi, nulla di deciso. Ma l’ex sindaco di Lodi sarebbe comunque una figura ben più apprezzata nell’ambiente dei servizi, dopo i tentativi andati a vuoto da parte dei renziani di portare Marco Carrai a gestire la cybersecurity di Palazzo Chigi. Ma il discorso del Nazareno rischia di infrangersi con un problema ben più ampio. Che riguarda l’equilibrio di rappresentanza parlamentare nelle commissioni, già, a detta del Pd e di Liberi e uguali, compromesso dopo le nomine dei presidenti di Camera e Senato, ovvero Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. «Houston, abbiamo un problema» spiega Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera. «C’è un rischio di un vulnus democratico, perché Forza Italia, pur stando all’opposizione, sarebbe alleata di un partito di governo con cui potrebbe scegliere insieme le commissioni».
La questione non è di poco conto. La Lega ha avuto nella scorsa legislatura la presidenza del Copasir con Giacomo Stucchi, ma da sempre ha avuto un occhio di riguardo nel mondo dell’intelligence. Non a caso nelle ultime ore circola come nome di un premier terzo quello di Giampiero Massolo, attuale presidente di Fincantieri, diplomatico d’esperienza, che nel 2012 diventò direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza al posto di Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia e attuale presidente di Leonardo. In questi anni Massolo avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel limitare le richieste dei renziani all’interno dei servizi. Chissà che questo aspetto non torni utile proprio nei prossimi giorni per trovare un accordo tra Salvini e Di Maio.
Alessandro Da Rold
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