La sorella-ombra di Kim, temuta a Nord e amata a Sud

Ritratto di Kim Yo Jong, il braccio destro del leader di Pyongyang. È stata lei ad anticipare il disgelo in Corea ed è destinata a prendere il posto della sua adorata zia, così fedele al fratello da appoggiarlo anche quando lui decise di giustiziare suo marito. Sarà forse anche per questo che la giovane è ancora single.

Quando il presidente sudcoreano Moon Jae In, nel corso del summit della pace tra le due Coree, ha detto che Kim Yo Jong è popolarissima in Corea del Sud, le guance di lei, la sorella del leader nordocoreano Kim Jong Un, si sono colorate di rosso. Lo hanno notato tutti i presenti, perché il suo viso, bianchissimo, non è mai stato sfiorato da un filo di fard. Lo stile della donna più potente del regime di Pyongyang non prevede trucco, anche se c’è chi giura, dopo aver esaminato al microscopio le foto del vertice dell’altro ieri, che un filino di fondotinta color carne, forse, ma molto forse, stavolta Kim Yo Jong se lo era concesso. Mistero. Mistero, come quello che avvolge da sempre la vita della sorella minore di Kim Jong Un, candidata al titolo di donna dell’anno, che meriterebbe di vincere non fosse altro che per essere riuscita a realizzare il sogno femminile per eccellenza: nascondere la sua età. Nessuno, al mondo, è in grado di dire quanti anni abbia la sorellina di Kim Jong Un, la cui data di nascita è stata oggetto di indagini dei servizi segreti di mezzo mondo. Gli 007 sudcoreani sostengono che sia nata nel 1987, per la Cia, invece, Kim Yo Jong è nata a Pyongyang il 26 settembre 1989.

Nulla si sa della sua vita sentimentale: c’è chi sostiene che nel gennaio del 2015 abbia sposato Choe Song, il secondogenito del funzionario di governo Choe Ryong Hae, ma nessuno ha mai potuto confermare questo gossip. C’è chi dice che abbia un figlio, chi sostiene che sia fidanzata con uno studente universitario, chi invece tranquillizza i suoi ammiratori giurando che la donna più potente della Corea del Nord sia felicemente single. Qualcuno, nel 2015, nel corso di una visita di Kim Yo Jong a un orfanatrofio, notò un anello d’oro al suo anulare sinistro. Nelle migliaia di foto scattate in queste ultime settimane, di questo fantomatico anello non c’è traccia. Quello che appare chiaro, cristallino, a tutto il mondo, è che la sorellina di Kim Jong Un ha ormai conquistato un ruolo di primissimo piano sullo scacchiere diplomatico internazionale.

È il volto sorridente del regime, e non solo: pur ricoprendo una carica ufficiale (è direttore del dipartimento per l’agitazione e la propaganda del Partito del lavoro di Corea), l’influenza di Kim Yo Jong sul fratello maggiore è sempre più forte. È stata l’unica donna a sedersi al tavolo della pace; è stata lei a porgere al fratellone la penna con la quale siglare lo storico trattato; è stata lei a infilargli i guanti (i soliti maligni hanno pensato al pericolo di una goccia di polonio); è stata lei, soprattutto, lo scorso 9 febbraio, il primo esponente della dinastia Kim a mettere piede al Sud dai tempi della guerra di Corea: ha assistito alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Pyeongchang. Le foto che la ritraggono insieme al vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Mike Pence, raccontano meglio di decine di reportage quello che accadde in quei giorni. Pence è rabbuiato, Kim Yo Jong sorride soddisfatta. I due non si salutano, l’atmosfera è gelida, come il ghiaccio sul quale pattinano i protagonisti della cerimonia. Poche ore prima, infatti, la sorellina terribile di Kim Jong Un ha fatto saltare il previsto vertice tra Usa e Nord Corea: ai Kim non sono piaciute le critiche di Pence sul programma nucleare nordcoreano e l’annuncio di nuove dure sanzioni, e così Yo Jong niente meeting alla Blue House, la residenza del leader sudcoreano. Incontra invece il presidente sudcoreano Moon Jae In, al quale consegna una lettera scritta dal fratello: è il segnale del disgelo.

Frangetta di ferro e guanto di velluto, Kim Yo Jong è legatissima al fratellone, non fosse altro perché hanno la stessa mamma, Ko Yong Hui: Kim Jong Il, il papà, ha avuto molte mogli. I due hanno studiato insieme, sotto falso nome, a Berna, in Svizzera. Il papà notò subito nella sua figlia più piccola (gli eredi sono cinque) spiccate capacità politiche: la chiamava «la mia principessa». Kim Yo Jong è destinata a prendere il posto della sua adorata zia, Kim Kyong Hui, sorella e principale collaboratrice di Kim Jong Il. Il marito di zia Kyong, Chang Sung Taek, fu giustiziato a Pyongyang nel dicembre del 2013 dopo essere stato accusato di tradimento e corruzione, si dice con il consenso di lei. Forse anche per questo motivo, Kim Yo Jong è ancora single.

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