- Lo scorso 11 dicembre Khalil al Rahman Haqqani, ministro dei rifugiati dei Talebani e terrorista ricercato dagli Stati Uniti sul quale pendeva una taglia da cinque milioni di dollari , è stato ucciso in un attacco suicida all’esterno del suo edificio ministeriale.
- Irina Tsukerman: «L’Isis Khorasan sta per prendere il controllo in Afghanistan».
Lo speciale contiene due articoli.
Khalil ha ricoperto la carica di ministro dei rifugiati dalla caduta della Repubblica dell’Afghanistan nell’agosto 2021. La morte di Khalil è stata confermata su X dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid cosi’ come è inquivocabile che la provincia dello Stato islamico del Khorasan (Iskp), è responsabile dell’attacco nel quale sono morte altre cinque persone. «L’Emirato islamico dell’Afghanistan esprime il suo profondo dolore e cordoglio per il martirio di Hajji Khalil-ur-Rahman Haqqani, il Ministro dei rifugiati, che è stato martirizzato in un tragico attacco. La sua morte prematura rappresenta una perdita significativa per l’Emirato islamico, i mujaheddin afghani, la sua famiglia e tutti gli afghani», si legge nella dichiarazione pubblicata da Mujahid. La dichiarazione di Mujahid descrive Khalil come «un devoto e instancabile servitore dell’Islam che ha dedicato la sua intera vita al servizio dei rifugiati e dei bisognosi». In realtà Khalil al Rahman Haqqani non era certo filantropo innocente dato il suo ruolo di primo piano nella rete Haqqani e la sua appartenenza storia ad al-Qaeda. Khalil era lo zio di Sirajuddin Haqqani, un noto terrorista globale designato a causa dei suoi stretti legami con Al Qaeda. Sirajuddin è considerato uno dei leader più influenti e potenti dei talebani. Attualmente ricopre la carica di ministro degli Interni dei talebani ed è uno dei due vice emiri dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan. Sirajuddin è anche a capo della rete Haqqani, un’organizzazione terroristica straniera autorizzata designata dagli Stati Uniti. È riconosciuta come una delle menti strategiche dietro la ripresa del potere dei Talebani in Afghanistan nell’estate del 2021.
Jalaluddin, fratello di Khalil, è stato uno dei principali fondatori dei Talebani e un leader chiave del gruppo. Ha sostenuto Osama bin Laden e altri leader terroristici fuggiti dal Sudan nel 1996, permettendo ad al-Qaeda di stabilire campi di addestramento nelle aree controllate dai Talebani. Dopo l’invasione statunitense dell’Afghanistan nell’ottobre 2001, Jalaluddin offrì protezione a Osama bin Laden e ai suoi seguaci, in risposta agli attacchi dell’11 settembre. Sia Jalaluddin che suo figlio Sirajuddin hanno giocato un ruolo cruciale nel mantenere uniti i Talebani e nel ricomporre le divisioni interne emerse dopo la rivelazione, nel 2015, della morte del Mullah Omar, avvenuta in segreto nel 2013. Nel 2011, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha designato Khalil come terrorista, evidenziandoil suo ruolo nell’agire per conto dell’esercito di Al Qaeda in Afghanistan». Già nel 2002, durante la caccia a Osama bin Laden, Khalil si era schierato uomini per ‘rafforzare gli elementi di Al Qaeda’ nella provincia di Paktia, in Afghanistan Il programma Rewards for Justice del Dipartimento di Stato statunitense ha messo una taglia fino a 5 milioni di dollari «per informazioni utili alla sua cattura e al successivo processo».
Oltre a supportare Al Qaeda, Khalil ha svolto il ruolo di un importante collettore di fondi , finanziatore e comandante operativo per la rete Haqqani. Nel settembre 2021, subito dopo la caduta della Repubblica dell’Afghanistan, Khalil è stato nominato ministro « facente funzione dei rifugiati» ed è altamente probabile che il personale di al-Qaeda sia considerato «rifugiato» in Afghanistan. Khalil ha anche svolto un ruolo diplomatico di primo piano a Kabul una volta che i Talebani hanno ripreso il controllo dell’Afghanistan. Ma quei giorni sono lontani dato che i Talebani vengono colpiti quotidianamente dall’Isis Khorasan (Iskp) che oggi forse è pronto alla spallata finale.
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