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2022-12-04
Genova, ripartono la Gronda e il Terzo Valico
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È stato siglato oggi in prefettura il protocollo d’intesa della Gronda di Genova, una delle più imponenti opere ingegneristiche mai realizzate a livello europeo. L'intesa è stata firmata da Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, sindaco di Genova, Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia.
Con la firma del protocollo viene riconosciuto l’alto valore strategico e confermata l’urgenza rispetto ai tempi dell’esecuzione dell’opera, in quanto azione di fondamentale interesse per lo sviluppo territoriale e nazionale da un punto di vista economico-sociale. L’infrastruttura rafforzerà la logistica territoriale in risposta ai crescenti flussi di traffico sulla rete ligure ed è destinata a rivoluzionare la viabilità regionale e nazionale e che vedrà ogni giorno transitare più di 40.000 veicoli, di cui oltre 8.000 mezzi pesanti. Per l’opera si prevede un investimento complessivo stimato per oltre 4 miliardi di euro di lavori, importo interamente finanziato dalla società concessionaria. Si tratta di uno sforzo cantieristico senza eguali nell’attuale panorama ingegneristico e infrastrutturale internazionale, considerando che l’opera vedrà impegnate 7.000 maestranze all’anno per la realizzazione di 72 chilometri di viabilità autostradale, di cui 25 gallerie, per una lunghezza totale pari a 50 chilometri, 37 tra ponti e viadotti, di cui 16 nuovi e 21 esistenti. Era necessario un progetto che facesse da raccordo tra tutti i punti nevralgici del sistema di trasporto ligure, dall’aeroporto al porto fino alle ferrovie. L’infrastruttura interessa tutta la viabilità ordinaria che corre da Ovest a Est del territorio urbano. Il progetto di adeguamento del sistema A7-A10-A12 prevede la realizzazione di un nuovo tratto a due corsie per senso di marcia, con il raddoppio dell’esistente A10 nel tratto di attraversamento del Comune di Genova dalla Val Polcevera fino all’abitato di Vesima. Oltre all’alleggerimento del traffico cittadino, ottenuto separando i flussi di traffico metropolitano e quelli di lunga percorrenza, sarà migliorata la connessione con i luoghi nevralgici per l’economia del Nord-Ovest.
Sul versante della sostenibilità, il progetto si caratterizza per una particolare attenzione all’ambiente, oltre a portare beneficio per quanto riguarda la qualità dell’aria: le polveri sottili subiranno una riduzione fino al 54%, come la CO2 che, grazie agli interventi di riforestazione per 31 ettari di nuovi boschi, si abbatterà di 655 tonnellate rispetto ad oggi. Quasi il 100% dei materiali di scavo delle gallerie non viaggeranno su gomma, ma attraverso un apposito slurrydotto, che sarà posizionato lungo il torrente Polcevera e garantirà il trasporto delle terre in maniera sicura, impedendo il sollevamento e la dispersione di polveri nell'aria, e ridurrà l'impatto del trasporto dei materiali su gomma evitando ulteriori disagi al traffico genovese. Questi materiali verranno riutilizzati per la realizzazione della banchina dell’aeroporto, che vedrà anche l’installazione di impianti fotovoltaici per 25 ettari. Il nuovo tratto sarà autosufficiente dal punto di vista energetico: il fotovoltaico coprirà infatti il 100% del fabbisogno dell’infrastruttura, mettendo a disposizione del territorio il restante 50% dell’energia prodotta.
«Per Autostrade per l’Italia è motivo di profondo orgoglio essere protagonista della più grande sfida ingegneristica in Europa» - afferma Roberto Tomasi, amministratore delegato del Gruppo Aspi - «Si tratta di un’opera strategica per cui saranno utilizzate tecniche realizzative e soluzioni ingegneristiche all’avanguardia, in un contesto unico in ambito nazionale e internazionale. La Gronda è un’infrastruttura che sarà motore dello sviluppo del sistema-Paese e la mobilità nazionale, rafforzando la logistica territoriale con effetti positivi per l’economia italiana. Abilitatore della mobilità sostenibile, che attrae ricchezza e favorisce l’economia del territorio genovese e di tutta la Liguria, l’opera darà benefici alla città di Genova grazie alla delocalizzazione del traffico cittadino, alimentando attrattività e sostenibilità. Inoltre, darà nuovo slancio alla strategicità del Porto e agli scambi commerciali, agevolando i flussi dei mezzi pesanti e di traffico in generale».
FS, nascono i «cantieri parlanti» per comunicare le opere strategiche
Cantieri che informano sullo stato dei lavori, diventano hub di comunicazione e aggregazione. Cantieri che si aprono ai cittadini, raccontano la storia e lo stato di avanzamento del progetto, ne condividono obiettivi e anche criticità. E diventano digitali, con un sito dedicato alle opere strategiche del Paese in cui è possibile collegarsi alle webcam che riprendono i lavori.
Sono, insomma, «Cantieri parlanti», come il nome del nuovo progetto del Gruppo FS Italiane, ideato con le società del Polo Infrastrutture di FS, RFI e Italferr, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, e, nel caso di oggi, a Genova, anche con il Commissario Terzo Valico Nodo di Genova e Campasso e con WeBuild.
Il progetto nasce con l’obiettivo di comunicare in modo trasparente le opere del Pnrr e non solo, e riguarderà i cantieri di 30 grandi opere strategiche in tutta Italia. Cantieri Parlanti è stato presentato oggi, nel giorno di Santa Barbara, protettrice dei minatori, dall’Ad del Gruppo FS Italiane Luigi Ferraris a Genova, durante la visita del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ai cantieri del Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova per assistere all’abbattimento del diaframma binario dispari della galleria di valico tra Polcevera e Cravasco.
«È un progetto che nasce dall’esigenza di comunicare le opere strategiche, incluso quelle previste dal Pnrr, illustrandone i benefici che comporteranno nella vita quotidiana delle persone e l’impegno di tutti perché siano portate a termine con modalità e tempi definiti e trasparenti» - ha dichiarato l’ad di FS Luigi Ferraris - «Per questo abbiamo deciso di uniformare tutta la cartellonistica informativa, installare degli infopoint all’ingresso dei cantieri e rinviare a una sezione del nostro sito istituzionale dedicato alle opere strategiche. Intendiamo così evidenziare da un lato la strategia che unisce in un disegno complessivo le varie attività in corso lungo la penisola, dall’altro mostrare lo stadio di avanzamento di ogni singola opera a tutti gli stakeholder. In maniera chiara, diretta e trasparente».
Il Progetto Unico del Terzo Valico – Nodo di Genova è stato scelto dal Gruppo FS come cantiere prototipo per la partenza del progetto. L’obiettivo è comunicare le opere del Pnrr e non solo condividendo le informazioni con i territori per raccontare i vantaggi che le opere una volta concluse potranno produrre per le comunità interessate.
I cantieri, insomma, diventeranno dei veri e propri hub della comunicazione, identificabili dal claim «L’Italia del futuro è in corso». All’interno dei cantieri ci saranno pannelli informativi - con una grafica uniforme in tutte le opere del progetto - che forniranno dettagli, dati, vantaggi dell’infrastruttura in via di realizzazione. Il cantiere si aprirà al pubblico anche con Open day dedicate e altre iniziative per cittadini, studenti e associazioni.
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È stato siglato oggi in prefettura il protocollo d’intesa per la costruzione di una delle più imponenti opere ingegneristiche mai realizzate a livello europeo. L'intesa è stata firmata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dal sindaco di Genova Marco Bucci, dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini e dall'amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi.È stato siglato oggi in prefettura il protocollo d’intesa della Gronda di Genova, una delle più imponenti opere ingegneristiche mai realizzate a livello europeo. L'intesa è stata firmata da Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, sindaco di Genova, Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia.Con la firma del protocollo viene riconosciuto l’alto valore strategico e confermata l’urgenza rispetto ai tempi dell’esecuzione dell’opera, in quanto azione di fondamentale interesse per lo sviluppo territoriale e nazionale da un punto di vista economico-sociale. L’infrastruttura rafforzerà la logistica territoriale in risposta ai crescenti flussi di traffico sulla rete ligure ed è destinata a rivoluzionare la viabilità regionale e nazionale e che vedrà ogni giorno transitare più di 40.000 veicoli, di cui oltre 8.000 mezzi pesanti. Per l’opera si prevede un investimento complessivo stimato per oltre 4 miliardi di euro di lavori, importo interamente finanziato dalla società concessionaria. Si tratta di uno sforzo cantieristico senza eguali nell’attuale panorama ingegneristico e infrastrutturale internazionale, considerando che l’opera vedrà impegnate 7.000 maestranze all’anno per la realizzazione di 72 chilometri di viabilità autostradale, di cui 25 gallerie, per una lunghezza totale pari a 50 chilometri, 37 tra ponti e viadotti, di cui 16 nuovi e 21 esistenti. Era necessario un progetto che facesse da raccordo tra tutti i punti nevralgici del sistema di trasporto ligure, dall’aeroporto al porto fino alle ferrovie. L’infrastruttura interessa tutta la viabilità ordinaria che corre da Ovest a Est del territorio urbano. Il progetto di adeguamento del sistema A7-A10-A12 prevede la realizzazione di un nuovo tratto a due corsie per senso di marcia, con il raddoppio dell’esistente A10 nel tratto di attraversamento del Comune di Genova dalla Val Polcevera fino all’abitato di Vesima. Oltre all’alleggerimento del traffico cittadino, ottenuto separando i flussi di traffico metropolitano e quelli di lunga percorrenza, sarà migliorata la connessione con i luoghi nevralgici per l’economia del Nord-Ovest.Sul versante della sostenibilità, il progetto si caratterizza per una particolare attenzione all’ambiente, oltre a portare beneficio per quanto riguarda la qualità dell’aria: le polveri sottili subiranno una riduzione fino al 54%, come la CO2 che, grazie agli interventi di riforestazione per 31 ettari di nuovi boschi, si abbatterà di 655 tonnellate rispetto ad oggi. Quasi il 100% dei materiali di scavo delle gallerie non viaggeranno su gomma, ma attraverso un apposito slurrydotto, che sarà posizionato lungo il torrente Polcevera e garantirà il trasporto delle terre in maniera sicura, impedendo il sollevamento e la dispersione di polveri nell'aria, e ridurrà l'impatto del trasporto dei materiali su gomma evitando ulteriori disagi al traffico genovese. Questi materiali verranno riutilizzati per la realizzazione della banchina dell’aeroporto, che vedrà anche l’installazione di impianti fotovoltaici per 25 ettari. Il nuovo tratto sarà autosufficiente dal punto di vista energetico: il fotovoltaico coprirà infatti il 100% del fabbisogno dell’infrastruttura, mettendo a disposizione del territorio il restante 50% dell’energia prodotta.«Per Autostrade per l’Italia è motivo di profondo orgoglio essere protagonista della più grande sfida ingegneristica in Europa» - afferma Roberto Tomasi, amministratore delegato del Gruppo Aspi - «Si tratta di un’opera strategica per cui saranno utilizzate tecniche realizzative e soluzioni ingegneristiche all’avanguardia, in un contesto unico in ambito nazionale e internazionale. La Gronda è un’infrastruttura che sarà motore dello sviluppo del sistema-Paese e la mobilità nazionale, rafforzando la logistica territoriale con effetti positivi per l’economia italiana. Abilitatore della mobilità sostenibile, che attrae ricchezza e favorisce l’economia del territorio genovese e di tutta la Liguria, l’opera darà benefici alla città di Genova grazie alla delocalizzazione del traffico cittadino, alimentando attrattività e sostenibilità. Inoltre, darà nuovo slancio alla strategicità del Porto e agli scambi commerciali, agevolando i flussi dei mezzi pesanti e di traffico in generale».<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/genova-ripartono-gronda-terzo-valico-2658828731.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="fs-nascono-i-cantieri-parlanti-per-comunicare-le-opere-strategiche" data-post-id="2658828731" data-published-at="1670179806" data-use-pagination="False"> FS, nascono i «cantieri parlanti» per comunicare le opere strategiche Cantieri che informano sullo stato dei lavori, diventano hub di comunicazione e aggregazione. Cantieri che si aprono ai cittadini, raccontano la storia e lo stato di avanzamento del progetto, ne condividono obiettivi e anche criticità. E diventano digitali, con un sito dedicato alle opere strategiche del Paese in cui è possibile collegarsi alle webcam che riprendono i lavori.Sono, insomma, «Cantieri parlanti», come il nome del nuovo progetto del Gruppo FS Italiane, ideato con le società del Polo Infrastrutture di FS, RFI e Italferr, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, e, nel caso di oggi, a Genova, anche con il Commissario Terzo Valico Nodo di Genova e Campasso e con WeBuild.Il progetto nasce con l’obiettivo di comunicare in modo trasparente le opere del Pnrr e non solo, e riguarderà i cantieri di 30 grandi opere strategiche in tutta Italia. Cantieri Parlanti è stato presentato oggi, nel giorno di Santa Barbara, protettrice dei minatori, dall’Ad del Gruppo FS Italiane Luigi Ferraris a Genova, durante la visita del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ai cantieri del Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova per assistere all’abbattimento del diaframma binario dispari della galleria di valico tra Polcevera e Cravasco. «È un progetto che nasce dall’esigenza di comunicare le opere strategiche, incluso quelle previste dal Pnrr, illustrandone i benefici che comporteranno nella vita quotidiana delle persone e l’impegno di tutti perché siano portate a termine con modalità e tempi definiti e trasparenti» - ha dichiarato l’ad di FS Luigi Ferraris - «Per questo abbiamo deciso di uniformare tutta la cartellonistica informativa, installare degli infopoint all’ingresso dei cantieri e rinviare a una sezione del nostro sito istituzionale dedicato alle opere strategiche. Intendiamo così evidenziare da un lato la strategia che unisce in un disegno complessivo le varie attività in corso lungo la penisola, dall’altro mostrare lo stadio di avanzamento di ogni singola opera a tutti gli stakeholder. In maniera chiara, diretta e trasparente».Il Progetto Unico del Terzo Valico – Nodo di Genova è stato scelto dal Gruppo FS come cantiere prototipo per la partenza del progetto. L’obiettivo è comunicare le opere del Pnrr e non solo condividendo le informazioni con i territori per raccontare i vantaggi che le opere una volta concluse potranno produrre per le comunità interessate. I cantieri, insomma, diventeranno dei veri e propri hub della comunicazione, identificabili dal claim «L’Italia del futuro è in corso». All’interno dei cantieri ci saranno pannelli informativi - con una grafica uniforme in tutte le opere del progetto - che forniranno dettagli, dati, vantaggi dell’infrastruttura in via di realizzazione. Il cantiere si aprirà al pubblico anche con Open day dedicate e altre iniziative per cittadini, studenti e associazioni.
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Stavolta l’allarme è assai più serio di quanto accaduto con la «infection boat», la nave da crociera Hondius arrivata ieri nel porto di Rotterdam e dove a bordo si era sviluppato il focolaio di Hantavirus. L’Oms, come si legge nel bollettino ufficiale, «ha dichiarato, il 17 maggio, un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale per l’epidemia di malattia da virus ebola causata dalla variante Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda».
Il focolaio si è sviluppato nella zona di confine tra Uganda e Sud Sudan, una delle aree più povere e depresse del mondo, ed è già passato in Congo dove questa è la diciassettesima epidemia di un virus insidiosissimo. Il governo congolese ha già preso misure di contenimento. Ma l’interrogativo che più preoccupa è: se si estende il contagio come contrastarlo? Questo ceppo di Ebola, scoperto nel 2007 anche se è lievemente meno letale con un’incidenza del 50% di mortalità rispetto alla variante Zaire che arriva fino al 90% di decessi, non ha nessun vaccino per contrastarlo né alcuna terapia: avvenuto il contagio si possono solo contenere gli effetti e sperare che il sistema immunitario faccia il suo lavoro. Questo però mette in evidenza come l’industria dei vaccini sia più attenta al mercato che alla salute. Anche nel caso dell’Hantavirus si è detto che in nove mesi si poteva arrivare al siero per contrastarlo, adottando come parametro i tempi per la puntura anti Covid. La verità è che l’Hantavirus è stato studiato e l’antidoto c’è, ma non è stato mai ultimato perché non ha mercato.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ammesso che ci sono «notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica». Le cifre attestano 246 casi sospetti con 80 decessi sospetti e 8 casi confermati, oltre a due decessi in Uganda e a un focolaio di almeno 80 contagi in Sud Sudan. Secondo le autorità congolesi, i morti in realtà sarebbero 95 e i contagiati 400. A queste cifre va aggiunto quanto riferiscono i Cdc americani: sei operatori sanitari statunitensi esposti al contagio. Sempre i Centers for disease control and prevention di Atlanta, sia pure parlando di rischio basso per la popolazione statunitense, hanno attivato le procedure d’emergenza e per il rimpatrio dei sei contagiati hanno predisposto un primo trasferimento in una base militare in Germania. L’ambasciata Usa a Kinshasa ha contestualmente vietato i viaggi nella provincia dell’Ituri, l’epicentro del focolaio. Da quel che si è saputo la paziente zero sarebbe un’infermiera del Congo che ha accusato la malattia dal 24 aprile. Per stessa ammissione dell’Oms, essendo così rara al variante Bundibugyo, la ricerca scientifica ed economica si è concentrata quasi interamente sul ceppo Zaire di Ebola, per il quale ora esistono vaccini e farmaci efficaci, lasciando un vuoto di ricerca per questa specie. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha anche precisato che «l’emergenza sanitaria internazionale è comunque uno dei livelli di allerta più alti, secondo solo alla pandemia». Come detto, al momento non ci sono cure. Gli unici provvedimenti terapeutici applicabili una volta che si manifestano i sintomi (febbre alta e forti dolori muscolari, vomito e diarrea, emorragie interne ed esterne) sono reidratazione aggressiva, supporto emodinamico e gestione dei sintomi con farmaci per il dolore, per la febbre e gli antiemetici. Il contagio avviene solo con contatti diretti con infetti, scambio di sangue e fluidi organici.
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