«Dopo il Congresso di Verona, non si fermano l’odio e la discriminazione della lobby Lgbt e delle femministe contro di noi. Ci aspettano a Bologna con le solite contro-manifestazioni, d’altronde a loro piacciono le leggi bavaglio e le liste di proscrizione contro le opinioni ‘dissidenti’» ha dichiarato Jacopo Coghe, vice presidente del Congresso mondiale delle famiglie di Verona e di Pro Vita e Famiglia che domani, insieme alla collega Maria Rachele Ruiu e al direttore delle campagne di Citinzengo Italia Filippo Savarese sarà proprio nella città del sindaco Merola per un convegno «Si alle leggi sulla famiglia, no alle leggi sull’omotransnegatività» contro il progetto di legge regionale voluto dalle Lobby Lgbt.

«Intanto» – avverte il vice presidente del Congresso mondiale delle famiglie – «un successo già lo abbiamo ottenuto. Cirinnà e Logiudice sono in tilt e stanno affrontando una crisi interna per l’emendamento contro l’utero in affitto che è stato inserito per rendere più accettabile l’inaccettabile progetto di legge dell’Emilia Romagna. È comunque una vittoria del disegno politico del Congresso mondiale delle famiglie, come ammettono gli stessi siti gay. A questo punto il senatore Logiudice insieme alla collega Cirinnà più che protestare contro di noi protestino contro loro stessi, perché non hanno convinto neanche i colleghi».
Coghe prosegue poi con un avvertimento: «Al Bologna Pride, che sarà davanti alla sede della Regione Emilia Romagna per contrastarci, diciamo che non ci fermeranno. Quanto alle femministe di Non una di meno che si preparano anche loro a una grande manifestazione domani sera, possiamo affermare che è triste vedere donne che scendono in campo in difesa della schiavitù di altre donne pagate per prestare uteri in cambio di soldi». «A tutti loro poi» – concludono – «facciamo solo una domanda: ma non vi battevate contro gli stereotipi di genere? E che fate, create a tavolino una categoria di persone che ha tutele superiori e diverse rispetto a tutti gli altri cittadini?».

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