Bimbo adottato coppia gay all’estero, Pro Vita e Famiglia: «Apre un varco all’utero in affitto»
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«Ancora una volta il Parlamento si è fatto bypassare. La Cassazione ha convalidato la trascrizione nell’anagrafe italiana dell’adozione di un bambino, avvenuta a New York, da parte di una coppia costituita da un italiano e un cittadino americano. Il bambino ha bisogno di padre e madre perché è il contesto più idoneo per crescere un figlio e questo risulta anche dalla Costituzione, basti pensare all’articolo 29. In Italia non si possono accettare istituti che contraddicano la struttura fondamentale della famiglia come riconosciuta dalla nostra Carta proprio perché un fatto naturale» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Nella sentenza i giudici richiamano espressamente la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha chiesto al parlamento di ampliare «le condizioni di accesso all’adozione legittimante», dato che fin dagli anni Novanta ci si confronta «con le richieste di costituzione di status genitoriali adottivi da parte di soggetti diversi dalle coppie coniugate eterosessuali. Siamo di fronte alla stessa situazione dell’aiuto al suicidio. Ci sono casi in cui il Parlamento non è più giustificato se non interviene. La legge 40 non permette la punizione di condotte di maternità surrogata se non realizzate sul territorio nazionale e la riconoscibilità del ‘figlio comprato’ apre un varco» ha continuato Jacopo Coghe, vice presidente della onlus.

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