Vendite dopo l’aumento di capitale iper diluitivo: il titolo è stato sospeso più volte.

Continua la tempesta di vendite in Borsa sulle azioni Mps dopo che sono stati resi noti i termini dell’aumento di capitale iperdiluitivo da 2,5 miliardi in partenza lunedì 17 ottobre. Dopo il -33% di giovedì, anche ieri è stata una seduta di passione: il titolo all’inizio non è riuscito a fare prezzo, poi è arrivato a perdere il 36% prima di essere nuovamente sospeso più volte per eccesso di ribasso e infine ha chiuso con un -42,11% a 9,9 euro (il 12 ottobre ne valeva 25,58). In picchiata, dunque, la capitalizzazione che ormai è scesa sotto i 100 milioni. Per la Bce l’operazione è soggetta a «un elevato rischio di esecuzione in relazione alla ridotta capitalizzazione e alla delicata congiuntura macroeconomica domestica e internazionale». Non solo. Anche con l’esecuzione dell’aumento Mps presenterebbe un gap di capitale rispetto alla media delle banche italiane ed estere che «potrebbe rappresentare un possibile ostacolo a future operazioni di fusione con un partner industriale». Sono le indicazioni emerse dal documento diffuso ieri dal Monte dopo l’approvazione del prospetto da parte della Consob.

Dallo stesso Garante della Borsa arriva un richiamo di attenzione proprio per il rischio di volatilità. L’operazione «presenta caratteristiche di forte diluizione» e «tale circostanza determina il rischio che durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni si verifichi una forte volatilità del prezzo delle azioni dell’emittente, inclusa una sopravvalutazione del prezzo di mercato rispetto al suo valore teorico», è l’avvertimento lanciato dalla commissione. Per prevenire tale rischio, viene dunque aggiunge, «l’aumento di capitale in parola sarà gestito secondo il modello cosiddetto rolling», che consente, a partire dal terzo giorno, la consegna anticipata delle azioni di nuova emissione per cui si sono esercitati i diritti. Il metodo del rolling prevede in sostanza che, una volta iniziato l’aumento, sia possibile esercitare i diritti di opzione in ciascun giorno dell’aumento a partire dal terzo e ricevere in via anticipata le azioni di nuova emissione. La consegna anticipata permetterà «di effettuare attività di arbitraggio, consistente nell’acquisto dei diritti di opzione e nella successiva vendita di un numero di azioni pari a quello delle azioni che si riceveranno esercitando i diritti, già a partire dal primo giorno di avvio dell’aumento di capitale» così da «prevenire l’eventuale volatilità di prezzo suindicata» e ridurre le incongruenze di prezzo tra azioni scambiate sul mercato e quelle da sottoscrivere attraverso i diritti.

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