ilva cordata italiana
Lo stabilimento Ilva visto dai tetti del quartiere Tamburi (Ansa)

Il 5 agosto scorso il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva annunciato che c’erano le condizioni per valutare la nascita di una cordata italiana promossa dal sistema industriale per salvare e rilanciare l’ex Ilva di Taranto. E così, ora, si stanno facendo passi avanti proprio in quella direzione.

Ieri, infatti, il consiglio di presidenza di Federacciai ha dato mandato al presidente Antonio Gozzi di trasmettere agli enti competenti, per conto di un gruppo di aziende che ha già manifestato il proprio interesse a partecipare all’iniziativa, e di quelle che potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni abilitanti, necessarie a consentire l’intervento industriale sulla vicenda ex Ilva.

Federacciai verifica le condizioni con il governo

Inoltre, nei ruoli del mandato di Gozzi figura anche quello di verificare con l’esecutivo Meloni l’effettiva esistenza di tali condizioni. In tal senso, fonti della Verità dichiarano che il governo auspicava una soluzione di questo tipo già da diverso tempo: un analogo incontro a quello avuto una settimana fa tra Urso, Orsini e Gozzi – quello al termine del quale Urso aveva salutato positivamente la nascita di una cordata nazionele – era stato promosso al Mimit lo scorso anno, anche se non con i risultati auspicati. Ora, si segnala, se le condizioni che proposte saranno migliorative delle offerte già in campo, i commissari valuteranno per il via libera all’offerta al posto di quella di Jindal, che al momento resta l’unica in campo.

Da Arvedi a Marcegaglia: le aziende interessate

Tra le imprese siderurgiche interessate a rilanciare l’ex Ilva figurano anche Arvedi, Marcegaglia, Feralpi, Duferco, Beltrame e Lucchini. «Noi abbiamo dato disponibilità immediata per un confronto con il governo», ha riferito Gozzi all’Ansa, citando le condizioni abilitanti necessarie a consentire l’intervento industriale e ha ribadito: «Non faccio ragionamenti. Le trattative non si fanno sui giornali, il tema sarà discusso con il governo».

L’indotto: «Non c’è più tempo da perdere»

Ciò nondimeno le imprese dell’indotto ex Ilva proseguono lo stato di mobilitazione e si preparano a procedere con la richiesta di licenziamento collettivo. Almeno è quanto hanno comunicato le associazioni datoriali al termine della riunione urgente convocata ieri mattina nell’ambito del tavolo permanente per Taranto, istituito due settimane fa dagli imprenditori per individuare soluzioni in grado di scongiurare il disastro occupazionale ed economico legato alla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento.

All’incontro hanno partecipato Confindustria, Confapi, Aigi, Confartigianato e Federmanager. «Non c’è più tempo da perdere» è il monito che lanciano.

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