Stellantis chiude il secondo trimestre 2026 con un netto miglioramento dei principali indicatori economici e finanziari, sostenuto soprattutto dalla ripresa del Nord America. I ricavi netti sono saliti a 43,5 miliardi di euro, il 13% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’utile netto ha raggiunto 293 milioni, contro la perdita di 1,87 miliardi registrata un anno prima. L’utile operativo rettificato è cresciuto a 773 milioni, con un margine dell’1,8%, in aumento di 120 punti base. Anche il flusso di cassa industriale è tornato positivo, attestandosi a 1 miliardo di euro.
Il motore principale del recupero è stato il Nord America, dove i ricavi sono aumentati del 32% a 18,2 miliardi di euro e le consegne del 38%. La regione è tornata a generare un risultato operativo rettificato positivo per 284 milioni, rispetto alla perdita di 440 milioni del secondo trimestre 2025. A sostenere la performance sono stati i nuovi modelli e il rilancio di alcune motorizzazioni, tra cui Ram 1500 Hemi V8, Jeep Grand Wagoneer, Cherokee ibrida e Chrysler Pacifica. Le vendite negli Stati Uniti sono aumentate del 6%, meglio di un mercato in lieve contrazione, mentre la quota nordamericana è salita al 7,4%.
Più complessa resta, invece, la situazione in Europa allargata. I ricavi sono rimasti sostanzialmente stabili a 16,4 miliardi, nonostante consegne in crescita del 5%, ma il risultato operativo rettificato è rimasto negativo per 94 milioni. Il margine, pari a -0,6%, è comunque migliorato rispetto al -2,2% dell’anno precedente.
Il gruppo attribuisce il progresso ai maggiori volumi di Fiat 500, Grande Panda, Citroën C3 Aircross, Opel Frontera, Jeep Compass e modelli Leapmotor, ma la pressione sui prezzi e l’inflazione delle materie prime continuano a frenare la redditività. Nell’Europa allargata le vendite sono aumentate del 3%, ma la quota di mercato è scesa al 16%.
Il quadro regionale è contrastato. In Sud America i ricavi sono cresciuti del 6% a 4,3 miliardi, ma l’utile operativo rettificato è diminuito del 49%, penalizzato dal mancato ripetersi di un credito fiscale brasiliano contabilizzato nel 2025. Medio Oriente e Africa hanno mantenuto margini elevati, al 12,8%, pur in calo, mentre l’Asia-Pacifico ha migliorato la redditività operativa nonostante ricavi inferiori del 5%.
Sul semestre, Stellantis ha realizzato ricavi per 81,6 miliardi, in crescita del 10%, e un utile netto di 670 milioni, rispetto alla perdita di 2,26 miliardi del primo semestre 2025. Il flusso di cassa industriale resta però negativo per 921 milioni, sebbene in deciso miglioramento rispetto ai -3 miliardi dell’anno precedente. La liquidità industriale disponibile ammonta a 44,1 miliardi, pari al 27% dei ricavi degli ultimi dodici mesi, mentre la posizione finanziaria netta industriale resta positiva per 10 miliardi.
Il gruppo ha confermato gli obiettivi 2026: crescita dei ricavi a una cifra media, margine operativo rettificato a una cifra bassa e flusso di cassa industriale migliore rispetto al 2025. Stellantis stima, tuttavia, un impatto netto dei dazi compreso tra 1 e 1,2 miliardi di euro e prevede una maggiore concentrazione dei risultati nel quarto trimestre, dopo la pausa produttiva estiva. L’amministratore delegato Antonio Filosa ha indicato nel piano FaSTLAne 2030 e nei nuovi lanci di prodotto le leve centrali per consolidare il recupero. Nonostante i dati incoraggianti, Piazza Affari non ha premiato il gruppo con il titolo che ha chiuso in calo del 4,31% a 5,06 euro. Lo stesso a Parigi, con una perdita del 4,31%.
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