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L'ad di Poste Italiane Matteo Del Fante (Imagoeconomica)

Poste Italiane ha archiviato il 1° semestre del 2026 con conti in crescita sia a livello di utile sia di fatturato. «È il quinto consecutivo con risultati record», ha evidenziato l’amministratore delegato del gruppo Matteo Del Fante, a fronte di ricavi in crescita del 5,9%, 6,8 miliardi, un risultato operativo adjusted di 1,8 miliardi (+6,8%) e un utile netto di 1,3 miliardi, in aumento del 3,5%.

Il gruppo continua l’azione di espansione. Tra gli aggiornamenti strategici figurano il nuovo accordo con Cassa depositi e prestiti per la distribuzione del risparmio postale nel periodo 2027-2030, il riassetto del polo finanziario (una futura organizzazione articolata in due grandi aree di business: Logistics & Distribution e Financial & Insurance Services con l’obiettivo di semplificare la struttura del gruppo), il rafforzamento della rete commerciale e l’evoluzione della strategia di Platform Company, che sarà sostenuta anche dall’intelligenza artificiale e dall’integrazione con Tim.

Avanti tutta nella riorganizzazione della rete con il superamento degli uffici postali (Up) centrali (680 Uffici) a favore del nuovo Up Zona (1.102 uffici), con un incremento di 422 uffici destinatari di indennità di posizione. È stato firmato un accordo con i sindacati che prevede per il biennio 2027-2028 un incremento complessivo di 6.300 Fte (full time equivalent) tra assunzioni, trasformazioni da part time a full time e sportellizzazioni e un altro sulla logistica, con 3.168 interventi di politiche attive del lavoro, un incremento complessivo di 1.953 posizioni l’anno.

La presentazione del piano industriale della nuova realtà integrata con Tim ci sarà all’inizio del 2027, quando l’esito dell’Opas avviata il 20 luglio, e che terminerà l’11 settembre, sarà noto. Tim «rappresenta il complemento ideale per rafforzare la nostra piattaforma, focalizzandola sulle esigenze della clientela e dotandola di un’infrastruttura di intelligenza artificiale di eccellenza» ha detto Del Fante. La futura Platform Company, sarà un ecosistema che punta a integrare servizi finanziari, assicurativi, logistici, digitali e di telecomunicazione, facendo leva sull’intelligenza artificiale e, in prospettiva, anche su Tim. Al centro della piattaforma c’è PostePass, il punto di accesso unico ai servizi del Gruppo, tra cui BancoPosta, PostePay, Poste Vita, i depositi, i buoni fruttiferi postali, i servizi assicurativi, la logistica, la fibra, le Sim di telefonia mobile e le soluzioni dedicate alle imprese e alla Pubblica Amministrazione. Nella evoluzione della Platform Company, Tim viene è inserita nella nuova area Connectivity & Technology, destinata a riunire le attività legate alla connettività e all’innovazione tecnologica. Per il consumatore, questa business unit comprenderà connettività, tecnologia, energia, servizi digitali ed e-commerce, mentre per la pubblica amministrazione includerà connettività, cybersecurity, cloud e intelligenza artificiale.

L’IA è centrale. Tramite PostePass saranno raccolte le informazioni relative ai clienti e ai prodotti utilizzati. I dati elaborati da un sistema denominato AI Orchestrator, serviranno a comprendere le esigenze della clientela.

In questo percorso, è strategico l’uso dei data center. È in definizione un progetto da ben 70 MW in Lombardia. Sono stati già individuati l’area dove sorgerà e il fornitore di energia. «Abbiamo il supporto di tutte le grandi istituzioni finanziarie italiane e di aziende che potrebbero unire le forze e creare un grande hub», ha detto Del Fante ricordando che il gruppo ha iniziato a supportare Tim su un progetto specifico avviato qualche mese fa da 20 Megawatt. «Noi supporteremo lato CapEx (investimenti ndr), che non è eccessivo date le dimensioni».

Tornando alla semestrale, i costi totali si sono attestati a 5,5 miliardi, (+ 4,1%); 2,9 miliardi quelli del personale (+3,4%) che riflettono gli aumenti salariali. Guardando al dettaglio, i pacchi consegnati salgono a 179 milioni (+12,5%) con un utile in aumento a 121 milioni. Il settore pacchi e corrispondenza ha raggiunto ricavi per 2 miliardi (+6,4%) mentre quelli da corrispondenza – 2,7%, a quota 1 miliardo.

Per i servizi finanziari, ricavi in crescita del 4,4% pari a 3 miliardi. Per l’energia si è passati da 874.000 a 1,2 milioni di clienti, con ricavi + 46%, da 57 a 84 milioni. Per il settore assicurativo ricavi in aumento dell’8,6% a 983 miliardi e per Postepay 860 milioni (+ 7,3% anno su anno).

Nella riorganizzazione in corso è prevista l’allocazione di Poste Vita in BancoPosta entro il 2027. Matteo Del Fante ha confermato la guidance (previsioni ndr) «stand alone per l’intero esercizio 2026, la politica dei dividendi e l’impegno nel garantire agli azionisti rendimenti competitivi e sostenibili nel lungo periodo». Quindi ha ribadito che nei progetti non c’è quello di diventare una banca.

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