Si è chiusa con numeri da primato la 69ª edizione del Festival dei Due Mondi, la prima sotto la direzione artistica di Daniele Cipriani.
Dopo diciassette giorni di spettacoli, concerti, teatro, danza e arti visive, la manifestazione archivia l’edizione 2026 facendo registrare il miglior risultato economico della propria storia: quasi 1,1 milioni di euro di incasso e 35.000 biglietti emessi, acquistati da spettatori provenienti da 44 Paesi.
I dati confermano anche la crescita della proposta culturale. Il cartellone ha ospitato 121 spettacoli ed eventi, per un totale di 290 rappresentazioni, coinvolgendo 1.057 artisti provenienti da 28 nazioni. Tra questi figurano 17 prime mondiali, 6 prime europee, 12 prime italiane, 9 produzioni originali e 3 progetti site specific, oltre a sette opere digitali diffuse nei principali luoghi della città.
Per Cipriani, chiamato quest’anno a raccogliere l’eredità del Festival fondato da Gian Carlo Menotti, il risultato va oltre gli aspetti economici. Il direttore artistico ha sottolineato come l’obiettivo fosse riportare il Festival al centro della vita cittadina, trasformando Spoleto in un luogo dove pubblico e artisti condividessero gli stessi spazi e dove linguaggi diversi – dalla musica classica al pop, dalla danza all’arte digitale – potessero dialogare fra loro.
Tra le principali novità dell’edizione appena conclusa figura la nascita della Festival dei Due Mondi Academy, progetto dedicato alla formazione di giovani musicisti under 35 provenienti da sette Paesi. L’iniziativa ha coinvolto 22 allievi in 52 masterclass e sette concerti, affidandosi a docenti di rilievo internazionale e premiando i due migliori partecipanti con un contratto che consentirà loro di esibirsi nella prossima edizione del Festival.
Sul piano artistico, tra gli appuntamenti più seguiti figurano l’opera Vanessa di Samuel Barber, diretta da Sora Elisabeth Lee con la regia di Leo Muscato, il concerto sinfonico di Mika in Piazza Duomo, l’esordio a Spoleto di Yannick Nézet-Séguin alla guida della London Symphony Orchestra insieme alla pianista Beatrice Rana e il concerto di Arisa con arrangiamenti orchestrali. Grande partecipazione anche per la Maratona di Danza al Teatro Romano e per il concerto conclusivo affidato a Gianandrea Noseda e alla Filarmonica del Teatro Regio di Torino.
Buona risposta del pubblico anche per gli spettacoli di prosa, con Platonov diretto da Peter Stein ed Educazione sentimentale interpretato da Giuseppe Fiorello, oltre alle produzioni ospitate nella Basilica di San Salvatore e agli appuntamenti del Jazz Club di Palazzo Collicola, che hanno animato le serate del Festival.
Tra i progetti confermati anche quello sviluppato nella Casa di Reclusione di Spoleto, dove la compagnia #SIneNOmine ha portato in scena Innominabile 27. Per la prima volta lo spettacolo è stato inserito a pieno titolo nel cartellone ufficiale con vendita dei biglietti, valorizzando il lavoro svolto dai detenuti coinvolti nella produzione artistica.
Ampio spazio è stato riservato anche alle attività gratuite e ai progetti dedicati ai giovani e all’accessibilità. Oltre 450 studenti delle scuole del territorio hanno preso parte ai percorsi educativi del Festival, mentre sono stati ampliati i servizi di audiodescrizione per il pubblico con disabilità visive, estesi per la prima volta anche a uno spettacolo di danza.
Positivo anche il bilancio sul fronte della comunicazione. L’edizione 2026 ha registrato 140 giornalisti accreditati, di cui 14 stranieri, oltre 1.630 articoli pubblicati e una crescita del 20% della copertura mediatica. Sul versante digitale sono stati registrati circa 446.000 accessi tra sito internet e piattaforma di biglietteria, mentre i contenuti social hanno raggiunto milioni di utenti. Anche le sponsorizzazioni hanno fatto segnare un incremento significativo, con una crescita superiore al 78% rispetto all’anno precedente.
La Fondazione Festival dei Due Mondi considera l’edizione appena conclusa come una base di partenza verso il prossimo appuntamento, in programma dal 25 giugno all’11 luglio 2027. Sarà un’edizione speciale, quella del settantesimo anniversario della manifestazione, che avrà come tema Visioni, naturale prosecuzione del filo conduttore Radici scelto per il 2026.
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