Banca Generali accelera sul rapporto tra risparmio privato e sistema produttivo con Pmi2Change, progetto presentato ieri a Palazzo Mezzanotte e dedicato alle Pmi italiane. Il primo tassello è l’indice Intermonte Valore Italia, composto da cento società di Borsa Italiana con capitalizzazione inferiore a 1 miliardo di euro e fuori dal Ftse MIB. A esso si affiancherà un Etf attivo Pir compliant, sviluppato con Investlinx e Intermonte.
La scelta parte da un mercato con un evidente squilibrio: le quotate sotto il miliardo rappresentano circa l’80% delle società presenti in Borsa, ma valgono appena il 3% della capitalizzazione complessiva. L’indice selezionerà le aziende in base a liquidità, flottante, governance, copertura degli analisti, sostenibilità finanziaria e indebitamento. A fine 2025, le società incluse esprimevano 33 miliardi di euro di ricavi, un tasso di crescita annuo composto del 16% nei due anni precedenti e quasi 120.000 addetti.
Banca Generali prevede una raccolta iniziale di 100 milioni di euro e un’esposizione potenziale fino a 500 milioni nel medio termine. L’obiettivo è generare flussi di investimento stimati in 1-2 milioni al giorno, intervenendo sulla scarsa liquidità che può comprimere le valutazioni anche in presenza di fondamentali solidi. In autunno partirà inoltre un roadshow con Intermonte, Borsa Italiana e Pwc Italia, rivolto alle realtà già quotate e alle imprese che potrebbero accedere al mercato.
«Crediamo fortemente nel valore delle imprese italiane e dei loro imprenditori. In questi anni abbiamo sviluppato un punto di osservazione privilegiato, accompagnandoli nelle sfide legate alla protezione, alla crescita e alla continuità del loro patrimonio e delle loro aziende. Da questo dialogo emerge con chiarezza un tema centrale: oggi le imprese hanno talento, capacità e ambizione, ma operano in un contesto sempre più complesso, in cui l’accesso al capitale e il confronto con il mercato non sono sempre all’altezza del loro potenziale», ha dichiarato Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali. «Pmi2Change nasce proprio da qui, con un obiettivo preciso: contribuire a rafforzare il legame tra capitale e imprese, riportando al centro il ruolo del mercato nella crescita delle piccole e medie aziende italiane. L’iniziativa intende agire su due leve concrete: una maggiore visibilità e valorizzazione delle imprese quotate, attraverso l’indice Intermonte Valore Italia, e lo sviluppo di strumenti di investimento dedicati, a partire dal primo Etf attivo Pir compliant. Questo strumento si inserisce in continuità con le principali iniziative di sistema e mira a diventare un meccanismo stabile per aumentare nel tempo gli investimenti e la liquidità sul mercato delle Pmi quotate. Visibilità e accesso al capitale non sono più elementi accessori, ma fattori determinanti per rafforzare la competitività e sostenere la crescita nel lungo periodo. Pmi2Change rappresenta l’evoluzione del nostro ruolo di “banca dell’imprenditore”: non solo partner finanziario, ma parte attiva di un sistema più ampio a supporto dello sviluppo del tessuto produttivo italiano».
«Da oltre 30 anni Intermonte è il punto di riferimento per investitori e Pmi sul mercato italiano», ha aggiunto Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte. «Anche per questo siamo molto orgogliosi di dare il nostro contributo a questo ambizioso progetto che mira a dare un impulso significativo al mercato delle Pmi quotate, con l’obiettivo di aiutare gli imprenditori a poter considerare la quotazione in Borsa come strumento fondamentale per finanziare la propria crescita senza dover rinunciare alla governance».
«Per favorire la crescita delle Pmi servono capitali pazienti, capaci di coniugare visione industriale e sostenibilità economica, e talvolta decisioni coraggiose», ha concluso Fabio Barchiesi, amministratore delegato di Cdp Equity. «In questo contesto, l’intervento di CDP Equity non apporta solo finanza, ma anche managerializzazione delle imprese, rafforzamento delle filiere strategiche e una prospettiva internazionale», ha dichiarato
Il bacino potenziale resta ampio: in Italia le Pmi non quotate sono quasi cinque milioni e, secondo le stime citate dal gruppo, tra 5.000 e 10.000 potrebbero essere idonee a un percorso di quotazione. Il valore delle non quotate era pari a 1.800 miliardi di euro a fine 2025, contro i 1.200 miliardi delle quotate: un divario che fotografa la distanza tra mercato dei capitali e tessuto imprenditoriale. Il titolo di Banca Generali ieri ha chiuso a Piazza Affari a 65,7 euro in crescita dello 0,77%.
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