Il presidente Pierluigi Paracchi ha momentaneamente vinto il primo round della battaglia per il controllo di Genenta Science, ma non ha ancora ottenuto il via libera definitivo alla trasformazione della società. L’assemblea del 29 giugno si è fermata alla parte ordinaria. Ha approvato il bilancio, rinnovato il consiglio di amministrazione e autorizzato le operazioni sulle azioni proprie. Le decisioni più rilevanti per il futuro industriale e finanziario del gruppo sono state rinviate al 29 luglio.
Tra un mese gli azionisti dovranno tornare a pronunciarsi sul cambio di denominazione da Genenta Science a Saentra Forge, sulla delega al consiglio per raccogliere fino a 300 milioni di euro e sul possibile raggruppamento delle azioni. Sono i tre passaggi necessari per completare la trasformazione della biotech nata intorno alla ricerca oncologica del San Raffaele in un aggregatore attivo in tutti i settori contemplati dalla normativa italiana in materia di esercizio dei poteri speciali (Golden power) pro tempore vigente.
A risultare decisivi sono stati i circa 24,6 milioni di voti riconducibili ai tre ex soci di Atc, produttrice brianzola di fucili tattici e sistemi per le forze speciali. Le loro azioni sono state iscritte nel libro soci il 18 giugno, giorno della record date, cioè il termine utile per essere ammessi al voto. Sul fronte opposto, circa 9,5 milioni di voti riconducibili allo schieramento contrario a Paracchi sarebbero stati cancellati dal registro dei voti maggiorati proprio in coincidenza con la stessa data. Entrambe le operazioni sono state contestate durante l’assemblea e potrebbero avere un seguito nelle sedi legali.
L’Ospedale San Raffaele, titolare di circa un quinto dei diritti di voto e delle licenze scientifiche su Temferon, non si è presentato, mentre Cassa Depositi e Prestiti si è astenuta. In attesa del rendiconto ufficiale, la lista di Paracchi ha ottenuto 53,2 milioni di voti contro i 24,3 milioni raccolti dalla lista alternativa guidata da Riccardo Palmisano.
A marzo Genenta aveva convocato un’assemblea straordinaria per approvare il cambio di denominazione, salvo revocarla due giorni prima. Secondo i soci contrari, quella convocazione avrebbe consentito al management di misurare la forza del fronte alternativo e di rendersi conto del rischio di perdere. Non solo. Paracchi ha completato l’operazione Atc, dopo che Genenta aveva acquisito a gennaio il 19,5% della società per 1,275 milioni di euro, con la possibilità di salire al 51% al raggiungimento di obiettivi economici.
Sul fronte giudiziario, i soci contestatori hanno ottenuto un primo risultato. Il Tribunale di Milano ha sospeso in via cautelare la delibera del 29 ottobre 2025 che aveva ampliato l’oggetto sociale di Genenta ai settori del Golden power, ritenendone la formulazione eccessivamente indeterminata. È stata invece respinta la richiesta di sospendere il voto maggiorato del 2024, che resta in vigore.
Il provvedimento non annulla le operazioni già concluse, comprese quelle su Atc e Sòphia High Tech, ma limita per ora l’utilizzo dell’oggetto sociale contestato. Genenta ha presentato reclamo il 22 giugno e il tribunale tornerà sul caso il 9 luglio. La società ha informato il mercato il 26 giugno, dopo la scadenza del 23 giugno prevista per il voto dei titolari di Ads.
Anche Praexidia Industrie Strategiche, presieduta da Paracchi e distinta dalla Fondazione Praexidia, presenta elementi di criticità. Rsm non ha espresso un giudizio sul bilancio 2025 per le rilevanti incertezze sulla continuità aziendale; anche il collegio sindacale non ha formulato una proposta di approvazione. Praexidia è inoltre legata all’operazione Atc, avendo sottoscritto il primo preliminare poi trasferito a Genenta. Le osservazioni dei revisori non indicano insolvenza, ma sollevano dubbi sulla solidità del progetto.
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