L’ad di Montepaschi riceve a Siena il Premio Mangia e difende l’integrità dell’istituto, nel pieno della partita sulle aggregazioni. Il riferimento alle parole di Meloni: «Il valore del Monte sta nella sua integrità».
Lovaglio: «Mps è più di una banca»
Nel giorno dell’Assunta e alla vigilia del Palio, Luigi Lovaglio sceglie Siena per ribadire la sua posizione sul futuro di Monte dei Paschi. L’amministratore delegato dell’istituto ha ricevuto al Teatro dei Rinnovati il Premio Mangia, massimo riconoscimento civico della città, e a margine della cerimonia è tornato sul tema dell’integrità della banca.
Un concetto che, nelle parole di Lovaglio, va oltre la dimensione finanziaria dell’istituto. «Vedo molto positivamente il messaggio di chi riconosce che il valore del Monte dei Paschi di Siena sta nella sua integrità e credo che questa sia la cosa più importante, di cui tutti quanti siamo consapevoli e per la quale dobbiamo lavorare», ha spiegato.
Il riferimento è anche alle parole pronunciate dalla premier Giorgia Meloni, che in un’intervista pubblicata da Milano Finanza aveva auspicato che Mps non venisse «smembrata» nell’ambito dell’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo.
Lovaglio ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi anni per preservare il patrimonio della banca. «In questi anni, con l’impegno di meravigliose persone, abbiamo fatto ciò che era giusto fare: difendere il patrimonio che non è solamente una banca, ma è di più».
«Il Monte ha un’anima e le anime non si possono separare»
Per spiegare cosa intenda per integrità, l’ad ha utilizzato un paragone con il settore energetico. «Anche nel caso delle centrali elettriche non necessariamente due centrali hanno la stessa potenza di una più grande», ha detto. Poi la frase che riassume la sua posizione: «Il Monte ha un’anima e le anime non si possono separare».
Il tema arriva mentre sul futuro di Mps è aperta una partita che riguarda possibili aggregazioni e l’assetto dell’istituto. Per Lovaglio, però, la priorità resta preservare quella che considera la forza della banca: «La cosa più importante sulla quale dobbiamo essere focalizzati è l’integrità di Banca Mps, che ha una forza enorme e fino a oggi le ha consentito di essere protagonista».
Anche pochi giorni fa, presentando i risultati del primo semestre, l’ad aveva definito Montepaschi un «asset strategico per l’economia italiana», parlando di una «importante infrastruttura economica del Paese» e sottolineando che il suo valore sistemico «dipende dall’integrità della banca stessa».
Il legame con Siena e il Premio Mangia
Il riconoscimento assegnato a Lovaglio non riguarda soltanto la sua attività alla guida di Mps. Il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha spiegato che la scelta è legata al fatto che «con Luigi Lovaglio la banca è tornata protagonista del sistema bancario, non solo nazionale».
Ricevendo il premio, l’ad ha parlato del rapporto costruito con la città negli anni trascorsi alla guida dell’istituto.
«Il legame con Siena è stato un dono, un dono inatteso e estremamente profondo», ha detto Lovaglio. «Siena è una città che irradia, irradia con il Palio, con i contradaioli e il Monte dei Paschi. È una città che ha una identità unica, unica al mondo, che non si impara sui libri. Si impara stando qui, ascoltando e rispettando».
E proprio alla città ha affidato simbolicamente il compito di accompagnare il futuro della banca. «In questa giornata dell’Assunta e alla vigilia del Palio – ha proseguito – vorrei affidare questo impegno alla forza silenziosa che da secoli accompagna Siena nei passaggi più difficili, e chiedere che ci aiuti a custodire ciò che deve essere mantenuto integro».
Il futuro di Mps resta al centro della partita bancaria
L’operazione sul futuro di Montepaschi dovrebbe essere perfezionata entro dicembre 2026, ma resta subordinata alle autorizzazioni delle autorità competenti. Nel frattempo, il tema dell’assetto della banca continua a essere al centro del confronto politico e finanziario.
Lovaglio, dal canto suo, ha indicato con chiarezza quale considera il punto da preservare: l’integrità di Mps. Una posizione che trova un’eco nelle parole della premier Meloni e che oggi, a Siena, l’ad ha scelto di ribadire proprio nel giorno in cui la città celebra la propria identità e si prepara al Palio.
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