Italo compra 26 treni ed entra in Germania
Italo-Velaro Siemens (Siemens)

C’era una volta la Germania dei treni efficienti per definizione. Appunto. C’era. Oggi i convogli percorrono una via crucis di ritardi mentre l’orgoglio della Deutsche Bahn mostra vistose rughe. In questo scenario di transizione, si è inserita l’azienda che ha rotto il monopolio ferroviario nel nostro Paese. Italo, infatti, varca le Alpi ed entra in Germania per fare la rivoluzione.

Dopo aver ottenuto il via libera della Bundesnetzagentur, l’implacabile agenzia federale tedesca per le reti, ha siglato a Monaco di Baviera un accordo con Siemens Mobility. Sul piatto ci sono 3,6 miliardi di investimenti. Serviranno a comprare 26 treni ad altissima velocità Velaro Multi System (con opzione per altri 14), comprensivi di 30 anni di manutenzione. I convogli, capaci di sfrecciare a 320 km/h, saranno dipinti di un inedito blu e dotati anche di connessione satellitare ultraveloce targata Starlink. Il servizio partirà nella seconda metà del 2028.

Dietro i muscoli finanziari di questa operazione c’è la regia di Msc, il gigante dei mari guidato dalla famiglia Aponte, che ha rilevato la proprietà di Italo. Insieme a BlackRock, Allianz e ai soci fondatori ha deciso che i binari europei non dovevano più avere confini. Agli osservatori più attenti non sfuggirà la continuità perfetta. Nel 2012 Italo nasceva per scardinare il monopolio di Ferrovie dello Stato. Quattordici anni dopo, lo sfidante è diventato talmente forte da spiegare il libero mercato ai maestri del rigore nordico.

Mentre a Monaco si limano gli ultimi dettagli del contratto, l’amministratore delegato Gianbattista La Rocca osserva i rendering dei nuovi convogli. Spiega che non è solo una questione di macchine e ingegneria, ma di persone. Il piano di reclutamento prevede duemila e cinquecento assunzio ni.La Rocca sottolinea come la tecnologia di Siemens Mobility definisca l’attuale standard globale e come questo investimento rifletta la profondità dell’impegno del gruppo. Spiega che l’intenzione è quella di offrire ai passeggeri tedeschi una scelta più ampia, servizi più frequenti, prezzi equi e alta qualità. Si dice pronto ad affrontare i primi passi concreti per avviare i servizi nel 2028, partendo proprio dall’assunzione e dalla formazione del personale fino allo sviluppo della struttura industriale in Germania.

Poco distante, Luca Cordero di Montezemolo vede la nuova scommessa impossibile (com’era Italo all’esordio) trasformarsi in realtà. Per il presidente della società, questa non è una semplice espansione commerciale, ma il coronamento di un lungo viaggio iniziato quando l’alta velocità privata era solo un’eresia scritta su un foglio di carta. Montezemolo allarga l’orizzonte e vede aprirsi un capitolo cruciale per la mobilità ferroviaria dell’intero continente. A suo parere l’arrivo di Italo in Germania non rappresenta solo l’ingresso di un nuovo operatore, ma un passo concreto verso un mercato unico dei trasporti grazie a un progetto che unisce l’esperienza italiana al potenziale di una rete strategica come quella tedesca.

Le riflessioni certo non mancheranno. Per un Paese che ha sempre guardato con sufficienza quello che accade nel Sud dell’Europa scoprire che la salvezza dei trasporti ferroviari arriva da una compagnia basata in Italia fa un certo effetto. Per ammorbidire l’impatto i treni della nuova flotta tedesca saranno assemblati a Krefeld e curati a Dortmund.

Tuttavia, l’ironia della storia è servita su un piatto d’argento, o meglio, su un vassoio di Ambiente Club Executive. Se un tempo gli italiani emigravano in Germania con le valigie di cartone in cerca di fortuna, oggi ci ritornano a trecento all’ora, con investimenti miliardari sul tavolo e i satelliti di Elon Musk sul tetto. A Berlino e Francoforte i passeggeri dovranno abituarsi a un brivido del tutto nuovo: quello di viaggiare su un treno tedesco che però parla italiano nel comfort e nell’accoglienza. Resta solo un piccolissimo dettaglio da sistemare per evitare shock sulle banchine.

Ai passeggeri tedeschi, notoriamente austeri, bisognerà spiegare con delicatezza che a bordo, insieme al biglietto ad alta velocità, non verrà servito il solito e rassicurante sformato di patate e crauti, ma un espresso fumante e un cornetto caldo. Chissà che, tra un sorso di caffè e un viaggio a trecento all’ora, i severi banchieri di Francoforte non finiscano persino per imparare a sorridere prima di arrivare in ufficio.

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