Eni archivia il secondo trimestre e il primo semestre 2026 con risultati in forte accelerazione, sostenuti dalla crescita della produzione, dal miglioramento dei prezzi di realizzo e dal contributo delle partecipate. Nel secondo trimestre l’utile operativo proforma adjusted (quello calcolato escludendo costi o ricavi straordinari e simulando eventi passati o futuri come se fossero già avvenuti) ha raggiunto 5,38 miliardi di euro, il doppio rispetto al 2025, mentre l’utile netto adjusted (senzi costi e ricavi straordinari) di competenza degli azionisti è salito a 2,33 miliardi, +106%. Nel semestre l’utile operativo proforma adjusted è stato pari a 8,91 miliardi, +40%, e l’utile netto ha raggiunto 3,64 miliardi, +43%. L’utile netto reported di competenza Eni si è attestato a 4,39 miliardi, contro 1,72 miliardi nel primo semestre 2025.
«La determinazione nell’esecuzione della nostra strategia ci ha consentito di conseguire risultati eccellenti nel secondo trimestre del 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico», ha commentato l’amministratore delegato Claudio Descalzi.
La produzione di idrocarburi è stata pari a 1,789 milioni di barili equivalenti al giorno nel trimestre, +7% su base annua e +11% su base omogenea, e a 1,793 milioni nel semestre, +8%. La produzione di gas è aumentata dell’11% nei sei mesi, a 140 milioni di metri cubi al giorno, mentre quella di petrolio è cresciuta del 5%, a 847 mila barili al giorno. La divisione Exploration & production ha generato nel semestre un utile operativo proforma adjusted di 8,13 miliardi, +42%, e un utile netto adjusted di 3,73 miliardi, +57%.
«Stiamo potenziando ulteriormente il nostro business Exploration & production, che entra in una ulteriore fase di crescita e generazione di valore, grazie all’avvio della joint venture Searah tra Indonesia e Malesia che ci consentirà di valorizzare le nostre importanti scoperte di gas nel bacino di Kutei». La joint venture, costituita da Eni e Petronas, parte da una produzione di circa 300.000 barili equivalenti al giorno e punta a raggiungere un plateau sostenibile di 500.000.
Enilive e Plenitude hanno realizzato complessivamente 1,1 miliardi di margine operativo lordo adjusted nel semestre. Enilive ha registrato un Ebitda di 592 milioni, +55%, e un utile operativo proforma adjusted di 433 milioni, +93%. Plenitude ha raggiunto 10,8 milioni di clienti, 6 Gw di capacità rinnovabile installata e 4 TWh di produzione da fonti rinnovabili, +48%; l’utile operativo proforma adjusted è salito a 439 milioni, +17%. «I business della transizione stanno incrementando il contributo ai risultati del gruppo, alimentando al contempo la propria crescita autofinanziata».
Nel semestre il flusso di cassa operativo adjusted prima del capitale circolante è stato pari a 7,35 miliardi, +19%, mentre il flusso di cassa netto da attività operativa ha raggiunto 5,7 miliardi. Gli investimenti organici sono stati pari a 3,71 miliardi, -5%. L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 11,27 miliardi, con un rapporto di indebitamente del 17% e proforma del 10%, minimo storico. Eni ha destinato agli azionisti circa 2,53 miliardi tra dividendi e riacquisto di azioni proprie. Confermato il dividendo a 1,10 euro per azione; in ottobre il gruppo valuterà anche l’eventuale distribuzione di un dividendo straordinario. Il titolo ieri ha fermato la sua corsa a Piazza Affari a 23,62 euro in aumento del 7,29%.
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