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Il sindaco di Firenze Sara Funaro (Getty Images)

Non passa un mese a Firenze, senza un nuovo taglio di nastro per inaugurare esose strutture turistiche di lusso in pieno centro. L’ultima nata è «La Réserve» (il nome è garanzia di élite), sei appartamenti tra i 180 e i 210 metri quadrati (da una a tre camere da letto) firmati dallo studio Gilles & Boissier.

Tra i servizi spiccano lo chef personale, il maggiordomo, l’autista e personal trainer. E del resto se paghi 2.500 euro a notte, per almeno due notti, qualcosa in cambio (meraviglie dell’appartamento e della città a parte) dovrai pur avere. E pazienza se fino a qualche anno fa nello storico Palazzo Segni di via Santo Spirito c’erano studi di architetti e studentati, evidentemente le priorità sono altre.

Firenze, boom di hotel di lusso da 2.500 euro a notte: addio a studi e studentati

Più o meno le stesse che hanno portato pochi giorni fa all’apertura di un altro hotel extra-lusso in via Martelli 4, a due passi da Duomo e Battistero. Trenta camere, Spa e una terrazza sul tetto (rooftop, chiediamo venia) con vista sulla cupola del Brunelleschi.

Prezzi? Una camera da due costa non meno di 340 euro, mentre per la suite da quattro ospiti di euro ce ne vogliono mille. Insomma, anche qui abbiamo il sospetto che gli studenti facciano fatica.

Così come siamo sicuri che resteranno lontani dal Borgo Pignano Florence in via Bolognese, è il nuovo resort di lusso a 5 stelle inaugurato a settembre, tra le polemiche per la rimozione di un’antica oliveta secolare per fare spazio a un parcheggio.

Finita qui? Neanche per sogno. Perché in futuro vedremo sorgere un’altra struttura deluxe in via Cavour, al posto dell’ex Ospedale Militare di San Gallo, e in via Ghibellina.

Nulla di male, Firenze è la città dell’arte, della cultura e della storia. E arte cultura e storia chiamano il bello che chiama anche un po’ di sfarzo.

Affitti brevi vietati ai piccoli proprietari, ma il centro apre ai resort extralusso

Che però stona e parecchio rispetto alle politiche della giunta cittadina che ha i colori rossi del centrosinistra praticamente da sempre. Da Matteo Renzi per arrivare fino a Dario Nardella e alla fustigatrice degli Airbnb, Sara Funaro.

L’ultimo inquilino di Palazzo Vecchio si è intestato la battaglia contro le locazioni turistiche ormai da tempo. Firenze può vantare la più rigida legislazione anti affitti brevi d’Italia. I piccoli proprietari non solo non posso usare i loro immobili per fare attività di bed and breakfast in centro, ma il divieto, come tutta una serie di altre restrizioni, è stato esteso anche in periferia.

Motivo? Si vuol difendere la vivibilità della città. La tesi di fondo è che il proliferare di locazioni turistiche allontani famiglie e studenti, ma anche i piccoli esercizi commerciali dal cuore della città. Che corre il rischio di spersonalizzarsi.

C’è della verità, da prendere però con moderazione e a piccoli «sorsi». Detto questo, è impossibile non interrogarsi: perché le stesse regole e la stessa rigidità non viene applicata per gli immobili di lusso e le strutture turistiche da mille e passa euro a notte? Quelli vanno bene? Avvicinano le famiglie numerose al centro?

Draghi e Gandolfo (Fdi): «La sinistra usa due pesi e due misure sul turismo»

La risposta è retorica. «Mentre si affonda la lama contro i piccoli proprietari impedendo loro di esercitare attività di Airbnb anche in periferia», spiega alla Verità il vicepresidente del consiglio comunale fiorentino Alessandro Draghi (Fdi), «dall’altro lato si spalanca la porta del centro storico alle nuove residenze di lusso che sorgono come funghi.

Un ulteriore esempio dell’ipocrisia di questa sinistra». Ma come è possibile regolamenti alla mano questa doppia morale? «In alcuni casi», evidenzia ancora alla Verità il consigliere sempre quota Fdi Giovanni Gandolfo, «si tratta di permessi ottenuti prima che ci fosse la stretta e quindi saranno portati a termine».

«Anche perché i recenti orientamenti del Tar vanno in questa direzione. Dall’altro lato esistono delle salvaguardie relative alla prima variante urbanistica (eccezioni ai divieti ndr) che consentono deroghe. Come sempre a discapito dei piccoli proprietari ai quali non si concede nessuna deroga».

Diamo per scontato che in punta di regolamento comunale sia tutto lecito. Ma resta il paradosso che riguarda una battaglia di principio della sinistra e in particolar modo del Partito Democratico contro la proprietà privata e gli affitti brevi.

Battaglia che ha portato di recente il segretario Elly Schlein a criticare pesantemente il piano casa del governo e a proporre invece un progetto nazionale che poggia sulle abitazioni popolari (anche quello del governo a dir il vero) e su una legge per regolamentare gli affitti brevi.

Certo, se poi al posto delle piccole locazioni turistiche dovessimo ritrovarci un proliferare di residence da 2.500 euro a notte in tutti i centri storici dello Stivale i cittadini non saranno contenti.

Dal caso Montedomini all’inchiesta della Procura, i dubbi sulle locazioni turistiche

Del resto l’esempio di Firenze rischia di essere emblematico. Qui è scoppiato anche il caso Montedomini, la società pubblica – di servizi agli anziani – che ha dato la possibilità a privati di esercitare attività di Airbnb nel centro della città, nonostante il severissimo regolamento del sindaco.

La Procura ha aperto un’inchiesta e la Guardia di Finanza per almeno due volte ha fatto visita alla sede dell’Asp per acquisire atti. Speriamo faccia chiarezza, perché su questa vicenda, fino a oggi, ce n’è stata poca.

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