Finalmente arrivano numeri che fanno chiarezza su una delle più grandi bufale che da anni la sinistra propina all’opinione pubblica, ovvero che gli stranieri ci pagano la pensione. I dati del sedicesimo rapporto del ministero del Lavoro sulle prestazioni a favore di disoccupati e dipendenti in cassa integrazione, oltre che sulle misure assistenziali, dimostrano smontano l’affermazione. Provando che gli italiani pagano la pensione – o comunque i sussidi – agli immigrati.
Cig e Naspi, quanti stranieri ricevono gli ammortizzatori sociali
La sintesi delle cifre fornite dal dicastero di via Veneto a Roma è piuttosto chiara: fatto 100 il totale delle ore di Cig, il 18,5% è erogato in favore di extracomunitari. Percentuale più o meno simile per la Naspi, acronimo che corrisponde a Nuova assicurazione sociale per l’impiego e che rappresenta l’indennità versata a chi ha perso il lavoro. In totale, a beneficiare della cassa integrazione sono 115.000 soggetti, mentre il sussidio in favore di chi è rimasto a casa è incassato da 515.000 persone. A tutto ciò si sommano altri 136.000 stranieri senza lavoro nel settore agricolo, pari al 26,6% del totale.
Immigrazione e spesa pubblica: il confronto sulle percentuali
Non sto a riempirvi la testa con altri numeri, perché credo che già bastino questi per fare un semplice confronto. Siccome gli immigrati non rappresentano né il 18% né il 26, ma sono, rispetto alla popolazione italiana, meno del 10%, vuol dire che per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali incassano all’incirca il doppio (in agricoltura anche più) di quanto forniscono in termini di apporto all’economia nazionale.
Lo stesso rapporto vale nel caso si guardi al totale dei lavoratori rispetto a quelli stranieri. Tralascio altri dati che riguardano le baby pensioni, le prestazioni puramente assistenziali a carico dell’Inps, le indennità obbligatorie per maternità e i congedi parentali, tutti sopra la media se rapportati alla percentuale di extracomunitari rispetto al totale dei residenti.
Cinque miliardi di euro tra pensioni, disoccupazione e assistenza
Però una cifra ve la voglio dire: se si sommano tutte le prestazioni erogate in favore degli stranieri, ovvero Naspi, Cig, pensioni di vecchiaia e invalidità eccetera, si arriva alla somma di circa 5 miliardi di euro: non proprio noccioline.
Già questo dovrebbe indurci a dubitare della teoria secondo cui gli immigrati sono indispensabili per pagare le pensioni dei lavoratori a riposo.
Il costo del welfare: sanità, scuola e aiuti alle famiglie indigenti
Ma alle percentuali e ai valori assoluti elencati qui sopra poi va aggiunto il resto, che non si ricava dal rapporto del ministero del Lavoro, ovvero gli aiuti erogati dai Comuni a favore dei nuclei familiari in povertà, che dunque non sono in grado né di pagare l’affitto né le bollette. Ne abbiamo scritto di recente, a proposito di uno studio dell’Istat secondo cui un terzo degli stranieri ha un reddito che li colloca nella fascia degli indigenti.
Tuttavia, il costo per la collettività di questi soggetti non si esaurisce nel contributo all’affitto e alla spesa di acqua, luce e gas a carico delle amministrazioni comunali, perché gli stranieri beneficiano anche del welfare, ovvero dell’istruzione per i propri figli e della sanità per tutti, oltre a rappresentare un costo ulteriore per quel che riguarda l’amministrazione della giustizia, data la percentuale di reati commessi.
Alberto Brambilla: «Gli stranieri non ci pagano le pensioni»
Dunque, come spiega benissimo il professor Alberto Brambilla nel libro Le scomode verità, è inutile che ci facciamo illusioni: gli stranieri non ci pagano né ci pagheranno le pensioni. Una cosa al contrario è certa: noi pagheremo a caro prezzo l’immigrazione incontrollata, dovuta alla mancata difesa delle frontiere e alla politica insensata di una sinistra che ha aperto le porte a tutti, anche a chi non ha diritto a entrare nel nostro Paese.
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