Leone XIV annuncia a sorpresa, al termine dell’Angelus, un intervento per rimuovere un nodulo polmonare che, nella gran parte dei casi, ha natura benigna e che è stato individuato in fase iniziale. Il Pontefice, come i suoi predecessori, sarà ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. L’operazione, già programmata, è prevista nei prossimi giorni e il recupero dovrebbe richiedere all’incirca una settimana. Il Santo Padre ha parlato ai fedeli riuniti in piazza San Pietro con la massima trasparenza, anche per evitare speculazioni sulla sua salute, e starebbe cercando di fare il possibile per confermare il viaggio pastorale in Uruguay, Argentina e Perù.
Il ricovero al Gemelli e l’annuncio del Papa
Riapre il «Vaticano terzo», come Karol Wojtyla definiva il Policlinico Gemelli di Roma. L’ospedale dei Papi è pronto ad accogliere anche Leone XIV, che stamane si ricovera per togliere un nodulo polmonare. Lo ha annunciato a sorpresa lui stesso alla fine dell’Angelus, raggelando i fedeli in piazza San Pietro ma subito rassicurando loro e il mondo. «Di recente i medici mi hanno trovato un nodulo al polmone allo stato iniziale e ben localizzato. Ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato per i prossimi giorni».
Sobrietà tacitiana, trasparenza e quell’accenno di sorriso sulle labbra che lo caratterizza. Il Pontefice ha voluto evitare speculazioni e, a dispetto della tradizionale cultura del sottotono che alberga oltre le mura leonine, ha deciso di definire il perimetro clinico della diagnosi. Durante una Tac determinata da una fastidiosa infiammazione, i dottori avevano individuato quel tessuto anomalo tondeggiante all’interno di un polmone. Constatate la dimensione relativamente piccola e la sua definizione «ben circoscritta» rispetto al tessuto polmonare sano circostante, hanno consigliato la rimozione immediata. Il Pontefice ha acconsentito e il portavoce vaticano Matteo Bruni ieri ha specificato la road map: «L’intervento è previsto per i primi giorni della prossima settimana (prevedibilmente domani o mercoledì, ndr) e il tempo previsto per il decorso post-operatorio è di circa una settimana».
Nodulo polmonare, quali sono le prospettive
La situazione, simile a quella di re Juan Carlos di Spagna, sembra sotto controllo. Nella stragrande maggioranza dei casi un nodulo polmonare è di natura benigna (l’incidenza di neoplasie è attorno al 2%). Secondo la chirurgia classica, in questi casi si interviene con tecniche operatorie «mini-invasive», videotoracoscopia oppure robot. Poi la biopsia dei tessuti chiarirà con precisione la situazione. Insomma, attorno alla notizia non c’è l’apprensione che aveva caratterizzato analoghe vicende relative alla salute di papa Francesco, sia per la condizione generale di Leone, sia per l’età relativamente giovane (71 anni) e per il fisico reattivo di un uomo che pratica quasi quotidianamente sport, in palestra e giocando a tennis.
Il viaggio in America Latina resta l’obiettivo
La rapidità dell’intervento e del decorso ha un chiaro significato pastorale: il Santo Padre non intende rinunciare al viaggio in America Latina (Uruguay, Argentina e Perù), programmato da tempo dal 6 al 17 novembre. Il tour, particolarmente impegnativo con una ventina di spostamenti in aereo e in elicottero, è molto sentito da Leone XIV, che ha voluto lasciare come ultima tappa la piccola diocesi peruviana di Chiclayo, dove ha trascorso 20 anni della sua vita prima come missionario e poi come vescovo. Per i fedeli di laggiù è sempre «padre Roberto» e non vuole deluderli. Anche per questo, dopo l’annuncio dell’Angelus ha tenuto a sottolineare: «Grazie per la vostra preghiera per la visita pastorale che compirò in Perù». Più difficile la sua presenza il 27 ottobre ad Assisi all’incontro con i capi delle altre religioni.
La vicinanza delle istituzioni e dei fedeli
La notizia ha fatto ovviamente il giro del mondo, con messaggi di sostegno da parte delle istituzioni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio «con un affettuoso pensiero di tutto il Paese. Potrà contare, oltre che sulle preghiere dei fedeli cattolici, sul partecipe pensiero di innumerevoli persone, siano essi credenti o non credenti». La premier Giorgia Meloni ha aggiunto: «Desidero rivolgere al Santo Padre la mia vicinanza e quella del governo italiano per la prova che è chiamato ad affrontare. La serenità e la tranquillità con cui ne ha parlato nell’Angelus ci rincuorano. Sono certa che anche il popolo italiano non farà mancare il proprio sostegno e il proprio affetto».
A nome della Cei, il presidente, cardinale Matteo Zuppi, ha ringraziato papa Leone «per la semplicità e la fiducia con cui ci ha reso partecipi di questa prova. Siamo una famiglia, il Santo Padre non è solo». Comunione e Liberazione ha invitato tutti a pregare il rosario in comunità e in famiglia «perché il Papa possa presto proseguire nello svolgimento del compito che gli è stato affidato per l’unità della Chiesa e per l’annuncio della pace divina». Anche dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti è arrivato un abbraccio sentito. Il presidente, l’arcivescovo Paul Stagg Coakley, ha dichiarato: «Possa la mano dei chirurghi essere guidata dal medico divino Gesù Cristo».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >