Leone XIV risveglia la Francia cristiana: «Rinnovate la nazione con la fede»

Effetto Leone XIV: la Francia secolarizzata, ormai sulla via dell’islamizzazione, si è riscoperta ancora cattolicissima. Ottocentomila persone, dopo la sfilata sulla papamobile lungo gli Champs-Élysées, hanno seguito la messa del pontefice in Place de la Concorde.

Il confronto sulla laicità e il ricordo dei martiri

C’era anche Marine Le Pen; il presidente, Emmanuel Macron, non ha voluto partecipare, in ossequio al principio della laïcité.

Robert Francis Prevost gliel’aveva già smontata venerdì, spiegando che quella vera «non consiste nell’escludere la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione, ma nell’impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune».

Ieri, il Papa ha simbolicamente assestato il colpo di grazia al modello anticristiano della République, raccogliendosi in preghiera nel convento dei Carmelitani, davanti alla targa che ricorda le brutalità del settembre 1792, quando un tribunale-farsa, imbastito dai rivoluzionari, ordinò la sommaria esecuzione di 191 ecclesiastici «refrattari», rei di aver rifiutato di aderire alla Costituzione civile del clero.

Il risveglio della fede e il superamento del disfattismo

Leone stesso, mentre incontrava i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i catecumeni e i neofiti all’Istituto cattolico di Parigi, si è detto «stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Può sembrare paradossale», ha osservato, «che questo fenomeno […] si collochi nel contesto di una società come quella francese, segnata da una cultura fortemente secolarizzata».

È una circostanza che, ha aggiunto, «contraddice ogni atteggiamento disfattista e quello che papa Francesco chiamava “pessimismo sterile”».

L’omelia a Parigi e il messaggio ai governanti

Durante l’omelia del pomeriggio, Prevost ha invitato i cittadini a non nascondere la loro appartenenza religiosa: «Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate. Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo scoraggiamento e l’aridità spirituale».

Un messaggio che ha assunto una rilevanza politica, nel senso più nobile del termine: «Aspirate», ha incalzato i francesi Leone, «a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede».

Le «ricche radici cristiane» che il pontefice aveva già evocato il giorno prima, nel discorso alla sede dell’Unesco, citando «sant’Ireneo», il «battesimo di Clodoveo», il «genio spirituale, intellettuale, artistico e missionario» che la «patria» transalpina ha attinto dal cristianesimo.

Una bella lezione per Macron, che in Place de la Concorde, in sua rappresentanza, ha mandato la moglie Brigitte, dopo essersi beccato la reprimenda di Prevost per il sostegno al riarmo, alla corsa al nucleare, all’aborto e all’eutanasia.

Monsieur le président ha abbozzato, rilanciando sui social le immagini della capitale gremita e proclamando la Francia «fiera» della «messa monumentale», in nome di «concordia e fratellanza».

Leone ha voluto pregare anche per i governanti, perché, «rischiarati dalla sapienza, ricerchino il bene comune e promuovano la giustizia, la pace e il rispetto di ogni vita umana».

Ha quindi esortato le famiglie: «Nonostante le molteplici difficoltà che affrontate quotidianamente, perseverate coraggiosamente nella vostra missione». E ha incoraggiato i giovani: «Voi siete la Chiesa di oggi! Com’è bello vedere il vostro entusiasmo, il vostro dinamismo, il vostro impegno e la gioia all’interno delle comunità cristiane». «Da questa bella città di Parigi», ha assicurato il pontefice, «prego con fervore affinché l’acqua viva dello Spirito Santo si diffonda su tutta la Francia».

La visita al Centro Bakhita e la cura della persona

La giornata del Papa era iniziata con un passaggio al centro di accoglienza e integrazione Bakhita, intitolato appunto alla santa sudanese, naturalizzata italiana, patrona delle vittime della tratta e celebre per la sua abitudine di esprimersi in dialetto veneto. Benedetto XVI l’aveva menzionata nell’enciclica Spe salvi, in quanto esempio di speranza cristiana.

«La storia della Chiesa e dell’umanità», ha affermato ieri Prevost, «non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi “fa spazio”, avvia processi di pace, genera fiducia e incoraggia alla vita».

«I poveri», ha sottolineato Leone, «non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo». E però «nessuno è così povero da non avere qualcosa da dare» e «nessuno è così ricco da non avere qualcosa da ricevere». È l’essenza del meraviglioso scambio di doni che avviene nella «cura gli uni degli altri».

Il pontefice, richiamandosi ancora alla figura di santa Giuseppina Bakhita, ha invitato i fedeli a «riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella costruzione di una civiltà dell’amore, alternativa alla cultura che disgrega le comunità e rende malati di solitudine le città».

«Nessuno di noi», ha rimarcato il successore di Pietro più tardi, nell’omelia, «è un numero su una carta d’identità, né un codice identificativo, ma una persona, una persona unica e insostituibile».

Il viaggio a Lourdes e l’affidamento a Maria

L’arcivescovo di Parigi, Laurent Ulrich, ha ringraziato Prevost per le «ore indimenticabili» dedicate al Paese. Dopo la liturgia, il Papa ha preso un volo per Lourdes. Lì, accolto dai canti dei bimbi, ha bevuto l’acqua della sorgente, ha deposto la Rosa d’Oro ai piedi della Madonna e impartito la benedizione.

II suo viaggio in Francia, che terminerà domani, si è svolto tutto sotto l’egida di Maria: toccanti, in particolare, le immagini degli 80.000 giovani, riuniti davanti a Notre-Dame, che l’altro ieri hanno cantato in latino il Salve Regina, mentre Leone, commosso, era rivolto alla statua d’argento della Vergine. Au revoir, laïcité.

Da non perdere

La Cei «adotta» il musulmano Buttafuoco
Chiesa e fede

La Cei «adotta» il musulmano Buttafuoco

La rubrica del presidente della Biennale cancellata dalla Rai andrà in onda sull’emittente dei vescovi, consolidando il legame tra l’istituzione veneziana e la Chiesa italiana. In agenda a ottobre e novembre due eventi su San Francesco e Florenskij.