stipendi vaticano
(iStock)

La decisione di papa Leone XIV di abrogare la decurtazione del 10% degli emolumenti agli alti prelati, voluta da papa Francesco per far fronte «all’eccezionale sfida del Covid», non è passata inosservata.

Non solo perché la notizia della scelta di Prevost ha fatto il giro del mondo, ma anche perché in Vaticano il nuovo Motu proprio – con cui viene dismesso il precedente anche alla luce della situazione economica, di fatto ora sotto controllo – ha dato il la ai dipendenti vaticani per farsi avanti; nella giornata di ieri, l’associazione dei dipendenti laici del Vaticano ha così diramato un comunicato per richiedere lumi sullo «scatto biennale perduto».

La nota prende le mosse dal superamento dell’emergenza sanitaria. «Da tempo superata la fase più acuta dell’emergenza sanitaria», esordisce infatti il comunicato, «sono maturate condizioni economiche e finanziarie diverse da quelle che avevano accompagnato l’adozione delle misure emergenziali».

I dipendenti vaticani chiedono il recupero degli scatti biennali

I dipendenti vaticani prendono perciò atto di come la decisione del Pontefice statunitense – ufficializzata peraltro nel giorno del suo settantunesimo compleanno – sancisca «il superamento, con effetto dal 1° settembre 2026, delle misure di contenimento salariale adottate durante la pandemia, precisando tuttavia che restano definitivamente acquisiti gli effetti prodotti nel periodo della loro vigenza, compresa la sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità».

Questo però non riguarda i lavoratori tra le mura leonine. Che hanno scelto di far notare come, appunto, «per i dipendenti l’abrogazione non» risulti «accompagnata né dal riconoscimento retroattivo degli scatti non maturati né da una specifica forma di compensazione per gli effetti economici prodotti da tali disposizioni».

Il caso dei sacrifici salariali imposti durante il Covid

Non mancano, nella comunicazione dei dipendenti, richiami critici sulle scelte maturate durante la pandemia, regnante papa Bergoglio. «Riteniamo importante ricordare quanto avvenuto durante l’emergenza da Covid-19», si legge infatti nella nota, che rammenta «quando furono assunte decisioni in tempi straordinariamente rapidi e senza una previa informativa ai dipendenti, sempre su proposta della segreteria per l’Economia».

«La modalità adottata al tempo aveva suscitato perplessità», prosegue sempre il comunicato, «e portato alla presentazione di una lettera a papa Francesco, nella quale venivano sottoposti alla sua attenzione diversi aspetti della vicenda: dagli effetti della sospensione del biennio di anzianità sulla pensione e sulla liquidazione, con un impatto potenziale, in alcuni casi, di diverse migliaia di euro per dipendente, al monte ore negativo addebitato ai dipendenti impossibilitati a svolgere il loro lavoro durante la pandemia; dal permanere di specifiche condizioni di particolare vantaggio applicabili ai livelli dirigenziali (come l’esclusione totale delle categorie C2 e C3 dal provvedimento) alla proposta di effettuare tagli su altre voci di spesa».

La richiesta al Vaticano: «Servono forme di compensazione»

In tale occasione venne fatto, vanamente, pure un accenno al fatto che «su retribuzioni rimaste sostanzialmente invariate dal 2008, il biennio di anzianità rappresentasse, insieme alla tredicesima mensilità e agli straordinari, ove effettivamente retribuiti e non confluiti nel “monte ore”, una delle poche possibilità di incremento della retribuzione individuale».

Oggi, cambiato il Papa e soprattutto cambiata la fase economica, l’associazione dei dipendenti laici del Vaticano domanda: «Sarebbe possibile tenere conto anche dei sacrifici sostenuti dai dipendenti durante gli anni dell’emergenza, valutando – qualora non fosse possibile una restituzione piena di quanto detratto dagli stipendi – forme di riconoscimento una tantum o misure perequative, come l’annullamento degli effetti del Motu proprio Un futuro sostenibile sulla liquidazione e sulla pensione dei dipendenti?». Staremo a vedere se tale «domanda» troverà ascolto.

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