Papa Leone XIV al Meeting di Rimini il 22 agosto 2026
Papa Leone XIV al Meeting per l'amicizia fra i popoli a Rimini (Ansa)

Il Papa accolto da migliaia di persone alla Fiera di Rimini, 44 anni dopo Giovanni Paolo II. Nel suo intervento richiama la responsabilità di Comunione e liberazione, mette in guardia da ideologie, profitto e tecnologia «pervasiva e distruttiva» e invita i ragazzi a non avere paura del futuro: «Mettetevi in gioco». Poi l’incontro con malati, disabili e poveri e la Messa al porto.

Papa Leone XIV arriva al Meeting di Rimini dopo 44 anni dall’ultima visita di un Pontefice alla manifestazione. È il primo incontro con il popolo di Comunione e liberazione dall’inizio del suo pontificato e l’accoglienza è quella di un evento atteso da tempo: applausi, cori e migliaia di persone lungo il percorso che conduce il Papa nei padiglioni della Fiera.

Ma il centro della giornata non è soltanto l’abbraccio del Meeting. Nel suo intervento, durato circa venti minuti, Leone XIV consegna a Cl una richiesta precisa: trasformare la propria storia e la propria tradizione in una responsabilità concreta davanti alle trasformazioni del presente. Parla di pace, libertà, povertà, diseguaglianze e potere. E soprattutto si rivolge ai giovani, chiedendo loro di non considerare il futuro come una minaccia.

«Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti»

Il passaggio più netto del discorso riguarda il modello di società da costruire. Leone XIV chiede di intervenire sulle dinamiche che, a suo giudizio, alimentano divisioni e diseguaglianze.

«Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte», afferma il Pontefice.

Poi l’appello: «Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo».

Per Leone XIV non basta quindi osservare i cambiamenti in corso. Servono persone disposte ad assumersi una responsabilità. «Occorrono pionieri coraggiosi», dice, capaci di cominciare da una propria «inversione di rotta».

È un tema che il Papa collega alla particolare storia del Meeting e di Comunione e liberazione. «È l’ora della responsabilità», sottolinea, rivolgendosi a una realtà che negli anni ha portato il proprio confronto anche fuori dall’ambito strettamente ecclesiale, attraverso l’arte, la musica, la letteratura, la scienza e l’economia.

«Prima dei confini ci sono sempre le persone»

Nel discorso trova spazio anche il tema dell’incontro tra persone e popoli. Un passaggio che tocca anche la questione dei confini e delle differenze, ma che Leone inserisce in una riflessione più ampia sulla capacità di stare insieme.

«La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi», afferma il Pontefice. Richiamando l’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, parla di «amicizia sociale» come espressione concreta della fraternità.

Su questo punto il Pontefice ha sottolineato: «Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo».

Leone XIV rivendica inoltre il ruolo assunto dal Meeting nel corso della sua storia. Comunione e liberazione, osserva, non ha trasformato la manifestazione in «una sorta di enclave». Al contrario, il Meeting è diventato «un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini».

Ai giovani: «Il futuro è una promessa, non una minaccia»

Il momento più diretto arriva quando Leone si rivolge ai ragazzi. Prima ancora del discorso nell’auditorium, il Papa aveva incontrato i giovani del Meeting e li aveva ringraziati per l’accoglienza.

«Il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità, della vostra fedeltà», aveva detto.

Nel discorso torna sullo stesso tema e lega la condizione dei giovani alla speranza. «Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani».

Il Pontefice cita il verso scelto come tema di questa edizione del Meeting, L’amor che move il sole e l’altre stelle, e lo collega alla possibilità di tornare a guardare avanti. «L’amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare».

Da qui l’invito: «Mettetevi in gioco!».

Ai giovani di Cl chiede di non chiudersi dentro la propria appartenenza. «Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta», dice. Il Movimento e le comunità devono essere «un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà».

E ancora: «Uscite, invece, incontro a tutti!».

Papa Leone XIV durante il suo intervento al Meeting di Rimini
Papa Leone XIV durante il suo intervento al Meeting per l’amicizia fra i popoli a Rimini (Ansa)

«Nell’amore non c’è mai costrizione»

Leone insiste poi sul rapporto tra amore e libertà. Il riferimento è anche al modo in cui la Chiesa e le sue realtà associative devono rivolgersi al mondo.

«Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé», afferma.

Da qui il richiamo a una Chiesa che non deve puntare sul proselitismo. «La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per attrazione», dice Leone XIV, riprendendo una formula utilizzata dai suoi predecessori.

Il Papa invita inoltre a recuperare l’ascolto, sia della Parola di Dio sia delle altre persone. Un cammino che, spiega, riguarda anche il rinnovamento delle realtà associative e dei movimenti ecclesiali: «Ognuno ascolta, si lascia trasformare dalla fede altrui e insieme, sotto la guida dei pastori, si maturano nuove consapevolezze».

L’appello al popolo di Cl: «Amate sempre la Chiesa»

Nel rivolgersi direttamente a Comunione e liberazione, Leone XIV richiama anche la storia del movimento e i momenti di cambiamento attraversati negli anni.

«Cari amici, amate sempre la Chiesa. Amate e preservate l’unità della “compagnia” attraverso la quale Cristo vi ha raggiunti e vi attrae a sé», afferma.

Il Pontefice cita quindi Papa Francesco e le sue parole dedicate a don Luigi Giussani e alla storia di Cl, nata in un periodo di forte crisi. Da quella esperienza parte un nuovo invito: «Proprio nel travaglio del cambiamento d’epoca, in questo mondo lacerato da molteplici crisi, possiamo riscoprire il “gusto spirituale” di essere Popolo di Dio».

Leone parla di una fase segnata da guerre e divisioni e chiede di non alimentare soltanto stanchezza e disperazione. «Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni!», afferma.

L’arrivo tra cori e applausi, 44 anni dopo Wojtyla

La giornata del Papa era cominciata presto. Alle 8 è partito in elicottero dal Vaticano diretto a San Marino, dove è arrivato alle 8.45. Nella Repubblica del Titano, terzo Pontefice a visitarla, Leone XIV è stato accolto con gli onori ufficiali e ha pronunciato un discorso nella Basilica.

«Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro», ha detto. La risposta, secondo Leone, deve passare dalla via del Vangelo e dall’attenzione «ai più deboli», dal perdono, dalla comunione e dalla solidarietà.

Dopo San Marino il Pontefice ha raggiunto Pennabilli, dove ha pranzato in forma privata con le monache agostiniane del monastero di Sant’Antonio da Padova. Poi il trasferimento a Rimini.

Alla Fiera l’attesa era cominciata molto prima del suo arrivo. Migliaia di persone si sono raccolte lungo il percorso e nei padiglioni. Quando l’elicottero è atterrato, sono partiti gli applausi e i cori «Leone, Leone».

È la prima visita di un Pontefice al Meeting dal 1982, quando era stato Giovanni Paolo II. Leone XIV ha visitato le mostre dedicate a Sant’Agostino e a Léon Harmel prima di raggiungere il Grande Auditorium, dove ad attenderlo c’erano migliaia di partecipanti.

Papa Leone XIV incontra malati, disabili e poveri assistiti dalla Caritas nel Duomo di Rimini
Papa Leone XIV incontra i malati, i disabili e i poveri assistiti dalla Caritas nel Duomo di Rimini (Ansa)

Dalla Fiera alla Cattedrale, poi la Messa al porto

Terminato l’incontro al Meeting, il Papa ha raggiunto la Cattedrale di Rimini per incontrare ammalati, persone con disabilità e poveri assistiti dalla Caritas.

«Questa è la Cattedrale di Rimini, e qui voi siete a casa!», ha detto Leone XIV. Richiamando il modo in cui Gesù incontrava le persone malate, povere e con disabilità, ha ricordato che venivano messe al centro e accolte nella loro dignità.

«Così dobbiamo fare anche noi: lasciarci guarire da Gesù, lasciarci perdonare, convertire, e poi camminare insieme nella sua Chiesa», ha aggiunto.

La giornata del Pontefice si conclude quindi sul lungomare di Rimini, con la Messa celebrata al porto davanti a migliaia di fedeli. Anche qui il ricordo corre al 1982: l’ultima celebrazione di un Papa nello stesso luogo era stata quella di Giovanni Paolo II.

Una giornata iniziata a San Marino e passata attraverso Pennabilli e il Meeting si chiude così nel cuore di Rimini. Il messaggio lasciato da Leone XIV è rivolto soprattutto alla responsabilità: non chiudersi nelle proprie appartenenze, non cedere alla paura e alla rassegnazione, ma misurarsi con una realtà attraversata da conflitti e trasformazioni. E ai giovani il Papa consegna una consegna semplice: «Mettetevi in gioco».

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