Nel giorno dell’Assunzione, il Papa ha pregato per i popoli colpiti dalle guerre e per la Colombia, segnata dal terremoto. Nell’omelia l’invito a riscoprire una bellezza che non teme il tempo: «L’amore è l’ornamento più bello dell’uomo».
L’Angelus di Ferragosto: la preghiera per i popoli in guerra
Da Castel Gandolfo, dove sta trascorrendo il Ferragosto, Leone XIV ha rivolto il pensiero alle comunità che soffrono a causa dei conflitti. Al termine dell’Angelus, il Pontefice ha affidato a Maria «quelle comunità che hanno particolarmente bisogno di essere consolate e di continuare a sperare».
Il Papa ha citato anzitutto la Terra Santa, «che è per eccellenza anche la terra di Maria», quindi il popolo ucraino e quello russo, «entrambi legati da filiale devozione alla Santa Madre di Dio». Un pensiero è andato anche ai cristiani vittime di discriminazioni e persecuzioni.
Leone XIV ha poi ricordato la Colombia, colpita dal terremoto, assicurando anche per quella popolazione la propria preghiera.
La bellezza che non teme il tempo
Il tema della bellezza ha attraversato invece l’omelia pronunciata nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, in occasione della solennità dell’Assunzione di Maria.
Partendo dalla figura della Vergine raffigurata nell’arte, spesso rappresentata con una bellezza che sembra non conoscere il trascorrere degli anni, Leone XIV ha invitato a guardare oltre i canoni estetici contemporanei. «La nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine», ha detto.
Il Pontefice ha messo in guardia dai modelli «prevalentemente di stampo edonistico e consumistico» che possono condizionare le persone e spingerle a concentrare energie su ciò che, secondo il Papa, «non conta davvero e non dura per sempre».
La bellezza, ha spiegato, può invece essere riconosciuta nei volti segnati dagli anni e dalle difficoltà, quando riescono comunque a trasmettere «serenità, benevolenza e pace».
«I giovani siano pronti ad andare controcorrente»
Nel suo discorso Leone XIV ha richiamato anche il valore della vita quotidiana e dei gesti semplici. Ha parlato dei genitori che tornano a casa dopo una giornata di lavoro, dei nonni che si prendono cura dei nipoti e dei giovani che scelgono di crescere «puliti e onesti», anche quando questo significa andare controcorrente.
È in queste situazioni, secondo il Papa, che si può incontrare la «sublimità del mistero» celebrato nella festa dell’Assunzione: non qualcosa di lontano, ma una realtà che si manifesta attraverso la carità e l’amore.
«Dobbiamo ascoltare le storie d’amore uniche che ciascuna di queste realtà ci racconta, riconoscendovi dei piccoli squarci di cielo», ha aggiunto.
L’augurio ai fedeli: riposo, letture e natura
Al termine dell’Angelus, il Pontefice ha infine rivolto ai fedeli un augurio legato al giorno di festa, invitandoli a concedersi «un tempo di buon riposo», accompagnato anche da «qualche lettura» e dalla contemplazione della natura.
La giornata di Leone XIV a Castel Gandolfo proseguirà nel segno delle celebrazioni legate alla tradizione della località. Il 29 agosto il Papa tornerà nella chiesa collegiata di Santa Maria del Lago per presiedere la messa e partecipare alla processione, che si svolgerà in parte anche sulle acque del lago di Albano.