Il recente furto delle opere di Antonello da Messina in Sicilia ha suscitato dispiacere e smarrimento. Mentre proseguono le indagini per identificare i responsabili e ricostruire l’accaduto, il lavoro di uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano continua a parlare al grande pubblico, mantenendo vivo il legame con la sua arte. Quasi fosse Antonello stesso a trovare un modo per tornare a farsi vedere.
Alla 47ª edizione del Meeting di Rimini, che apre i battenti domani, è infatti esposta l’opera Ecce Homo, protagonista della mostra «Ecce Homo – Antonello da Messina», allestita in Piazza C5 della fiera e promossa dal ministero della Cultura. La tavola, di piccolo formato, è databile tra il 1460 e il 1465 e sorprende ancora oggi per la capacità di entrare in rapporto diretto con l’osservatore, in modo naturale e immediato.
L’«Ecce Homo», un capolavoro del Rinascimento al Meeting di Rimini
Quella esposta è la prima delle cinque versioni note dell’Ecce Homo ed è l’unica dipinta su entrambi i lati. Da una parte è raffigurato Cristo con la corona di spine, la corda e le gocce di sangue che gli colano sul volto. Dall’altra, è rappresentato San Girolamo penitente, inginocchiato davanti al Crocifisso e con un sasso in mano, mentre sullo sfondo si apre un paesaggio roccioso e spoglio.
Le dimensioni contenute della tavola e i suoi protagonisti fanno pensare che l’opera fosse destinata alla devozione privata e concepita per essere portata in viaggio dal suo proprietario. Il periodo a cui risale il dipinto rappresenta inoltre un momento cruciale nella vita artistica di Antonello, quando l’influenza della pittura fiamminga si intreccia con la tradizione italiana.
Dall’asta di Sotheby’s al museo: il ritorno dell’opera in Italia
Se oggi è possibile ammirare questo raro capolavoro del Rinascimento , lo si deve all’acquisizione dell’opera da parte del ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale musei, all’inizio di quest’anno.
Quando il dipinto è stato messo all’asta da Sotheby’s a New York, il ministero si è attivato tempestivamente per avviare la trattativa, ottenendo parallelamente anche il parere favorevole dei Comitati tecnico-scientifici. Un’operazione che si è conclusa in poche settimane, consentendo al quadro di fare ritorno in Italia.
Da allora, la prima presentazione ufficiale dell’Ecce Homo si è tenuta al Senato. E prima di arrivare al Museo nazionale d’Abruzzo dell’Aquila, l’opera è stata sottoposta a un intervento di restauro che ha consentito agli studiosi anche di approfondirne gli aspetti inediti. E se, come aveva detto il ministro Alessandro Giuli, «l’Ecce Homo avrà una residenza e tutta l’Italia come domicilio», dal 21 al 26 agosto quel domicilio è Rimini.
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