Macron «convertito», va a messa da Prevost
Papa Leone XIV e il presidente francese Emmanuel Macron (Ansa)

Meglio tardi che mai. Nella tarda serata di domenica, l’Eliseo ha informato la stampa che il presidente francese, Emmanuel Macron, avrebbe partecipato «alla cerimonia di congedo dal territorio francese di Sua Santità papa Leone XIV». Per presenziare alla partenza del Papa, l’Eliseo ha anche precisato che il presidente transalpino ha «riorganizzato la sua agenda per assistere anche alla messa che precede (la partenza, ndr) alla cattedrale Saint-Étienne di Metz».

Macron ha quindi cambiato idea, forse anche dopo i malumori che aveva suscitato tra i francesi, la scelta di non partecipare alle messe presiedute da Leone XIV a Parigi e a Lourdes. Un altro possibile motivo di questo cambio di passo è da ricercare nello status particolare di Metz, del dipartimento della Lorena e dell’Alsazia.

In questi territori non vige la legge del 1905 di separazione tra lo Stato e le Chiese. Questo perché, quando il parlamento ha approvato la norma, queste terre facevano parte dell’impero tedesco. Lì vale ancora il Concordato con la Santa Sede. I preti, sono remunerati dallo Stato, come fossero dei funzionari pubblici e i presidenti francesi nominano i vescovi di Metz e Strasburgo, i cui nomi sono proposti dal Vaticano.

Macron a Metz per la conferenza di Leone XIV

Specificità normative territoriali a parte, ieri mattina Macron è giunto a Metz e ha partecipato alla conferenza di Leone XIV intitolata «Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità».

Prima che il pontefice prendesse la parola, Macron ha tenuto un breve discorso. L’Europa «è innanzitutto una civiltà (…) costruita su una base greco-romana e giudaico-cristiana», ha detto il leader francese aggiungendo che il «primato della persona, poi dell’individuo libero e razionale, inseparabile dalla dignità umana», è stato consacrato prima della «libertà, lo spirito critico, l’attaccamento alla scienza, la democrazia liberale, l’uguaglianza tra donne e uomini».

Macron ha denunciato «i nazionalismi e i totalitarismi fino al crollo morale dell’Olocausto» che hanno portato gli europei a legarsi «ai diritti dell’uomo, al rispetto dei diritti delle persone e di tutte le minoranze. (…) Là dove l’Europa, per due millenni, aveva sognato l’unità attraverso gli imperi e le guerre civili, l’Unione europea è un’invenzione inedita, fondata sul rispetto, la pace, l’uguaglianza tra i suoi Stati membri ».

Macron: «La guerra è tornata»

Macron ha detto che «la guerra è tornata» nel Vecchio continente «scosso dal ritorno degli imperi». «I nostri sforzi per la pace devono essere all’altezza della posta in gioco; per garantire una sovranità reale […] la nostra sicurezza e preservare i nostri valori», dichiarato ancora il presidente francese.

Poi Macron ha aggiunto che è «questo il senso del nostro impegno incrollabile al fianco dell’Ucraina di fronte all’aggressione militare della Russia […] costruendo un’Europa della difesa e della pace», aggiungendo anche la necessità di «produrre, innovare e investire in Europa, per rimanere liberi, difendere i nostri interessi e preservare il nostro modello sociale».

Le contraddizioni secondo Macron

Non è chiaro come Macron intenda fare la sintesi tra queste sue dichiarazioni e il rilancio della produzione di armi, al di là delle Alpi.

Cosi come non è chiaro perché il presidente abbia scelto di dire, a proposito di Intelligenza artificiale che «l’innovazione deve servire la dignità umana, non la potenza di pochi» mentre, circa un mese fa, ha promulgato la legge sull’eutanasia e il suicidio assistito e due anni fa, la costituzionalizzazione della «libertà» di abortire.

Forse Macron ha pronunciato queste parole per cercare di ingraziarsi parte dell’elettorato cattolico. Oppure, ha solo voluto dimenticare per un attimo le cattive notizie che giungevano dal Senato che, nel weekend, è stato parzialmente rinnovato.

Per la prima volta, il Rassemblement national di Marine Le Pen ha formato un gruppo parlamentare, con 14 senatori. Anche l’estrema sinistra di la France insoumise è riuscita a ottenere un senatore.

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