Fdi ora si muove e chiede le dimissioni di Emiliano
Michele Emiliano (Ansa)
  • Il senatore Ignazio Zullo: «Emiliano deve fare un passo indietro». Tommaso Foti attacca: «Come definire chi parla con la malavita e usa i contatti coi giudici per avere notizie riservate?». Dem e M5s muti. Ufficiale: Consiglio regionale rimandato fra le proteste dell’opposizione.
  • Europee: Matteo Renzi ed Emma Bonino alleati. Elly Schlein verso la decisione. Oggi e domani voto in Basilicata.

Lo speciale contiene due articoli.

La parolina magica, «dimissioni», in relazione al presidente della Puglia Michele Emiliano, la pronuncia ieri, in beata solitudine, il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo: «Il quadro che sta emergendo dalle indagini in Puglia», dice Zullo, «si fa ogni giorno più inquietante. L’intreccio di storie che c’è tra la dirigenza Pd pugliese e il candidato a sindaco di Bari del M5s fortemente voluto da Conte, apre degli interrogativi che necessitano una risposta chiara. Quando il ministro Piantedosi aveva inviato gli ispettori al Comune di Bari c’era stata una levata di scudi in difesa di tutto l’apparato, ma non passa giorno che la posizione di Emiliano non peggiori e questo fa ma male sia alla Puglia che alla sua gente. Credo che un passo indietro dell’attuale presidente», aggiunge Zullo, «sia auspicabile, anche per aver modo di difendersi da una situazione che potrebbe vederlo coinvolto in prima persona molto presto».

imbarazzo

Il riferimento finale di Zullo è alla possibilità che la magistratura barese chieda a Emiliano da chi ha appreso dell’imminente svolta nell’inchiesta a carico di Alfonso Pisicchio, ex assessore regionale. Pisicchio ha raccontato ai magistrati di essere stato sollecitato da Emiliano, con toni ultimativi, a rassegnare le dimissioni dalla guida dell’Arti, l’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione, nella giornata dello scorso 10 aprile, a causa di una accelerazione dell’inchiesta nei suoi confronti: nella stessa serata, è stato arrestato.

Zullo a parte, nessuno fino a ora ha chiesto le dimissioni di Emiliano, ma il centrodestra domani terrà una conferenza stampa e potrebbe affondare i colpi, come anticipa il candidato a sindaco di Bari Fabio Romito della Lega: «La differenza fra il centrodestra e il centrosinistra», argomenta Romito, «è che noi agiamo insieme, facciamo politica insieme perché per quanto ci riguarda l’unità non è qualcosa di conveniente ma è qualcosa in cui noi crediamo. Lunedì (domani, ndr) daremo tutte le nostre motivazioni rispetto alle iniziative che nella settimana prossima in Consiglio regionale intendiamo intraprendere». Restano invece in silenzio i vertici del Pd , come evidenzia il capogruppo alla Camera di Fdi, Tommaso Foti: «Dopo le ultime notizie di cronaca», sottolinea Foti, «secondo le quali il presidente della Regione Puglia Emiliano avrebbe “soffiato” all’orecchio dell’amico Pisicchio di indagini a suo carico, suggerendogli di dimettersi, chiediamo a Elly Schlein: carissima segretaria come definirebbe chi per governare il proprio territorio va a parlare con esponenti noti della malavita e si serve dei suoi contatti con la magistratura per ottenere notizie riservate da usare a fini politici? Dalla segretaria del partito di “unti dal Signore” che seleziona solo i migliori per intelligenza e finezza culturale e intellettuale», ironizza Foti, «ci aspettiamo una risposta chiara dal significato univoco».

Campa cavallo: la risposta non arriverà, almeno non a breve, e l’imbarazzo di Emiliano è dimostrato anche dalla decisione, presa in conferenza dei capigruppo con la contrarietà del centrodestra, di far slittare il prossimo consiglio regionale, previsto per il 23 aprile, al 7 maggio. «Viste le richieste di rinvio del Consiglio regionale del 23 aprile arrivate da alcuni gruppi politici», spiega il presidente dell’assemblea, Loredana Capone, «così come è sempre accaduto in questi anni davanti a tali istanze, ho convocato la conferenza dei presidenti. Mi dispiace che una parte dell’opposizione non fosse presente. In questa sede il Pd ha ufficialmente chiesto di rinviare per l’assenza di cinque suoi consiglieri. La richiesta, come avvenuto in passato per altre forze politiche, è stata accolta dalla maggioranza dei presenti. Nessuno nega il momento difficile», aggiunge la Capone, «ma serve responsabilità da parte di tutti e non si possono strumentalizzare le situazioni solo perché oggi a chiedere il rinvio è un gruppo politico diverso rispetto al passato».

Tace anche il M5s, che si è trovato ad affrontare una tempesta in mare aperto. Giuseppe Conte pensava che l’uscita dei pentastellati dalla maggioranza che sostiene Emiliano, dopo gli scandali giudiziari, sarebbe stata momentanea, che la minicrisi si sarebbe risolta con la firma di un «patto per la legalità», ma da quella decisione non c’è giorno in cui sulla Regione Puglia non si abbatta un’altra bufera, e così ora il M5s si tiene al coperto. Problemi anche in Azione: il partito di Carlo Calenda per continuare a sostenere il governo regionale chiede la rotazione simultanea e immediata di tutti i dirigenti di sezione e servizio di tutti gli assessorati e in carica da più di tre anni, la rotazione simultanea e immediata di tutti i direttori dei dipartimenti e la rotazione simultanea e immediata dei direttori generali delle Asl.

All’attacco anche la senatrice di Italia viva e componente della commissione Antimafia, Raffaella Paita, secondo la quale quanto accaduto rende ancor a più «urgente» una «convocazione del presidente» che era già in programma «in merito alle vicende legate ai rischi di infiltrazioni mafiose nel Comune di Bari» su cui sta indagando anche la commissione di accesso inviata dal Viminale per valutare la necessità di un commissariamento.

Le condizioni politiche in cui si ritrova Emiliano sono difficilissime: per salvarsi, il governatore può contare a questo punto solo sulla proverbiale ritrosia di chi occupa uno scranno istituzionale, di maggioranza o di opposizione, a scollarsi dalla poltrona.

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