A Roma ci sono 2,76 milioni di residenti, però al sindaco Roberto Gualtieri interessano solo 400 cittadini. Abusivi. Sono quelli che si erano impossessati dello Spin time, il centro sociale che nel 2013 occupò un immobile pubblico stravolgendolo e trasformandolo nella loro dimora abituale. Ovviamente a zero spese.
Gualtieri e i 400 occupanti dello Spin Time
Il primo cittadino della Capitale, anche a Ferragosto, è andato a trovare quelli che sono ancora accampati in strada, dopo il principio di incendio che nella notte tra il 29 e 30 luglio ha spinto la magistratura a mettere sotto sequestro il palazzo da 20.000 metri quadrati all’Esquilino. Gualtieri, o più precisamente la sua amministrazione, aveva promesso anche di acquistare l’edificio pur di far rientrare gli irregolari nei loro alloggi pericolanti e fatiscenti.
Finora, tuttavia, la trattativa con la proprietà, il fondo Investire Sgr, non è decollata. Anzi. Al punto che i proclami della giunta si stanno ritorcendo contro la compagine giallorossa.
L’ultimatum al Campidoglio: «Comprate l’edificio»
Ieri, infatti, la comunità di Spin Time Labs ha diffuso una nota critica. «Oggi la battaglia principale è l’acquisto pubblico. Il ritorno in mani pubbliche del palazzo di via di Santa Croce in Gerusalemme deve diventare un obiettivo politico di primaria importanza per Roma. Chiediamo al Campidoglio di fare di questa vicenda il primo banco di prova di una scelta politica di rottura: rimettere in discussione lo strapotere dei grandi fondi immobiliari e affermare che il futuro della Capitale non può essere deciso in funzione della rendita».
Se non è un ultimatum, poco ci manca. Quello che manca, tuttavia, è la volontà politica. A parole la sinistra, gli artisti impegnati e i radical chic di turno spingono per acquistare l’edificio. Nei fatti è una decisione che appare impossibile. Per vari motivi.
Intanto per una questione economica. Nel momento in cui il Comune decidesse di fare l’investimento dovrebbe poi metterlo a norma. Basti pensare che il principio di incendio che ha fatto scoppiare il caso è nato nel locale falegnameria, rigorosamente abusiva, al piano terra. Ma al piano superiore ci sono le bombole del gas.
Eh sì, poiché manca il riscaldamento nello stabile, si va di bombole. In una via non in aperta campagna, ma in pieno centro abitato. I vicini, i residenti regolari sono infuriati. Stanno scrivendo a chiunque chiedendo di non aprire alcuna trattativa, nella speranza che gli occupanti se ne vadano definitivamente e che lentamente si possa sognare una valorizzazione dei 20.000 mq fuorilegge da 13 anni.
Ma poi, ammesso che Gualtieri trovi decine di milioni per acquistare l’ormai ex Spin time, ne servirebbero almeno altri 20 per iniziare a renderlo quanto meno frequentabile. Già nel 2013 non era agibile.
All’epoca c’era un solo bagno, creato tra numerosi uffici, per i vigilantes che dovevano sorvegliare il rispetto della proprietà. Rispetto che non c’è stato da parte degli occupanti e della politica che ha chiuso tutti gli occhi a disposizione. In poco tempo, senza permessi, chi si è impossessato dell’edificio ha creato bagni, dove c’erano uffici, tra fili elettrici volanti e in assenza di un quadro di piano, per fare un esempio.
E poi, appunto, ci sono centinaia di bombole di gas disseminate lungo lo stabile, c’è persino dell’amianto. In compenso sono sorti quattro bar, un ristorante, laboratori, una discoteca e una sala eventi dove hanno partecipato personaggi del calibro di D’Alema, Bersani e Speranza. Tutto irregolare. Neanche il collegamento fognario è a norma.
Come si possono fare appelli per far tornare persone in un luogo dove si rischia la vita? Certo, allo Spin Time nessuno paga. Anche dopo l’intervento di «don Bolletta» che riattaccò i fili della corrente dopo che l’operatore Hera staccò la luce per eccesso di morosità, pare si continua nello sport preferito degli occupanti: presentare il conto alla collettività che paga le tasse.
Spin Time, tra bombole, abusivismo e lavori da rifare
D’altronde sarà il ministero dell’Interno che dovrà versare 21 milioni e 200.000 euro al mese di «affitto» a Investire Sgr per l’occupazione. L’ha stabilito un giudice. Ovviamente c’è però stato l’appello.
Con il risultato che i proprietari non hanno visto un soldo, la cifra a carico dello Stato potrebbe salire in secondo grado di giudizio o in Cassazione e gli abusivi dettano legge. E battono cassa. Non a caso Gualtieri ha già sistemato a spese sempre delle collettività circa 250 sfollati. Ne restano 150 da piazzare. Tanto pagano gli altri 2,76 milioni di romani…
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