Bufale, eutanasia e Lgbt: il report rosso che mette l’Italia tra gli Stati di serie B
Luigi Manconi (Imagoeconomica)
  • Il rapporto di «A buon diritto» dipinge il nostro Paese come omofobo e razzista. Neanche una riga sui diktat pandemici.
  • Circa il 30% speso per prestazioni odontoiatriche. Impennata dei costi del Ssn.

Lo speciale contiene due articoli.

Due giorni fa, alla Camera dei deputati si è svolta la presentazione dell’aggiornamento «sullo Stato dei diritti in Italia». A spiegarci che cosa non funziona nel nostro Paese è l’associazione A Buon Diritto, fondata nel giugno del 2001 da Luigi Manconi, già parlamentare del Pd. «Purtroppo in Italia registriamo una gravissima arretratezza dei diritti civili e sociali», ha esordito l’ex sottosegretario al ministero della Giustizia durante il governo Prodi, un passato in Lotta continua e tra i Verdi.

La nona edizione del rapporto riguarda gli anni 2022-2023 e ha la pretesa di monitorare ambiente, libertà di espressione, migranti, istruzione, lavoro e molto altro, in tutto «17 diritti». Ogni capitolo è accompagnato da «una serie di raccomandazioni per il legislatore, perché oltre a ritenersi «uno strumento scientifico e di informazione», il report si autopromuove come «strumento politico».

La Repubblica la ritiene «una preziosa raccolta di dati e analisi», che giustificherebbe il titolo: «Donne, gay, migranti l’anno nero dei diritti», mentre basta scorrere i vari capitoli per accorgersi della tendenziosità e della pochezza delle indagini svolte. Salute e libertà terapeutica era una delle questioni più dolorose da affrontare, in considerazione di obblighi vaccinali, limitazioni e violazioni dei diritti costituzionali compiuti durante lo stato di emergenza sanitaria, invece i ricercatori del team Manconi hanno altro per la testa.

Lamentano che sul «tema della libertà terapeutica, nel 2022 non è stata attivata la campagna informativa sulle Dat», le disposizioni anticipate di trattamento in campo sanitario, e si indignano perché «il suicidio assistito, alle condizioni previste dalla Corte costituzionale, trova ostacoli nelle procedure in capo alle Asl». Nemmeno un cenno, alle vessazioni subite da milioni di cittadini, costretti a inocularsi un farmaco sperimentale o a restare a casa senza stipendio se non obbedivano.

Manconi è bravo solo a parole, ad affermare che bisogna prestare «la stessa attenzione, la stessa cura ai diritti più legati alla sfera personale, così come a quelli che hanno un dimensione sociale, collettiva». Ci credesse davvero, avrebbe denunciato le ripetute violenze in ambito sanitario compiute durante la pandemia. Invece, il messaggio politico si riduce a raccomandare di «ridurre la dipendenza da fornitori esterni per l’approvvigionamento della cannabis terapeutica, anche tramite affidamento a privati» e di «istituire corsi di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole».

Non va meglio al capitolo Libertà di espressione e di informazione, dove si punta il dito contro «l’enorme flusso di informazioni errate […] dall’economia alla sanità», che nel 2022 ha fatto sì che il «disordine informativo» raggiungesse «vette ineguagliabili». Per fortuna c’è il ministero della Salute, che «aggiorna periodicamente le informazioni relative al Covid-19, ai suoi sviluppi e alle vaccinazioni», scrivono i ricercatori, in una delle affermazioni più tragicomiche immaginabili.

Alla voce Ambiente, l’elenco delle calamità è lunghissimo. Dalla siccità mai vista prima alle piogge torrenziali, gli «eventi climatici estremi» sono descritti con i toni dell’Apocalisse, mentre il governo «continua a ignorare» che l’Italia sarebbe diventata una landa quasi invivibile, soffocata dalle continue «emissioni di gas serra». E sul fronte diritti ambientali? Il rapporto bacchetta «la risposta delle istituzioni nei confronti di attivistə» (la Schwa è d’obbligo per includere anche il genere neutro), che si sarebbe fatta «sempre più repressiva».

Giustifica il lancio di vernici contro edifici e opere d’arte, in quanto sarebbero «ecologiche e innocue» e comunque sono una forma di «disobbedienza civile» messa in atto «per chiedere al governo l’uscita dal sistema dei combustibili fossili». Non c’è che dire, un’analisi scientifica e rispettosa dei diritti civili.

Sul fronte Lgbtqia+ le rimostranze sono surreali. «Il posizionamento politico della maggioranza eletta nel settembre 2022 lascia poco spazio alla possibilità di un maggiore riconoscimento dei diritti delle persone Lgbtqia+, che sono invece sistematicamente oggetto di attacchi basati su posizioni ideologiche e con finalità di propaganda», si inventano quelli di A Buon Diritto. Accusano il governo Meloni di non dare risposte a questioni «come il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e la riforma dell’istituto della filiazione».

Che cosa si aspettano, anche la legittimazione della maternità surrogata? In Italia, segnala il rapporto, la discriminazione verso gay e dintorni «si inserisce in un sistema di violenza strutturale basata sull’imposizione di un sistema binario», mentre sarebbe raccomandata «la diffusione di modelli culturali inclusivi alle espressioni e identità di genere».

L’associazione, che ha già prodotto nove pubblicazioni sullo stato di salute dei diritti del nostro Paese, tiene a sottolineare che elabora il rapporto con il sostegno dell’Otto per mille della chiesa Valdese, molto attiva in progetti in Italia e all’estero. Nel 2022, ha aiutato iniziative nei Territori dell’autonomia palestinese per oltre 355.000 euro.

Sui salvataggi in mare da parte delle Ong, l’ultimo report dichiara che «continua a non esserci alcuna prova dell’illegalità nelle operazioni di ricerca e soccorso», quindi occorre (ovviamente) «sostenere le attività di search and rescue delle Ong».

Quanto alla «retorica dell’invasione dei migranti», viene negato il «rischio di sostituzione etnica», agitato dalla destra italiana «con narrazioni islamofobiche», visto che il suo bieco obiettivo è la «difesa delle tradizioni religiose e identitarie […] in uno scontro di civiltà con visioni laiche e democratiche […] attualmente messe in forte pericolo». Certo, c’è proprio da preoccuparsi.

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