Panorama.it ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org per chiedere all’Agenzia del farmaco di ripristinare l’uso dell’idrossiclorochina, l’unico farmaco anti-Covid disponibile sul territorio. Altrimenti, con un atto di disobbedienza civile, un gruppo di medici la prescriverà comunque. Per non abbandonare i pazienti e tener fede al giuramento di Ippocrate. A oggi sono state raccolte oltre 5.000 firme. Per aderire, clicca qui:
https://www.change.org/PanoramaClorochinaCovid19
Centodue studi pubblicati. Di cui il 75% con parere positivo. Eppure la somministrazione dell’idrossiclorochina oggi continua a essere bloccata nonostante gli effetti positivi nei trattamento del Covid-19. Così, un gruppo di medici del milanese, ha scelto di schierarsi contro l’Aifa, l’Agenzia del farmaco, e prescrivere il trattamento nonostante i divieti imposti.
Panorama, a supporto del progetto, ha raccolto oltre 100 nomi di medici italiani che hanno scelto di andare contro il parere dell’Agenzia del farmaco e ha chiesto agli italiani di firmare – senza impegno – una petizione su Change.org dal sito semplice ma estremamente significativo: «Covid 19: chiediamo ad Aifa di ripristinare l’uso dell’idrossiclorochina».
A oggi hanno aderito alla campagna oltre 5.400 persone e i numeri continuano a salire. Il motivo è semplice: perché bloccare l’utilizzo di un farmaco che funziona e costa anche poco?
Stando a quanto riportano alcuni studi, tra cui il più recente pubblicato il 20 settembre sull’International Journal of Infectious Diseases, per i malati trattati con idrossiclorochina, il rischio di trasferimento in terapia intensiva per procedere alla ventilazione meccanica diminuisce del 53%. L’indagine, condotta a livello nazionale in Olanda ha coinvolto 1.064 pazienti Covid ricoverati in 14 diversi ospedali. Ma questo non sembra bastare. Perché il 25% dei testi medici sull’idrossiclorochina danno un parere negativo sull’utilizzo del farmaco. Una percentuale minima, ma che è bastata a interrompere la prescrizione di questo antimalarico già dallo scorso maggio.
Era il 22 maggio da The Lancet, fino a quel momento autorevolissima rivista scientifica britannica, ha pubblicato quello che a oggi è considerato il testo di maggiore importanza nell’utilizzo dell’idrossiclorochina nel trattamento del Coronavirus. L’indagine, firmata dal professore di Harvard Mandeep Mehra, concludeva che l’idrossiclorochina aumentava la mortalità dei pazienti Covid-19. Il 25 maggio l’Organizzazione mondiale della sanità ha così sospeso il suo trial su idrossiclorochina e clorochina come farmaci contro il Covid-19. La decisione dell’Oms ha indotto, il giorno dopo, l’Agenzia del farmaco italiana, l’Aifa, a sospendere l’autorizzazione all’uso dell’antimalarico. E lo stesso hanno fatto Francia e Belgio. Il 15 giugno anche la potentissima Food and Drug Administration statunitense ha ritirato l’autorizzazione a utilizzare la clorochina in regime d’emergenza. Un effetto domino che ha colpito anche il nostro Paese.
Panorama.it ha tuttavia continuato a studiare i documenti e a parlare con medici ed esperti. E ha lanciato la sua personale battaglia per rendere l’idrossiclorochina ancora prescrivibile anche da noi.
Per aderire alla campagna, clicca qui: https://www.change.org/PanoramaClorochinaCovid19
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