Gufi del virus smentiti: morti in calo del 56%
Ansa
  • Malgrado le poche vaccinazioni, i decessi causati dal Sars-Cov-2 tra ottobre e fine gennaio sono meno della metà rispetto all’anno precedente. Le previsioni matematiche l’avevano previsto, eppure gli «esperti» profetizzarono la solita ecatombe.
  • Controlli aumentati sulla dengue. Il ministero alza l’allerta in porti e aeroporti per la febbre che viene dal Sud America.

Lo speciale contiene due articoli.

Le sue previsioni erano praticamente esatte, la mortalità per Covid si è dimezzata nell’ultimo periodo invernale. Con un margine di errore del 9%, l’esperto di informatica Marco Roccetti ha battuto tutte le ipotesi che erano state fatte da virostar e Cassandre di turno, certe che ci sarebbe stata un’ecatombe. Invece, hanno dato numeri sbagliati di oltre il 60%.

Secondo il modello matematico elaborato dal professore, ordinario all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, tra l’ultima settimana di ottobre 2023 e fine gennaio 2024 ci sarebbero stati 4.100-4.200 decessi. I dati forniti dal ministero della Salute ne hanno conteggiati anche meno, 3.759 nelle 15 settimane prese in considerazione. Nello stesso periodo, tra il 2022 e il 2023 i morti per o con il virus erano stati 8.526.

«La buona notizia è che abbiamo avuto un decremento effettivo del 56%», commenta il professore. Aveva visto giusto. Le aspettative dei soliti noti erano invece inutilmente catastrofiche: «Questa settimana, la mortalità per Covid è ulteriormente aumentata del 24% rispetto alla settimana precedente, con una proiezione su base annua di più di 15.000, destinata purtroppo a un progressivo sensibile aumento», tuonava due mesi fa Francesco Cognetti, presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi (Foce).

I morti ufficiali per Covid nel 2023 sono stati complessivamente 10.500, quindi si spaventò la popolazione annunciando più di 6.000 decessi in poche settimane, che in realtà (e per fortuna) non si sono verificati. Cognetti ebbe parole dure contro la «diffusione, purtroppo anche da parte di alcune autorità sanitarie del Paese, di messaggi confusi e spesso contraddittori sulle dimensioni del contagio e sulla sua letalità, quindi con l’effetto di ulteriormente demotivare e scoraggiare una popolazione già parzialmente restia». La Foce avrebbe forse dato messaggi chiari, sparando numeri sui morti? E in base a quale modello matematico?

La Federazione parlava di reparti «sotto assedio», di pronto soccorso travolti da pazienti colpiti da Covid e influenza, che pure sarebbe risultata oltremodo letale. Per fortuna, ci pensò l’Istituto superiore della sanità a smorzare i toni, precisando che «la situazione complessivamente rientra nell’alternarsi di intensità annuale delle stagioni di trasmissione dei virus respiratori, e anche il periodo in cui si è verificato il picco non presenta anomalie, ed è anzi in linea con quanto riportato da altri paesi europei».

A fine dicembre, Fabrizio Pregliasco direttore sanitario del Galeazzi di Milano, provvedeva ad alimentare le previsioni catastrofiche. «Purtroppo abbiamo toccato le 515 vittime nell’ultima settimana, probabilmente in sette giorni, per Capodanno, supereremo quota 600 morti di Covid», dichiarava a reti unificate.

I decessi in realtà furono 371, Pregliasco esagerò del 62% la letalità. A gennaio di quest’anno, la Foce tornava ad agitare lo spettro mortalità, elencando i decessi settimanali e accusando: «Abbiamo assistito a una totale rimozione del Sars-CoV-2, è come se il virus fosse stato dimenticato. Di conseguenza la campagna vaccinale è stata del tutto insoddisfacente».

Già, perché l’allarmismo aveva un unico obiettivo, convincere i cittadini al doppio richiamo perché altrimenti gli ospedali avrebbero collassato e anziani e fragili sarebbero morti a ritmo vertiginoso. Nulla di tutto ciò si è verificato.

Ma nessuno dei cosiddetti esperti ammette di aver sbagliato clamorosamente, continuando ad agitare lo spettro del Covid e così creando anche dei danni a un sistema sanitario in difficoltà.

Perché se programmi più posti letto in area medica e in terapia intensiva in previsione di una criticità, per rispondere a una supposta impennata del fabbisogno assistenziale e poi l’aumento non è giustificato, l’investimento inappropriato pesa sulle aziende sanitarie di tutto il Paese.

Il modello matematico di Roccetti, basato sul concetto di analogia per descrivere i decessi nel periodo invernale 2022 e negli ultimi mesi, era accurato e ha previsto il dimezzamento della mortalità così come è avvenuto. Peccato che non fosse in linea con il mainstream catastrofico, cioè che l’emergenza non è mai finita. Così, la pubblicazione del paper del professore dal titolo Forecasting by Analogy: A Parallel between the Trend of Confirmed COVID-19 Deaths in the Winters of 2022/2023 and 2023/2024 in Italy è stata ostacolata.

«Il 10 dicembre scorso venne accolto dalla rivista internazionale peer-reviewed Life, poi l’editor italiano mi ha chiesto diverse, piccole modifiche, infine ha rifiutato lo studio», racconta Roccetti. Aggiunge: «Pochi giorni fa mi ha scritto: “Non c’è dubbio che il lavoro di ricerca è stato notevole e le previsioni corrette e che andava accettato”, ma ormai quel paper non era potuto uscire in tempo utile per confutare previsioni sbagliate».

Lo studio, boicottato dal mondo accademico italiano, infine è stato accettato dalla prestigiosa rivista americana Mathematical Biosciences and Engineering (Mbe).

Da non perdere

Salute

Un teenager su quattro ha provato droghe

La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, presentata ieri mattina in una conferenza stampa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, racconta uno spaccato complesso, che va ben oltre quello dell’uso…

M5s pretende che Arcuri possa mentire sul covid
Salute

M5s pretende che Arcuri possa mentire sul covid

I pentastellati chiedono che l’ex plenipotenziario di Conte durante il Covid venga audito in commissione «senza alcun vincolo di testimonianza veritiera». Non bastavano lo scudo erariale e i controlli anticorruzione aggirati: arriva pure la licenza di dire bugie.

Conte punto sul vivo vuole querelare tutti
Salute

Conte punto sul vivo vuole querelare tutti

Tirato in ballo da quanto emerge in commissione Covid, Giuseppi ora minaccia. Il capogruppo di Fdi al Senato, Malan, tira dritto: «Muro di silenzio sulle maxi commesse ai suoi ex colleghi». Montaruli rincara: «Si faccia audire». Ma le opposizioni: «Lisei lasci».