- Uno studio su oltre 4 milioni di soggetti, finanziato dall’Fda americana, ha rilevato segnalazioni sopra la norma di attacchi epilettici tra i bambini dai due ai cinque anni dopo le iniezioni di Pfizer e Moderna. Critici anche i dati sulle miocarditi tra gli adolescenti.
- In programma a Savona un convegno per sanitari sulla profilassi, associata alle tavole di Mosè. Con Big Pharma come sponsor.
Lo speciale contiene due articoli.
Non solo infiammazioni al muscolo cardiaco, le vaccinazioni anti Covid nei bambini hanno provocato crisi epilettiche e convulsioni. Ad affermarlo non sono ricercatori complottisti, ma uno studio finanziato dalla Food and drug administration (Fda), l’agenzia regolatoria del governo americano, che ne ha guidato la progettazione, l’interpretazione dei risultati, la stesura del testo.
Prima autrice è Patricia Lloyd, dell’ufficio di biostatistica e farmacovigilanza, centro per la valutazione e la ricerca biologica della Fda. Sono stati esaminati 4,1 milioni di giovanissimi, di età compresa tra sei mesi e 17 anni (per l’esattezza 4.102.016), utilizzando dei database nell’ambito del mandato di sorveglianza sanitaria pubblica dell’agenzia governativa.
Bambini e ragazzi vaccinati dalla prima data di autorizzazione all’uso di emergenza per fascia di età, fino ad aprile 2023, con doppia dose e molti anche con booster. Sono state rilevati segnalazioni di miocarditi o pericarditi dopo il vaccino BNT162b2 (di Pfizer) in soggetti di età 12-17 anni, e di crisi epilettiche/convulsioni dopo la vaccinazione con BNT162b2, e mRNA-1273 (Spikevax, di Moderna) in bambini di età compresa tra 2 e 4/5 anni.
Nei più piccoli, il nuovo preoccupante evento avverso «dovrebbe essere ulteriormente approfondito con un robusto studio epidemiologico», dichiarano gli autori.
La popolazione in età pediatrica presa in considerazione proviene da tre database di assicurazioni sanitarie commerciali statunitensi, e appartiene a diverse aree geografiche degli Stati Uniti. La problematica relativa agli eventi avversi riscontrati «potrebbe non essere rappresentativa a livello nazionale», tengono a precisare gli autori, ma se una simile campionatura ha evidenziato infiammazioni del muscolo cardiaco e convulsioni, la preoccupazione dovrebbe essere alta.
Un sottogruppo dei casi di miocardite/pericardite identificati, 40 sui 153 riscontrati di età compresa tra 12 e 17 anni, «è stato confermato attraverso la revisione della cartella clinica». Il 72,5% delle patologie infiammatorie sono stati confermate come veri casi di miocardite/pericardite e il tempo mediano dalla vaccinazione alla presentazione dell’evento avverso è stato di tre giorni.
Crisi epilettiche/convulsioni hanno raggiunto la soglia statistica per un segnale nei bambini di età compresa tra 2 e 4 anni dopo la vaccinazione con Pfizer in tutti e tre i database, e nei bambini di età compresa tra 2 e 5 anni dopo la vaccinazione con Moderna in due dei tre database.
«Abbiamo condotto controlli di qualità per escludere errori del database o cambiamenti nei modelli di codici diagnostici utilizzati per identificare gli eventi nel periodo di studio» spiegano gli autori, oltre ad aver «stimato il rischio relativo di esiti all’interno degli strati demografici per età e sesso».
Il segnale di miocardite/pericardite è «coerente con i rapporti di pubblicazioni sottoposte a revisione paritaria, che dimostrano un rischio elevato di questo esito in seguito ai vaccini a mRna tra i maschi più giovani di età compresa tra 12 e 29 anni», si legge nel preprint. Al di sotto dei 12 anni, non sono stati riscontrati casi.
Segnalazioni di crisi epilettiche/convulsioni nei bambini di età compresa tra 2-4/5 anni, invece, «non erano state riportate negli studi di sorveglianza attiva dei vaccini mRna anti Covid-19», fanno notare gli autori. Un’analisi dei dati Vaers identificava appena otto casi a seguito di circa un milione di vaccinazioni con mRna fino ad agosto 2022, nella fascia di età compresa tra 6 mesi e 5 anni.
Occorre approfondire. Non limitarsi a ripete che questi vaccini sono sicuri, quando provocano eventi avversi anche nei bimbi sani che non hanno problemi nel superare una malattia infettiva.
Uno studio pubblicato lo scorso maggio su Sage e dal titolo «Eventi avversi neurologici gravi a seguito dell’immunizzazione contro Sars-CoV-2: una revisione narrativa della letteratura», segnalava che nessun ampio studio epidemiologico ha esplorato la relazione «tra stati ipereccitabili e vaccini anti Covid-19 o i meccanismi che potrebbero essere responsabili di questa associazione».
Si aggiungeva che la risposta terapeutica «non ottimale con gli antiepilettici convenzionali, in contrasto con il successo osservato dei farmaci antinfiammatori in questo contesto, suggerisce un coinvolgimento della risposta immunitaria nella patogenesi di queste crisi, data la corretta esclusione di altre eziologie».
Nello stesso mese, Josef Finsterer del Centro di neurologia e neurofisiologia di Vienna, sulla rivista Clinical Psychopharmacology and Neuroscience avvertiva che «gli effetti collaterali neurologici si sviluppano con qualsiasi tipo di vaccino Sars-CoV-2 e sono diversi, possono essere gravi e persino fatali e dovrebbero essere presi sul serio per avviare un trattamento precoce e migliorare i risultati ed evitare decessi».
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