Il settore automobilistico globale sta attraversando un periodo di profonda turbolenza. Dall’inizio dell’anno, l’industria ha mostrato una tendenza prevalentemente negativa, con cali medi tra il -3% e il -10% per molti attori chiave. Questa flessione, tuttavia, non è uniforme, con Byd che eccelle e Tesla che affronta significative difficoltà. Mentre Tesla motors ha subito un calo del -30,4% da inizio anno, Byd, il colosso cinese, si è affermata come la migliore performance del settore con un impressionante +33,01% (in euro), grazie al suo vantaggio competitivo nei costi di produzione e nella tecnologia delle batterie. Le case automobilistiche tedesche, come Volkswagen, Mercedes-Benz, Porsche e Bmw hanno sofferto particolarmente, vedendo la loro quota di mercato in Cina diminuire drasticamente. Anche Stellantis ha subito un crollo, con il prezzo delle azioni dimezzato rispetto a un anno fa.
Il settore è influenzato da una serie di fattori interconnessi. La spinta verso la mobilità elettrica è il più dirompente: i produttori cinesi si stima supereranno la produzione combinata di Europa e Stati Uniti nel 2025. Le tensioni commerciali complicano il quadro: gli Stati Uniti hanno quadruplicato i dazi sulle auto elettriche dalla Cina, portando a un crollo dell’export cinese verso gli Usa (-34,5% a maggio 2025), ma a un balzo del 12% verso l’Ue. L’alto costo dell’energia, la scarsità di materie prime e l’inflazione continuano a pesare, frenando i consumi e gli investimenti. La crisi delle catene di approvvigionamento, in particolare la carenza di semiconduttori, rimane una sfida persistente.
Il percorso di Stellantis offre un esempio emblematico. La turbolenza ha portato a un cambio ai vertici, con Antonio Filosa che subentra a Carlos Tavares. La decisione di Filosa di stabilirsi a Detroit è un segnale dell’americanizzazione e del rafforzamento del potere dei veterani di Fiat Chrysler, dato che il Nord America ha rappresentato il 40% del fatturato del gruppo nel 2024. Un altro evento che ha scosso il settore è stata la partenza di Luca De Meo da Renault per il gruppo del lusso Kering. L’annuncio ha fatto crollare le azioni Renault (-9%). De Meo aveva risanato Renault, portando il titolo a salire del 90% in Borsa. Secondo Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di Soldiexpert scf, «il passaggio di De Meo dalla Renault a Kering non è un bel segnale per l’automotive soprattutto europeo. Da diverso tempo nei nostri portafogli consigliati abbiamo scelto di uscire perché i rischi attualmente sono troppo elevati rispetto alle opportunità».
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