Un’ora e mezza di consiglio federale inaugurato con un applauso al segretario eletto Matteo Salvini. «Un consiglio federale produttivo, concreto, efficace. Abbiamo parlato di legge di bilancio, confermando le priorità: flessibilità in uscita e superamento della legge Fornero, da 67 a 64 anni come libera scelta, non come obbligo, per la pensione.
Una priorità per la Lega», ha spiegato Salvini nel punto stampa a margine della riunione. Affrontati poi «il tema della flat tax e alcuni emendamenti sulla sicurezza: come i 10.000 militari di Strade sicure nel 2027 e, da ministro dei Trasporti, stiamo anche lavorando sul caro materiali».
Alla riunione erano presenti il sottosegretario Claudio Durigon, il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari e quello in Senato Massimiliano Romeo, il senatore e segretario regionale della Lega in Friuli Venezia Giulia Marco Dreosto, il coordinatore della Lega Giovani Luca Toccalini, il capodelegazione a Bruxelles Paolo Borchia, l’europarlamentare Silvia Sardone, il deputato Fabrizio Cecchetti e Armando Siri. Presente il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, arrivato con l’assessore regionale Massimo Sertori. Luca Zaia collegato.
I malumori interni e il caso Romeo
A via Bellerio tuttavia si arrivava con qualche tensione, espressa chiaramente da Fontana: «Spero non si arrivi al possibile commissariamento della Lega Lombarda perché sarebbe una brutta cosa», ha commentato prima di recarsi al consiglio federale della Lega. Ipotesi sconfessata poi proprio da Salvini che ha chiarito: «Non abbiamo parlato del commissariamento della Lega Lombardia, non abbiamo parlato di niente di ciò che sto leggendo in questi giorni», riferendosi evidentemente al dossier Romeo, sfiduciato dai suoi senatori, né dei malumori emersi sulla sua guida del partito. «Non ne abbiamo parlato, non riguarda il partito ma il gruppo dei senatori e decideranno loro«, rispetto a Romeo. E più in generale ha chiarito: «Oggi non ci sono state polemiche».
Il nuovo simbolo e il rinvio della segreteria politica
Tra i provvedimenti presi, l’approvazione del nuovo simbolo «Lega Italia Federale», presentato al congresso del 24/25 ottobre, e la nomina di Andrea Crippa a coordinatore federale delle segreterie regionali del partito. Mentre circa le nomine della segreteria politica, sono state deluse le aspettative. «Per quanto riguarda la segreteria politica conto di arrivare al prossimo consiglio federale con i nomi, tante persone si sono fatte avanti, sarà di nove membri e quindi non potremo comprendere tutti, ma stiamo facendo un bel lavoro. Conto comunque di arrivare entro novembre», ha spiegato in conferenza stampa. Occasione nella quale ha avuto modo di commentare anche la possibile incompatibilità di Trifone Altieri alla guida dell’Anac per la norma che vieterebbe la carica a chi abbia ricoperto cariche di partito nei tre anni precedenti alla nomina. «Conto che tutto sia assolutamente regolare» e anche su Centemero alla Consob sottolinea «mi sembrano polemiche ingenerose». E mentre elogia la lettera che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, resta evasivo sulle armi a Kiev. «Il pacchetto dobbiamo leggerlo. Valuteremo tutto a tempo debito».
Bollette, allarmi bomba e amministrative
Sul decreto bollette ipotizza che vedrà luce lunedì in cdm «a quanto ho capito le coperture ci sono, c’erano dei dubbi su alcuni passaggi formali di interlocuzioni con l’Europa». Per quanto riguarda gli allarmi bomba dice: «Ho chiesto informazioni all’intelligence, siamo danneggiati anche noi come trasporti. Non ci sono risultanze e stanno indagando sulla provenienza di queste mail, sono tutti allarmi fortunatamente infondati che però rischiano di avere ripercussioni in termini di cancellazioni e paura». Sulle amministrative: «In primavera vanno al voto 2103 Comuni e siamo già al lavoro per presentare i nostri candidati. Abbiamo ribadito che la nostra priorità è Milano con Silvia Sardone». Sul fine vita chiosa: «Serve una legge nazionale ma non faremo in tempo».
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