Manovra 2027, corsa contro il tempo: tutte le date per l’approvazione
Giancarlo Giorgetti (Ansa)

Sarà una corsa contro il tempo per la legge di bilancio. Il disegno della manovra è arrivato alle Camere con otto giorni di ritardo rispetto alla scadenza del 20 ottobre prevista a livello normativo. Un ritardo che in realtà, tecnicamente, non costituisce una violazione: il termine non è perentorio. E tuttavia, le conseguenze pratiche saranno concrete.

Tanto per cominciare, il tempo a disposizione del Parlamento per esaminare, emendare e approvare la manovra si accorcia. La scadenza del 31 dicembre, peraltro, non ammette alcuna deroga: oltre quella data scatterebbe l’esercizio provvisorio, uno scenario che (naturalmente) nessun governo vorrebbe affrontare.

Le prossime tappe della manovra

Proviamo a fare un po’ di ordine cronologico e ad approfondire il calendario dell’ultima legge di bilancio del governo Meloni. Dunque, il testo approderà ufficialmente in Parlamento nei primi giorni di novembre. La commissione Bilancio della Camera, seguendo la regola dell’alternanza fra i due rami del Parlamento, dovrebbe incardinare l’esame martedì 3 novembre. In quel frangente, anche le altre commissioni saranno chiamate a esprimersi sulle materie di loro competenza.

Poi, dal 5 novembre, partiranno le audizioni. Per circa una settimana, fino al 12, sfileranno davanti ai parlamentari le principali istituzioni, dall’Istat alla Banca d’Italia, insieme alle parti sociali e alle categorie economiche. A chiudere questo ciclo, di norma, è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Entro il 17 novembre i parlamentari potranno presentare le proprie proposte di modifica. La dote a disposizione per gli emendamenti parlamentari sarebbe di circa 300 milioni di euro. Una cifra limitata, che riflette (ma non è una novità) i margini stretti della manovra. Al termine dell’esame, il governo presenta di solito un maxi-emendamento che ingloba le modifiche ritenute ammissibili, ponendo spesso la questione di fiducia per accelerare i tempi.

L’«occhio di Sauron» di Bruxelles

Dopo il via libera di Montecitorio, il testo passerà a Palazzo Madama. Negli ultimi anni, a onor del vero, il Senato ha di fatto ratificato quanto approvato dalla Camera, senza alcuna modifica sostanziale. Se invece venissero introdotti cambiamenti, il testo tornerebbe infine alla Camera per una terza lettura: entrambi i rami del Parlamento devono tassativamente approvare un testo identico.

E arriviamo così all’ultima tappa di questa «Odissea legislativa». Il 24 novembre la Commissione europea pubblicherà il proprio parere sul documento programmatico di bilancio italiano, nell’ambito del semestre europeo. Un passaggio che, pur non avendo effetti vincolanti immediati, avrà senza dubbio un peso politico sul dibattito interno. L’occhio di Sauron di Bruxelles a chiudere il cerchio. Che l’Odissea abbia inizio.

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