Ultime limature prima del Consiglio dei ministri di domani. Giorgia Meloni riunisce la maggioranza a Palazzo Chigi per chiudere il pacchetto della legge di bilancio da 23,5 miliardi. Al tavolo, oltre alla premier, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Presenti anche il viceministro Maurizio Leo e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, dopo la videocall della sera precedente.
Sul tavolo pensioni, fisco e sostegni alle famiglie. Ma le risorse non sono infinite e, mentre si cercano gli ultimi accordi, alcune misure restano ancora da definire.
Pensioni e flessibilità in uscita, allo studio un fondo da quasi un miliardo
Tra le ipotesi c’è un fondo per la flessibilità in uscita dal lavoro, con una dotazione che dovrebbe sfiorare il miliardo di euro. La Manovra stanzierebbe le risorse per il 2027, rinviando a un provvedimento a gennaio la definizione delle modalità operative.
Per i giovani si lavora invece a un pacchetto fiscale: mini-Irpef per i lavoratori under 30 a basso reddito, flat tax al 5% per i neoassunti under 35 ed estensione della no-tax area per gli under 25. Soglie e aliquote sono ancora in via di definizione. Sembra invece accantonata l’ipotesi di ridurre l’Irpef per i redditi superiori ai 50mila euro.
In discussione anche la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi. Secondo fonti di maggioranza, ci sarebbe un accordo generale sulla misura, mentre restano da stabilire la soglia di reddito e l’aliquota, che potrebbe essere del 10% o del 15%.
Welfare e bonus: una card sanitaria per gli over 75
Sul fronte del welfare si valuta una card sanitaria da 300 a 500 euro per gli over 75, destinata a contribuire alle spese mediche. Non è ancora chiaro se il beneficio potrà essere esteso anche alle famiglie numerose.
Verso la proroga al 2027, invece, il bonus elettrodomestici. Resta aperta la partita dei bonus edilizi, legata al confronto con Bruxelles sulla clausola europea per le spese di energia e difesa. Senza proroga, dal prossimo anno le aliquote scenderebbero dal 50% al 36% per la prima casa e dal 36% al 30% per la seconda.
I numeri della Manovra: 23,5 miliardi tra welfare, difesa e imprese
Secondo il Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles il 15 ottobre e le ricostruzioni sulle misure allo studio, la legge di bilancio vale 23,5 miliardi, circa il 20% in più rispetto ai 18,7 miliardi della Manovra 2026 allo stesso stadio. Quasi quattro quinti delle risorse si concentrano in cinque capitoli: famiglia e welfare, con 5 miliardi; difesa, 4,5; imprese, 3,4; infrastrutture, 3,1; sanità, 2,4. In totale, 18,4 miliardi.
Proprio la sanità resta sotto pressione: lo stanziamento indicato è meno della metà dei 5,5 miliardi richiesti dal ministro Orazio Schillaci. Al fisco andrebbero circa 2,1 miliardi, poco più degli 1,9 miliardi destinati al fondo per le sentenze.
Coperture della Manovra, decisiva la flessibilità europea
Il nodo principale resta quello delle coperture. Secondo le ricostruzioni disponibili, circa 14,3 miliardi, il 61% del totale, sarebbero legati alla flessibilità consentita dalla clausola europea per difesa ed energia. Senza questa possibilità, lo spazio per finanziare le misure promesse dai partiti si ridurrebbe sensibilmente.
Banche e assicurazioni, Messina chiede equilibrio nel contributo
Sul contributo delle banche è intervenuto Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, al Forum economico Moneta. «Abbiamo un interesse assoluto che ci sia contribuzione all’andamento positivo del Paese», ha dichiarato, chiedendo però «un giusto equilibrio ed equità nel trattamento». Messina ha ricordato l’accordo triennale raggiunto con il governo e il ruolo degli istituti nel finanziamento dello Stato: il sistema bancario e assicurativo detiene circa 400 miliardi di euro in titoli pubblici. Le banche, ha sottolineato, hanno interesse a conti pubblici solidi, ma il loro contributo deve tenere conto anche degli azionisti.
Ora la maggioranza è chiamata a sciogliere gli ultimi nodi prima del Consiglio dei ministri di mercoledì 28 ottobre. Tra misure ancora allo studio e risorse da distribuire, sarà il testo definitivo a chiarire quali promesse diventeranno interventi concreti e chi potrà beneficiarne.
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